Si fa per parlare...

Viaggiare fotografando, qualche consiglio utile

Prima di iniziare qualsiasi discorso faccio una premessa: fotografi non si nasce, ma si diventa. Con lo studio e con la costanza di fare prove su prove fino a che non riesci a scattare la foto “giusta”. Le scuole di pensiero sono tante. Ma per chi come me viene dalla “vecchia scuola”, quella che usava la macchina fotografica reflex con il rullino e lo stampava nella camera oscura, la Fotografia è tecnica fatta di tutta una serie di regole da rispettare e chimica, cioè la magia da cui nasce una fotografia (come diceva il mio professore in Accademia).
Quando hai memorizzato questo, puoi mettere tutte le informazioni nel cassetto della tua memoria e iniziare a “sentire” la macchina fotografica, usandola come strumento, ma anche come linguaggio per esprimere te stesso e per dar voce alle tue emozioni.

fotografia di viaggio

La bellezza di una fotografia e la sensazione che suscita è soggettiva, ma teniamo sempre conto che conoscere le regole di base tra cui i paramenti di scatto (profondità di campo, messa a fuoco, esposizione ecc.) fa si che la tua foto non resti inosservata.

Cos’è la fotografia di viaggio

Fatta da turisti o per lavoro, la fotografia di viaggio è sempre stata un divertimento amato da molti. La macchina fotografica è diventata un accessorio indispensabile da portare nel bagaglio tra gli oggetti importanti da non dimenticare a casa.
Una volta tornati, le immagini riportate aiutano alcuni di noi a ricordare le emozioni vissute tenendole care come qualcosa di intimo e prezioso. Altri le mostrano agli amici come trofei. Altri ancora ne fanno mostre o quadri da incorniciare.
Questo ci fa capire che non tutti “fanno fotografia” allo stesso modo. Questa è effettivamente un’abilità soggettiva ed è proprio ogni fotografia che mostra la vera anima di chi l’ha scattata.

Questo è un punto importate che diversifica il turista dal fotografo. Entrambi possono fare lo stesso viaggio, entrambi usare la stessa macchina fotografica (magari quella del turista è anche più performante), ma il modo in cui viene utilizzata sarà diverso. Il fotografo, anche principiante, ma con la passione che lo anima e una certa sensibilità, può avere la capacità di catturare l’essenza di un luogo, di far vedere nel suo scatto le emozioni provate in quel momento. Alle volte si può sbagliare qualche regola, ma portare le proprie emozioni dentro l’immagine fa di alcuni privilegiati, veri fotografi di viaggio.

In questo momento, questo libro di Michael Freeman, è una bibbia per chi ama fare fotografia senza essere un professionista. “Obiettivo del libro è mirare ad ampliare le possibilità creative senza compromettere l’originalità della visione del fotografo”.

fotografia di viaggio

10 consigli utili per il tuo viaggio…

…ma che valgono anche se stai casa

1. Essere originali

Non tutti aspiriamo ad essere dei fotografi professionisti, io per prima. Ma per chi ha “il pallino” della fotografia, viaggiare è un piacere ancora più grande e l’attesa del viaggio, quindi l’immaginare cosa si visiterà, chi si incontrerà organizzando già da casa l’attrezzatura da portare, è un’emozione irresistibile. Personalmente la preparazione ad un viaggio per me è documentarmi leggendo libri, poesie, sfogliando riviste e guardando film e documentari.

Per prepararmi a partire trovo molto utile guardare le foto che hanno fatto altre persone, così quando sarò lì, potrò pensare di farne di diverse trovando inquadrature e soggetti il più possibile originali.

2. Usare la prospettiva per migliorare la nostra composizione

Ormai su internet si trovano immagini meravigliose di altrettanti luoghi stupendi, quindi fare il semplice “compitino” non basta. Anche un oggetto comune, inquadrato da una prospettiva diversa, può diventare uno scatto sorprendente e non banale. Ma cos’è la prospettiva in fotografia? “La prospettiva è il modo in cui il nostro occhio riesce a mettere in relazione lo spazio e la dimensione degli oggetti nelle immagini”. Ma non è che cambiando obbiettivo si cambia la prospettiva. La prospettiva può essere modificata solo cambiando posizione. Quindi è importante muoversi mentre si fotografa modificando così il proprio punto di vista. L’uso della prospettiva è un argomento incredibilmente ampio, ma un piccolo esempio può essere utile. Provare a modificare l’altezza e l’angolatura della macchina fotografica ti permette di creare immagini con una prospettiva vivace e nuova e ti consente di allenare l’immaginazione visualizzando la scena in modo diverso, rendendola meno banale.

