Irlanda

L'Irlanda stupisce anche il più incallito viaggiatore. Riscalda nonostante il tempo gelido, sbalordisce anche l'occhio più critico e difficile. Meravigliosa e verde terra di Celti e di magia, di scrittori e di leggende antiche che ancora oggi camminano tra i vivi.

Sottomessa per secoli alla Gran Bretagna, l'Irlanda ha dato alla lingua inglese alcuni dei più grandi autori della storia: Samuel Beckett, Elizabeth Bowen, James Joyce, George Bernard Shaw, Oscar Wilde, Bram Stoker. Proprio lui, che da queste terre nebbiose e tormentate ha tratto l'ispirazione per il conte più famoso e oscuro della letteratura. Non è un caso: l'Irlanda ha sempre nutrito l'immaginazione con il suo folklore fittissimo di fate, spiriti e creature che abitano i margini del mondo visibile. I Celti non separavano mai il mondo dei vivi da quello dei morti, e quella sensazione — di un confine sottile, permeabile — la si respira ancora oggi camminando tra le pietre antiche e le scogliere battute dal vento.

Dublino, Capitale Europea della Cultura nel 1991, è stata insignita dall'UNESCO del titolo di Città della Letteratura nel 2010. Da allora piazze, strade, ponti e parchi sono diventati percorsi dedicati a pagine di romanzi, pièce teatrali e poesie: una città che cammina dentro la sua stessa letteratura.

L'Irlanda è sempre viva nei miei pensieri. Le sue scogliere a picco su un mare tempestoso, i colori della natura accesi da un sole del nord. Amo le terre di tramontana — fredde, intense, solo all'apparenza calme — che racchiudono l'inquietudine di una natura sempre in divenire, antica come la Madre Terra.

E poi ci sono le sue genti. Allegre e generose, da cui dovremmo imparare l'arte di combattere, di rialzarsi e di vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo.