California,  Parchi dell'ovest,  West Coast USA

Una passeggiata tra le sequoie

“Lascia che la pace della natura entri in te come i raggi del sole penetrano le fronde degli alberi. Lascia che i venti ti soffino dentro la loro freschezza e che i temporali ti carichino della loro energia. Allora le tue preoccupazioni cadranno come foglie d’autunno.”
JOHN MUIR

Uno dei parchi più famosi e frequentati degli Stati Uniti d’America è lo Yosemite National Park. Si trova in California e fa parte della famosa catena montuosa della Sierra Nevada. Le sue cime si alzano fino a 4.000 mt. e un’incredibile biodiversità di piante e animali occupano una superficie di più di 3.000 km. quadrati. Non è un semplice bosco, al suo interno è possibile visitare bellezze della natura talmente particolari che, dal 1984, è entrato nella lista dei beni patrimonio dell’umanità dell’Unesco. In primavera, quando i ghiacci si sciolgono, il parco diventa teatro di immense cascate d’acqua, le Yosemite Falls, che raggiungono anche i 700 mt. di altezza.

Yosemite National Park California

Oltre alle cascate, il parco racchiude gioielli paesaggistici e naturalistici dal valore inestimabile come le enormi valli a forma di U, le specie animali come l’orso nero, i coyote e i giganteschi alberi. Tre sono i percorsi da fare per raggiungere le sequoie. Il più famoso e frequentato è il Mariposa Grove dove si può ammirare la gigantesca Grizzly Giant, una delle più grandi sequoie al mondo alta 63,7mt. che ha più di 1800 anni di vita.

Yosemite National Park California

E’ difficile calcolare le ore che servono per visitare questo Parco, dipende tutto dall’allenamento fisico che si possiede e dai tracciati che si vogliono affrontare. Perchè questo posto ha diversi percorsi adatti anche ai meno allenati oltre ad essere un vero paradiso per gli scalatori e per chi fa trekking. La visita allo Yosemite comincia dal grande spiazzo del parcheggio dove sono presenti campeggi, alberghi, negozi di souvenir, punti di ristoro e alcuni trenini elettrici. Noi, ovviamente, ci siamo fermati a mangiare 🙂

Yosemite National Park California

Stregato della natura selvaggia

Se tutta questa bellezza oggi è arrivata a noi è anche merito di un uomo saggio e coraggioso il cui nome è John Muir. Scozzese di nascita, scrittore, ingegnere, appassionato di botanica ma soprattutto un vero visionario, a 29 anni partì a piedi per studiare e documentare le bellezze della natura. Florida, Golfo del Messico e poi California, dove, nel 1868, venne stregato dalle montagne della Sierra Nevada. E’ grazie a lui e alle sue battaglie ambientaliste fatte ormai più di un secolo fa, che lo Yosemite divenne Parco Nazionale, finalmente intoccabile per sempre dal punto di vista naturalistico.

Come non paragonare la vita selvaggia dello scrittore, a quella di Chris McCandless (protagonista del film “in to the wild” di Sean Penn), a cui si ricollega, come con Muir, il concetto di wilderness. La voglia di scoprire la natura nel suo stato originario, quella non contaminata dall’essere umano. Chris, finito il college si spoglia di ogni bene materiale, cambia il suo nome in Alexander Supertramp e senza dire nulla alla famiglia, intraprende un viaggio a piedi e in auto-stop, lungo due anni tra diversi Stati americani fino ad arrivare in Alaska. Tutto questo lo fa per cercare la libertà e ritrovare un contatto primitivo con la natura selvaggia.

I due personaggi, entrambi reali, sono mossi da istinti diversi. Se per Chris è fuggire da una vita troppo stretta, per Muir è la curiosità che lo spinge alla ricerca di terre incontaminate. Però entrambi sono legati dalla voglia di partire, di viaggiare, di scoprire.

Scrive Zunino, fondatore dell’Associazione Italiana per la Wilderness.:
“…. Chi sente il desiderio di un rapporto diverso con l’ambiente, più legato ad esigenze interiori di beltà e solitudine, di riflessione, di godimento della bellezza, dei momenti del vivere e dell’evolversi della natura, più facilmente capirà l’esigenza di maggior rispetto, capirà che i diritti della natura, devono avere il primo posto e che l’uomo deve visitarla sempre pronto a tirarsi indietro non appena divengono evidenti i segni del mutamento che la sua presenza le arreca, che vanno dalla degradazione ambientale al disturbo della fauna, alla perdita di certi stati di pace e solitudine (che sono un diritto della fauna prima che nostro)“.

Qui trovi il mio articolo su John Muir

Nel Parco

Qui i visitatori fanno il bagno nel lago del Merced, prendono il sole sulle rocce delle Lowers Falls, affollano il centro turistico in attesa del proprio ranger che li guiderà nel Parco e scattano fotografie a ogni spuntone di roccia o albero. In realtà la loro presenza non ha mai intaccato la bellezza e l’integrità naturalistica del Parco, dove il 94 percento del territorio è accessibile solo con permessi speciali e dove ovunque i ranger federali insegnano ai visitatori il rispetto per l’ambiente e il contatto con la natura e gli animali“.

I ranger accompagnano i gruppi in visita e organizzano le diverse attività che si possono fare all’interno dell’area protetta: trekking, scalate, escursioni a cavallo o in mountain bike, corsi di geologia e di fotografia, racconti intorno ai falò e lezioni di astronomia sotto le stelle. Ma anche una semplice passeggiata regala emozioni uniche, che solo il più spettacolare tra i parchi americani sa concedere“.