fotografia di viaggio

3. Presa universale e schedine di memoria

Sembra un consiglio scontato, ma ti assicuro che lasciare a casa qualcosa di essenziale del tuo kit fotografico è possibile. Te lo dice una che, arrivata nel deserto dell’Arizona, si accorge di aver preso l’adattatore della presa brasiliana al posto di quella americana. E lì poi sono guai! Sì perchè, in quel frangente, non avevo modo di caricare la batteria della mia macchina fotografica digitale. Ti assicuro che è stato come se mi mancasse l’aria! Mi sono fatta quasi prendere dal panico, ma per fortuna, dopo aver girato ogni stazione di servizio possibile, 26 ore dopo la tragica scoperta, ho trovato una presa universale nel bel mezzo del nulla, sulla santissima Route 66 !
Quindi ricordati di portare una scheda di memoria in più, batterie e carica-batterie e soprattutto la PRESA UNIVERSALE. Altrimenti potresti anche dire addio alle foto!

4. Cercare la luce giusta

So che non è sempre possibile, per me infatti non lo è stato. Quando si viaggia, soprattutto se si sta facendo un road trip, è difficile poter aspettare l’ora del giorno adatta a fotografare un determinato soggetto che ci piace. Quindi, nel limite del possibile, ti consiglio di fare foto negli orari giusti considerando che la luce dell’alba e quella del tramonto rendono profondità alle nostre fotografie mentre, il sole a picco, per intenderci quello del mezzogiorno, appiattisce il nostro paesaggio.
Una dritta: quando piove o meglio, è nuvoloso, è un momento favorevole per fare delle fotografie originali. Quando il tempo è nuvoloso la luce diventa morbida e uniforme, ma è bene non inquadrare il cielo o comunque non renderlo il soggetto del nostro scatto. Concentrati sui particolari, usa la profondità di campo e cerca contrasti di colori in modo da rendere la fotografia più vivace. 
La pioggia, invece, da una magia particolare anche all’inquadratura più scontata. Tutte le cose diventano lucide, creano riflessi che con il sole non ci sarebbero e che possono dare alla foto luci e colori sorprendenti.

5. Obbiettivi: grandangolo e tele-obbiettivo

Non essendo una fotografa professionista, fino ad ora non disponevo di una grande scelta di obbiettivi. Da poco è passato il mio compleanno e mia sorella con suo marito mi hanno fatto un regalo meraviglioso: un 18-200 con un’ escursione focale che si estende da grandangolare fino a tele. Obbiettivo adattissimo all’utilizzo che ne faccio, cioè tra fotografia di viaggio, documentaristica e storytelling. Ancora non ho avuto modo di provarlo e sono entusiasta ed elettrizzata ad avere finalmente nelle mie mani un oggetto del genere. Ma fino ad oggi ne ero sprovvista quindi mi sono sempre ingegnata, con un semplice 18-55, nel trovare soluzioni creative per diversificare l’escursione focale. Troppo facile girare una ghiera ed avere senza fatica due inquadrature completamente diverse dello stesso soggetto? Se come me, per divertimento o per necessità, aguzzare l’ingegno ti piace, ci sono alcune soluzioni creative per ovviare al problema. Innanzitutto è importante muoversi così da cambiare e valutare diversi punti di vista. Poi arrivati a casa puoi ritagliare le tue foto con uno dei tanti programmi di foto-ritocco. E in mancanza del grandangolo, sempre con un buon programma sul pc o un app al cellulare (anche se trovo difficile lavorare sulle foto con uno schermo minuscolo), puoi “legare” due o più foto per farle diventare panoramiche.

Qui ho unito 2 foto così che il risultato finale sembra scattato con un grandangolo (Yosemite National Park)

6. Non solo paesaggi

La fotografia di viaggio non è fatta solo di paesaggi e di architettura, e ve lo dice una che li adora fotografare! Ma se ci si guarda intorno, nei paesi e nelle città, i veri protagonisti sono le persone con i loro vestiti buffi, le loro espressioni, i loro lavori. Non dimenticarti mai di guardarti intorno, non è importante solo il monumento o il tramonto. Gira nelle vie, nei mercati, nelle metropolitane sicuramente ci sarà qualche soggetto interessante da immortalare. E poi cani, gatti, animali in genere, scritte e insegne sono spesso fonte di ispirazione e di scatti divertenti.

