New York

Natale a New York tra mercatini, shopping e magia

Quando si dice “passare un Natale in città” io penso inevitabilmente a New York, la metropoli americana più iconica di sempre, intramontabile e splendente soprattutto durante le festività invernali. La penso come Macaulay Culkin che in Mamma ho riperso l’aereo dice una santa verità: “Ma che Natale è senza albero e al caldo?“. Personalmente non ha senso passare le festività di dicembre su un’isola tropicale, dove la magia del Natale svanisce con la prima goccia di sudore che mi si forma sulla fronte appena scesa dall’aereo. Io il Natale lo voglio sfavillante alla maniera di Las Vegas, avvolgente come la coperta di Linus e freddo tanto che i calzettoni di lana devono bastarmi a malapena per riscaldare i piedi, stretti negli scarponi doposci.

Ecco arrivato dicembre e mi trovo nuovamente nella Grande Mela, a fantasticare sui regali da comprare, mentre canto a squarciagola Last Christmas, sulle note degli Wham, in una gelida mattina newyorkese. Se nel precedente articolo vi ho parlato della Fifth Avenue e delle sue magnifiche attrazioni natalizie, questa volta siate pronti ad emozionarvi assieme a me vedendo Central Park e la sua mitica pista di ghiaccio. Passeremo poi per Union Square dove un immenso mercatino di Natale vende ghirlande meravigliose tra panini famosi e “cicchettini” di Moonshine. Tuttavia non vi svelerò tutte le destinazioni, ma posso dirvi che anche quest’anno New York non poteva essere più bella ed emozionante di così. Ed io ve la voglio raccontare.

Union Square, tra ghirlande e raclette filanti al chiaro di luna

Se ci fate caso i protagonisti della caotica New York City sono le piazze ed i parchi, luoghi dove vengono allestiti eventi in ogni stagione dell’anno. Questi sono spazi più o meno verdi che sanno aggregare senza fare confusione, dove si può rallentare il passo, magari fermarsi a scambiare due chiacchiere o a mangiare qualcosa. Se vi piace spulciare tra le bancarelle dei mercatini natalizi, Union Square fa per voi. Un nome più azzeccato non lo potevano trovare, infatti la piazza nasce nel punto esatto dove la Broadway si incrocia con Park Avenue, praticamente nel centro di Manhattan. E’ uno dei luoghi più famosi della Grande Mela, dove hanno preso il via manifestazioni di attivismo sociale e politico già a partire dalla metà del 1800.

Tra le altre cose, ad Union Square si sono tenute le dimostrazioni di protesta del movimento Black Lives Matter conosciuto di recente a livello mondiale dopo l’uccisione dell’afroamericano George Floyd.

Insomma, questo luogo è un vero crogiolo di culture, un melting pot di identità e appartenenza, oltre ad essere sede di un mercato stupendo e famosissimo nel mondo. Acclamato come una destinazione imperdibile per regali unici creati da artigiani e artisti locali, Union Square Holiday Market è visitato da milioni di persone ogni anno. I camminamenti tra le bancarelle mostrano una New York vivace e handmade, dove fanno da padrone le numerose aziende agricole che qui espongono raccolti e manufatti. Non amo rinchiudermi nei centri commerciali e nei grandi magazzini, di cui New York è ben fornita, quindi stare qualche ora all’aperto, soprattutto in una giornata di sole invernale, è quello che fa per chi come me ama lo shopping.

Natale a New York tra mercatini shopping magia

Decorazioni e ghirlande a Union Square

La cosa bella è che Union Square Green Market, il mercato che si tiene qui tutto l’anno, si sposa alla perfezione con l’evento natalizio del mese di dicembre. Un’esperienza unica ed eclettica quindi, proprio nel centro della città. E dire che chi non la conosce, pensa che New York sia tutta cemento e acciaio. Ricredetevi, perchè questa città ha mille e una sorpresa da offrire ed è più “umana” di quanto si possa pensare.