Sta di fatto che, comunque sia, non solo per gli amanti della natura, ma anche per me, lo Yosemite è un vero e proprio paradiso. Io vivo al mare, difficilmente mi capita di trovarmi nei boschi, ma quando succede è ogni volta una meravigliosa avventura. Lo Yosemite è diverso dai boschi italiani? Non ve lo so dire, non mi faccio mai questo tipo di domande paragonando luoghi così distanti e diversi tra loro. Prendo quello che mi viene dato, sempre e solo come un regalo e lo gusto attivando i sensi per non poterlo dimenticare mai.

Yosemite National Park California

Due passi tra le sequoie giganti

Ingresso al TUOLUMNE GROVE

Ci fermiamo nell’area di sosta a monte dell’ingresso del Tuolumne Grove, uno dei tre boschi di sequoie dello Yosemite National Park. Scelto perchè meno frequentato degli altri, così da poter trovare la giusta pace percorrendone il sentiero tra gli alberi. Il pomeriggio è fresco e pieno di sole, le ombre sono lunghe e i colori sono splendidi, siamo ad ottobre inoltrato. L’odore del sottobosco riempie le narici e il percorso in andata è semplice, in leggera discesa. Il cammino ha una difficoltà media e si snoda nella foresta per un paio di miglia. Per vedere le sequoie bisogna inoltrarsi per almeno un miglio lungo l’Old Big Flat Road, una strada stretta e asfaltata ormai chiusa ai veicoli.

Tutto quello che si incontra sul percorso è estremamente affascinante. Qui la regola di chi lo gestisce è lasciare la natura il più selvaggia possibile, senza interagire con essa. La nostra guida ci spiega che gli alberi che cadono, o che vengono abbattuti dai fulmini, non vengono rimossi, così che possano fare da nutrimento al sottobosco. Il Tolumne scende lentamente verso la fitta foresta di cedri e pini, fino al piccolo bosco di sequoie giganti. Se ne incontrano diverse, ce ne sono almeno una ventina già adulte.

Alcune morte, altre perfettamente in salute, una addirittura carrabile: la Dead Giant (il Gigante Morto), che segna l’ingresso all’area più ripida dove si trovano le sue sorelle giganti. Il fitto sottobosco di cespugli, cornioli, felci e alberi più piccoli costeggia la stradina. La terra qui intorno è fresca e ombreggiata, sicuramente umida, perchè più in basso scorre un ruscello che attraversa la valle, il North Crane Creek.

In alcuni punti mi sono attardata parecchio, volevo scattare delle fotografie che rendessero la pace trovata nel bosco. Ma è molto difficile fotografare l’immensa macchia verde e rendere la tridimensionalità nell’immagine. Spesso il risultato è confuso e disordinato. E i fortissimi chiaro scuri e i raggi che attraversano le fronde degli alberi non aiutano.
Inoltre è molto difficile rendere la pace e la serenità che il bosco regala. Io c’ho provato lo stesso e come si dice, è tutta esperienza 😉

La Dead Giant

CONSIGLIO: il percorso non è ripido, ma è piuttosto lungo. Quando si torna indietro è necessario camminare in salita per almeno 45 minuti. E’ fondamentale saperlo prima di avventurarsi sul sentiero. Se avete bisogno di fare alcuni pit stop, andate nel primo pomeriggio o addirittura la mattina, così da non rimanere sul percorso all’imbrunire. Inoltre portate con voi dell’acqua da bere, è facile disidratarsi anche in ottobre.

Le pigne delle sequoie sono enormi!
Se alzi lo sguardo non riesci a vederne la cima!

Incendi

Purtroppo il Parco è stato scenario di diversi incendi che l’hanno devastato. L’ultimo è stato nel 2018 quando la California ha bruciato per diverse settimane. Le fiamme hanno reso inaccessibili alcune strade e provocato la caduta degli alberi, mentre l’aria era irrespirabile a causa dei fumi.
Incendio ancora più devastante per il parco è stato nel 2013, quando bruciarono 65.000 ettari di terreno. Mentre si attraversa il parco in auto si vedono le immense distese di alberi bruciati, sembrano aghi neri rivolti verso il cielo.

Una piccola gallery

Yosemite Valley – a destra El Capitan, uno dei monoliti di granito più grandi del mondo

Percorrendo il sentiero del Tuolumne Grove mi è venuta in mente l’avventura descritta da uno scrittore americano estremamente ironico, Bill Bryson nel suo libro Una Passeggiata nei boschi. Come dice il Sunday Times, il suo è un libro “seriamente divertente” che parla di come un uomo di 44 anni, sovrappeso e senza un adeguato allenamento, decide di sfidare se stesso mettendosi in cammino su uno dei sentieri a lunga percorrenza più famosi al mondo: l’Appalachian Trail. E’ un libro di viaggio estremamente originale e divertente, a tratti satirico, che infonde fiducia anche nei meno avvezzi all’avventura. Adoro lo scrittore Bill Bryson e il suo modo di guardarsi intorno. Mi infonde quasi la speranza che se lui è riuscito, sebbene solo in parte, ad affrontare una sfida così coraggiosa e selvaggia, ognuno di noi con la sola forza di volontà e la voglia di esplorare luoghi sconosciuti, può farcela. E quel giorno, nel mio piccolo, anche io ce l’ho fatta nello Yosemite National Park 🙂

Qui un approfondimento sulla storia dello
Yosemite nationa Park