fotografia di viaggio

7. Il taglio dell’inquadratura

Ci sono 2 modi per fare tagli all’inquadratura. Il primo è con lo zoom mentre si fotografa. Il modo più immediato, adatto ai sicuri di se e a chi è più esperto, perchè lo zoom bisogna saperlo usare! Non sempre però abbiamo il tempo di impostare la nostra inquadratura, soprattutto se stiamo fotografando mentre siamo in movimento ad esempio per strada (street photography) o mentre siamo in viaggio su un mezzo come l’auto o il bus. Il taglio dell’inquadratura cambia il significato della foto, farlo in post produzione rende numerose le possibilità di portare a casa uno scatto interessante. In definitiva dare importanza alla figura intera o a un solo dettaglio, usando tagli classici o azzardando con i più moderni, stimola la creatività e la nostra comunicazione.

8. La regola dei terzi

Per poter applicare il punto 7, cioè il taglio dell’inquadratura, è doveroso conoscere la regola dei terzi. Per chi è inesperto è normalità mettere il soggetto al centro dell’inquadratura. Questo produrrà una fotografia piatta e banale come un paesaggio dove la linea dell’orizzonte è al centro. La prima dritta che viene insegnata a chi si approccia da neofita alla fotografia è la regola dei terzi.

Supponiamo di avere una griglia immaginaria che suddivide la nostra inquadratura. Il soggetto va posizionato in uno dei 4 punti segnati in rosso.

Il soggetto va allineato seguendo le linee guida. Alcune macchine digitali le hanno integrate e le potete vedere direttamente sullo schermo led. Può essere un buon aiuto per i principianti.

Qui ho posizionato la linea dell’orizzonte in alto per dare più risalto alla terra.

Qui ho posizionato il soggetto in primo piano nella parte destra dell’inquadratura lasciando alla parte sinistra il compito di “raccontare” il panorama sullo sfondo.

9. Una volta a casa fate vedere le vostre fotografie!

Lo so, non sei un fotografo professionista, ma la fotografia ti piace e lo fai perchè ti da gioia e piacere. Quindi, che divertimento c’è se poi, una volta tornati a casa, non fai vedere a qualcuno il tuo sudatissimo operato?! Cerca un programmino di foto ritocco, ce ne sono di gratuiti e ti permettono di sistemare le foto scegliendo le più belle. Poi, puoi creare dei piccoli video con le immagini, la musica e qualche filmato che hai fatto in viaggio, organizzare una serata da te e mostrare la tua opera. Che soddisfazione 🙂

Se invece hai voglia di spendere qualche soldo, ci sono diversi siti internet che ti permettono di impaginare le immagini, creare un album di foto e stamparlo così da avere sempre con te un ricordo cartaceo. Io sono quella della carta, poco moderna se vuoi, ma sono convinta che le fotografie stampate abbiano un altro sapore e che custodiscano in loro la vera essenza del viaggio. Quindi le più belle le stampo, le appendo e con le altre creo album per averle sempre con me, anche quando l’hard disk avrà deciso di cancellare quelle in formato elettronico!

10. Il rispetto

Come ripeto sempre, questo non è l’ultimo consiglio, ma il primo. Sia che si visitano terre lontane, sia che stiamo a casa, il rispetto delle cose che si vedono, della natura che ci circonda e delle persone che si incontrano è essenziale per vivere al meglio ogni esperienza. Quindi abbi cura degli oggetti visti e fotografati, se c’è scritto “non toccare” non toccarli, ma limitati a fotografarli. La natura, il bosco, gli animali che vedrai, trattali come tuoi fratelli e sorelle. Il riguardo e l’attenzione a chi ci sta intorno è un dovere se vuoi riceverlo a tua volta. Se vuoi fotografare delle persone fallo in modo educato, chiedi il permesso quando ti è possibile. Se assisti a un rito religioso, rispetta il loro credo e il loro volere e sii discreto spettatore senza invadere gli spazi altrui.
Questo ti farà sentire felice e parte di un Tutto, facendoti sicuramente realizzare buone fotografie.

L’uomo talvolta crede di essere stato creato per dominare, per dirigere. Ma si sbaglia. Egli è solamente parte del tutto. La sua funzione non è quella di sfruttare, bensì è quella di sorvegliare, di essere un amministratore. L’uomo non ha né potere, né privilegi. Ha solamente responsabilità. Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro. Abbiamo una responsabilità sacra, dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto, ben al di sopra del dono meraviglioso che è la vita delle piante, dei pesci, dei boschi, degli uccelli e di tutte le creature che vivono sulla terra. Noi dobbiamo prenderci cura di loro.
Citazione del Capo indiano Leon Shenandoah