Barattoli di Moonshine

Il famoso “mercato verde” di Union Square, iniziato con pochi agricoltori nel 1976, è cresciuto in modo esponenziale negli anni. In alta stagione espongono 140 aziende, pescatori e fornai delle contee e degli stati vicini, come il New Jersey o il Massachusetts. Tra ghirlande natalizie, abeti da decorare, marmellate e zucche fresche, vedo due tizi con una barba lunghissima che vendono Moonshine. E io che credevo fosse illegale! Full Moonshine è una minuscola azienda “tra amici” che produce liquori distillati nel Connecticut per poi portarli al mercato di New York dove possono essere assaggiati a 2$ a shot. Venduto in barattoli di pomodoro, il Moonshine non è proprio legale al 100% o per meglio dire, il liquore più famoso dell’era del Proibizionismo, è ancora visto come un prodotto misterioso e clandestino.

ghirlande a Union Square

La poetica parola Moonshine infatti si traduce letteralmente “al chiaro di luna“, perchè questo distillato nasce come liquore illegale, quindi impossibile da produrre alla luce del sole. E’ tutt’ora artigianale e prodotto vicino ai fiumi dove c’è abbondante acqua fresca, fondamentale per creare distillati. Paolo sa tutto su questo liquore, anche perchè ha una storia veramente interessante che parte da George Washington fino ad arrivare ad Al Capone. Ancora si rammarica di non averne assaggiato un sorso quella mattina, ma eravamo a stomaco vuoto e sarebbe poi diventato difficile proseguire la giornata. Subito dopo il banco del Moonshine c’è quello del pesce: avremmo potuto fare un aperitivo con ostriche e distillato! Sarà per la prossima volta, in ogni caso non ci siamo fatti mancare nulla, perchè il pranzo è stato più che onorevole e decisamente delizioso.

Union Square garden

Natale a New York tra mercatini shopping magia

E’ arrivata infatti l’ora del brunch e la fame si fa sentire. Prima di salire sull’aereo, la Nico mi ha inviato un reel a dir poco invitante: un panino diventato “virale” su internet, che ho faticato a dimenticare. Mi sono detta “chi siamo noi per non volerlo provare?” Quindi via alla ricerca tra le tante bancarelle e casette natalizie che costellano l’immenso mercato. Ce ne sono più di 200, quindi è veramente difficile individuare quella che serve le famose raclette filanti e, su internet, non si trovano info in merito. Data quindi per fallita l’impresa, come un miraggio, arriva ai nostri bulbi olfattivi un profumo insolito e invitante di formaggio svizzero. Vedendo tante persone passare con cartocci di pane e formaggio fuso, non ci facciamo cogliere impreparati, voltiamo i tacchi e seguiamo il flusso.

Giunti alla meta la fila è strepitosa, neanche fossimo allo stadio degli Yankee per l’ultima di campionato. Quando si tratta di cibo Paolo è inarrestabile: approfittandosi del buon cuore degl’altri acquirenti, dribbla l’avversario, passa la fila con la sua faccia da schiaffi e dopo meno di 20 minuti eccoci davanti al mago del formaggio svizzero. Baked Cheese Haus è un venditore del Wisconsin che, tra i tanti tipi di latticini, produce anche un’ottima raclette. Venite a dirmi che in America non si mangia bene ed io vi inviterò ad assaggiare questa strepitosa delizia calda, sapida, morbida e filante. Si perchè questa raclette in particolare è soprattutto un’esperienza e lo dico io che non amo il formaggio, o pensavo di non amarlo fino ad oggi.

la raclette

La vera specialità di questi artigiani del Midwest è il formaggio al forno, che va scaldato e mangiato caldo. La pesante forma tonda viene messa sopra ad una fiamma che la caramella, è fondendo si scioglie densa sopra ad un pane tipo ciabatta. Il tutto è condito da prosciutto crudo o salame, a piacere. Vi lascio il video, così da farvi un’idea, anche se dal vivo il processo ipnotizza, un pò per la velocità delle sapienti mani, un pò a causa del profumo pungente della raclette.

