Scozia

La prima volta che ho sentito parlare della Scozia in modo davvero viscerale è stato attraverso uno schermo. La serie tv Outlander mi ha aperto una porta — quella porta — e da lì non sono più riuscita a tornare indietro. Sono andata per la prima volta con le immagini delle Highlands in testa, i clan, le pietre dritte nel mezzo dei campi, il vento. E la realtà ha fatto quello che sa fare la Scozia meglio di ogni altro posto al mondo: ha superato tutto.

Da quella volta ci sono tornata ogni anno. Alcuni anni anche più volte. E ogni volta è come se la Scozia mi aspettasse.

Una terra magica

fatta di leggende e paesaggi selvaggi, di castelli abitati da fantasmi e di mostri marini preistorici che scivolano sinuosi nelle acque scure del Loch Ness. Pochi luoghi sono suggestivi come le Highlands scozzesi: romantici da togliere il fiato e inquietanti quanto basta per attrarre anime curiose, come la mia, da ogni parte del mondo. Non è un caso che scrittori come Robert Louis Stevenson e Sir Walter Scott abbiano attinto a questa terra per costruire le loro storie più oscure e avventurose, o che ancora oggi la Scozia sia lo sfondo ideale per chi vuole raccontare qualcosa di antico e di vivo allo stesso tempo.

La Scozia è un mondo a sé, popolato di persone vere e rudi, che nel sangue portano l'eredità del più antico popolo guerriero. Per chi ci è stato, resterà per sempre indimenticabile: il verde delle valli deserte, il fragore delle onde che si infrangono sulle alte scogliere, il suono delle cornamuse che spesso bagna gli occhi di lacrime per l'intensità struggente di note antiche che rievocano un fiero passato.

Amo tutto della Scozia. Ho nel cuore questo popolo coraggioso che non si è mai arreso, che proviene dalla stirpe più magica che io conosca: i Celti. E ogni volta che riparto, so già che tornerò.