Union Square Garden – New York
#BakedCheeseHausRaclette

Questi ragazzi sono infatti velocissimi, la mano esperta si vede e si sente nell’esplosione di sapore di una impareggiabile raclette newyorkese. E come ogni buona tradizione natalizia americana che si rispetti, con la pancia piena torniamo al mercato a scegliere un albero di Natale “vero”. In città si vendono abeti sui marciapiedi, al ciglio della strada dove gli alberi grandi e piccoli fanno bella mostra impacchettati a dovere. Quella della vendita di abeti natalizi è una tradizione che risale al 1851. Un boscaiolo di Catskills di nome Mark Carr, riconoscendo la richiesta sempre maggiore di verde natalizio, affittò un angolo tra Greenwich e Vesey Street dove vendere le sue “novità di montagna”.

E’ così che nascono il Manhattan’s Sidewalk Christmas Tree Vendors, i venditori di alberi di Natale sul marciapiede, una delle più caratteristiche, allegre e conosciute tradizioni di New York.

venditori di abeti tra le strade di New York

Come capita in tutti i viaggi che faccio, la mente va per conto proprio e mi trovo a fantasticare su una vita a New York. Un’ipotetica casa nel Village, per intenderci una di quelle con la scalinata fuori che porta dritta ad un portone ad arco a doppia anta, stile Carrie Bradshaw. All’interno un salone un pò retrò dall’alto soffitto dipinto di scuro e un grande spazio vicino al camino, lasciato libero appositamente, dove posizionare l’albero a Natale. Quest’ultimo è altissimo, quasi al soffitto, fresco, non di plastica (neanche quella da dollaroni) profumato e addobbato con squisite decorazioni acquistate in ogni angolo della città.

Sopra i suoi rami pungenti troneggiano ponti di Brooklyn e Statue della Libertà, tra fiocchi rossi di tartan e stelle filanti dorate. Per completare il tutto, una ghirlanda enorme posizionata sul grande portone d’ingresso invita gli ospiti ad entrare. Ogni finestra della facciata ha una sua decorazione in abete, intrecciata con rami di biancospino e vischio, di quelle che si comprano ad Union Square, la casa “verde” dei newyorkesi.

L’albero di Wall Street

Io e paolo a Wall Street

Per i fortunati che vanno a New York nel periodo natalizio, un giretto a Wall Street non può sicuramente mancare. Sarà perchè è una delle zone che più amo della Grande Mela, ma tutta la Downtown ha un’espressività unica ed eterogenea, che inevitabilmente mi cattura ogni volta. Famosa per icone americane come il ponte di Brooklyn, il One World Trade Center, quartieri come Little Italy e China Town, la parte più bassa dell’isola di Manhattan ha in serbo mille ed una sorpresa. Il tutto comincia dalla mitica Wall Street, il distretto finanziario che prende il nome dalle mura della città ormai da tempo smantellate. Ospita la prima sede permanente della Borsa di New York e, al contrario di come la si può immaginare, cioè opprimente ed angusta, è invece un luogo antico e colorato, con una incredibile storia da raccontare.

Wall Street e il suo albero di Natale

Al numero 40 della “Via delle Mura”, una strada neanche tanto ampia e all’apparenza solenne ed austera, si trova la più grande Borsa di Valori al mondo, per intenderci quella iconica facciata in stile neoclassico, chiamata NYSE Building. Qui ogni statua, stemma, colonna è un simbolo ed ogni simbolo ha uno specifico significato. Con una vera tradizione alle spalle è anche l’albero di Natale di Wall Street, una delle più amate tradizioni natalizie di tutta New York. Meno famoso del Rockefeller Center Christmas Tree, ma non per questo meno bello, viene acceso nello stesso giorno del cugino, riempiendo così la stretta e solenne strada di un vortice di luci allegre e colorate.

La consuetudine di allestire e decorare l’albero di Natale al NYSE è iniziata nel 1923 come un semplice gesto per diffondere l’allegria natalizia tra i commercianti e la comunità locale. Nel corso degli anni, l’albero è cresciuto in dimensioni e imponenza, diventando un’attrazione da non perdere durante le festività natalizie. Oltre alle luci e agli ornamenti, il grande abete è sormontato da una stella brillante che simboleggia la speranza e l’unità. L’albero di Natale di Wall Street è senza dubbio uno spettacolo da vedere, rivaleggiando in splendore solo con il famoso abete del Rockefeller Center.

Come dicevo, se ci si ferma a guardarlo meglio, il distretto finanziario non è affatto morigerato e severo. Proprio come il suo grande abete, tra le vecchie strade si respira un’aria di tradizione condita da un pizzico di magia. Provare per credere.

Central Park, una melodia per Judy

le carrozze di Central park New York

Nel mese di dicembre ogni luogo, via, piazza e parco nella città più iconica d’America, ha il profumo di cannella e il sapore di ciambelle ricoperte di zucchero. Basta fare una passeggiata al Central Park per catapultarsi nel set di Mamma ho riperso l’aereo, che come ogni Natale, ho rivisto per l’ennesima volta proprio ieri sera. Passando dall’Hotel Plaza, dove è d’obbligo entrare per dare almeno uno sguardo allo sfarzo sfacciato che ostenta, si attraversa la strada per entrare obbligatoriamente nel mito. Eccoci arrivati nel più grande parco pubblico del distretto di Manhattan. Impossibile sbagliarsi, basta seguire le carrozze che viaggiano su strade ampie a ridosso di una zona verde e bellissima. Come tutta la città, ogni luogo del parco è ben conosciuto da ognuno di noi, causa le centinaia di ore passate davanti alla tv.

Ore ed ore passate a guardare le sit-com anni ’80, i film di Natale anni ’90 e a immaginare come sarebbe stato essere lì, nel centro del mondo. Ora sono qui e mi sento felice. Pensare che su questi sentieri, attualmente spianati e ben curati, nella metà del 1800 passavano centinaia di carrozze a passo decisamente elevato. Ad oggi sono solo alcune decine che trottano con calma e in sicurezza, ma le strade dentro al parco sono ancora tutte curve, proprio come un tempo, perchè progettate in ​​modo da non poterle percorrere troppo velocemente. Passando sul Dalehead Arch sento in lontananza un sax che suona Somewhere over the rainbow e mi fermo ipnotizzata ad ascoltare una delle melodie che più rappresenta l’America.

Central Park, signora con barboncino e scaldamuscoli rosa

I discografici statunitensi l’hanno eletta miglior canzone del XX secolo per lo stretto legame con la leggendaria attrice Judy Garland, considerata un’icona gay e per il messaggio di speranza contenuto nel testo. Personalmente questa melodia mi ricorda una stella, la cui luce hanno cercato di offuscare e seppellire tra i chiaroscuri della macchina hollywoodiana del dopoguerra. In quelle note struggenti che parlano di sogni e possibilità, io sento il coraggio di andare avanti di una ragazzina che aveva tanto da dare e poco da scegliere. Ecco che mi fermo a raccontare ai viaggiatori che sono accanto a me quanto può essere struggente la musica e, allo stesso tempo, foriera di un fascino che si può toccare, dolce e densa tanto quanto la melassa, ma salata come le lacrime.

Un sax, il suono degli zoccoli sul selciato, una signora che porta a spasso il suo barboncino gigante con degli scaldamuscoli di lana rosa, mentre in lontananza si vede la pista di ghiaccio del Brookfield Place, animata dalle grida felici dei bambini. Se non è una magia di Natale questa, ditemi voi cos’è.

Street performer plays a saxophone in Central Park. - MetroScenes.com - New York City - September 2007
Street performer plays a saxophone in Central Park – September 2007ph. MetroScenes.com

Christmas is everywhere! A New York il Natale è ovunque

casine di marzapane a New York

Una cosa è certa: se odiate il Natale non andate mai a New York in dicembre. Sia che vi fermiate al Chelsea Market per fare uno spuntino, che facciate una passeggiata sulla Broadway o che entriate a Eataly per bere un espresso, ovunque troverete qualcosa che somiglia tanto all’anticamera della casa di Babbo Natale. Rossa, luccicante e to much! Panettoni e torroni impacchettati con carta dorata molto rumorosa sono impilati a centinaia tra le corsie di Eataly, una delle catene più famose all’estero, specializzata in prodotti italiani di qualità. Per non parlare dei Christmas Shops che a dicembre nascono come funghi, ce ne sono a centinaia solo a Manhattan. Se alcune strade brillano di lucine sobrie e delicate, altre rovinano la retina causa un gusto kitch e stroboscopico, degno della Streep di Las Vegas.

Il tutto condito da una garanzia che si ripete da oltre 30 anni: a New York nessuno ha mai surclassato le hits natalizie di Mariah Carrey e George Michael, neanche Bublé. Viene sempre voglia di cantare un ritornello a squarciagola e lo fanno tutti, ad ogni passo, perchè chiunque a New York, per amore o per forza, conosce le parole di Last Christmas e All I want for Christmas is you. Io non sono da meno e con Paolo facciamo a gara a chi urla di più, quando inevitabilmente le gambe ci portano davanti alla vetrina di un negozio, tutto in stile natalizio. Quando capisco che devo mettere il lucchetto al portafoglio è ormai tardi: ho già preso un cestino dove riporre gli acquisti che si moltiplicano scansia dopo scansia.

foto decorazioni natalizie a New York

Giuro che ho rimesso al suo posto Yoda vestito da Babbo Natale, ma ho lasciato il mio cuore appeso al cestino di Dorothy del mago di Oz. Continuo a dirmi che sono solo oggetti, non mi servono, ne ho tanti, ma qualcosa inevitabilmente è finito tra le mie mani e lì ci è rimasto fino a casa, in Italia. Da Macy’s ho fatto la brava, i grandi magazzini non mi piacciono, dentro fa troppo caldo e i commessi sono scortesi. Meglio così, sono più suggestive le casette di marzapane, ops di legno, che costellano il lato sinistro di Time Square. Sono così carine che viene voglia di mangiarle, se non altro, per i profumi che aleggiano nella mitica piazza del countdown di Capodanno. Sì è vero, è decisamente turistica, chiassosa, troppo rumorosa e pullula di personaggi strani, ma cosa vi devo dire: io la amo.

Ebbene sì, New York è nel mio cuore, perchè ogni luogo in città ha qualcosa di speciale, nonostante sia imperfetto ed esagerato. Ma se adorate l’America come me, vi renderete conto che questa caotica e sfavillante Gotham City, non si può che amarla. Lei, sì mi riferisco a questa città come ad una donna, è l’essenza compressa di una nazione immensa ed eterogenea, fatta di contrapposizioni, conflitti vecchi e nuovi, oltre a mille ed una diversità. Sono proprio quest’ultime però a fare dell’America e di New York ciò che è: un’immenso paese che ancora conosce i sogni e sa farli diventare realtà.

foto Paolo sul camion dei pompieri

Ormai si è capito, America io ti amo. Tra noi due l’amore è scattato a prima vista, anzi per quanto mi riguarda, io ti ho desiderato ancor prima di conoscerti. Sentivo parlare di te da bambina, seduta davanti alla tv dove vedevo correre le tue vie nelle immagini dei polizieschi, tra le strade di San Francisco. Osservavo affascinata i tuoi grattacieli dove King Kong si arrampicava e spiavo l’intimità delle nuove e vecchie generazioni nelle case della famiglia Jefferson e di quella dei Bradford. Rimanevo stregata dagli effetti speciali dei tuoi film, dal magico piccolo extraterrestre che voleva andare a casa sopra quella bicicletta che non capivo come potesse volare.

Poi sono arrivati i fast food e io ero lì, a gustarmi affamata i panini americani. Non avevo mai visto un hot dog e ero dubbiosa se fidarmi nell’assaggiare un cane caldo, ma Ralph Malph lo mangiava quindi perchè non potevo farlo anche io? Ho pianto con te quel maledetto giorno quando le Torri gemelle sono cadute, mentre poi abbiamo riso assieme quando Jimmy Fallon si è messo a cantare Joline con Miley Cyrus nella metropolitana di New York. Ho tifato per le tue squadre di basket tanto da comprare la maglia dei Chicago Bulls e le scarpe di Michael Jordan. Inoltre ti stupirò, ma conosco a memoria i nomi di ogni singolo Wrestler dato che ogni settimana a casa mia, ci si sintonizza su Raw e Smackdown.

Voglio dirti che ti conosco profondamente, ti amo da sempre e nonostante tutte le tue contraddizioni, ferite, spaccature, sarò sempre al tuo fianco, perchè sei unica e se ne avrai bisogno ti sosterrò e ovviamente, finchè ne avrò forza, ti verrò sempre a trovare.

Articolo di Lara Uguccioni

foto di paolo ed io a Time Square
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laura
laura
2 mesi fa

Che meraviglia trascorrere il Natale a New York, sembra di vivere dentro un film! spero di realizzare presto questo sogno!

Veronica
4 mesi fa

Ance se Natale è passato da un po’, leggere di New York sotto il periodo festivo è sempre una gioia. Questo secondo capitolo del tuo viaggio è ancora più bello del precedente tra il mercato di Union Square e i tree vendors e gli alberi della Grande Mela, ti invidio un po’!!

Arianna
5 mesi fa

Una meraviglia il Natale a New York, l’ultima volta ci sono stata a novembre e si iniziava a respirare l’atmosfera ma così natalizia come la descrivi tu non ancora, una città davvero magica, non vedo l’ora di tornarci

Sara bontempi
Sara bontempi
5 mesi fa

Sicuramente vivere il periodo di Natale in una città come New York è il massimo per vivere le festività al 100 per mille! Io non disdegnerei così tanto passarlo al caldo, ma amo imercatini di Natale e nella grande mela, come dici tu, Natale è ovunque!

La Kry
5 mesi fa

Mettiti comoda che qui devo dirti un sacco di cose.
Prima di tutto facciamoci un promemoria: mai, e dico davvero, mai mettere Paolo e mio marito insieme in coda per il cibo. Rischiamo che una folla inferocita ce li linci per ‘eccesso di velocità’!
Secondo promemoria: mai, mai entrare io e te in un Christmas shop perchè col cavolo che io avrei lasciato Yoda sullo scaffale! E nemmeno avrei permesso a te di lasciarcelo! E’crudele non adottare un pover Yoda per Natale! E non parliamo di Dorothy…
Passiamo ora al problema della decorazione casa in vista del Natale. Te la lascio. Ghirlande, albero gigante, verde alle finestre… no, io sono già stanca!
Scopro nel frattempo che tu, o non partecipi dal Whamageddon o sei stata eliminata fin dall’inizio a causa del tour a NY, in ogni caso ti capisco perchè Last Christmas è assolutamente irresistibile.
Detto questo pure io amo l’America ma… noto che si fa sempre uno strappo a questo amore per un espresso da Eataly!🤣

Silvia The Food Traveler

Anche se non amo particolarmente il Natale, devo dire che anche per me il fascino di New York in questo periodo dell’anno è irresistibile. Il mercato di Union Square poi è incredibile: verrebbe voglia di comprare tutto! Purtroppo non ho provato le raclette filanti e da amante del formaggio sono certa che mi piacerebbero tantissimo. Grazie per un altro viaggio virtuale in questa bellissima città!

Claudia
5 mesi fa

La prima volta che sono stata a New York era proprio a Natale e ricordo l’emozione della Grande Mela in questo periodo dell’anno che secondo me porta fuori davvero il meglio!

Annalisa Spinosa
5 mesi fa

Quante volte ho sognato guardando film romantici ambientati a New York nel periodo natalizio! E’ sempre stato il mio sogno rivivere le storie degli attori, tra alberi enormi e piste di pattinaggio giganti. Chissà se prima o poi riuscirò a raggiungere la Grande Mela in inverno…nel mentre sogno leggendo il tuo articolo

Gypsy
5 mesi fa

Che meraviglia il Natale a New York! Sto realizzando di esserci stata sempre in primavera, sicuramente un bel periodo per visite e passeggiate, ma a ragione i miei colleghi Usa me ne decantano lo spirito natalizio!!!
Mi ci sarei vista a pasteggiare a ostriche (che adoro) e distillato semilegale ahah!

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