Irlanda

Dublino tra misteri e curiosità di una città sublime

Quando si parla di storia e di storie, io sono sempre in prima fila. Una passione la mia che parte dall’infanzia e non si è mai sopita. In una mattinata di fine novembre, zaino in spalla e vento tra i capelli, Paolo, mia sorella ed io ci dedichiamo alla visita di Dublino. E’ qui che mio nipote ha deciso di vivere per un pò di anni e noi, mentre lui lavora, ce ne andiamo a spasso proprio quando la città si prepara per il Natale. Meravigliosa Dublino, incredibilmente colorata, viva, affollata di turisti che camminano con il naso all’insù e traboccante di ragazzi per via della prestigiosa Università, il Trinity College. Capitale della Repubblica d’Irlanda è famosa per il suo saper dare una possibilità a chiunque. Intima come un villaggio e accogliente come un pub irlandese.

L’energia che si respira è data dai 1000 anni di storia che Dublino si porta sulle spalle, eco di un passato vichingo e poi celtico, non finisce mai di stupire. Negozi affollati, artisti di strada, fiori e musica riempiono il centro. Bellissima come l’estate nordica, magica come l’inverno, misteriosa ma scanzonata è un luogo da visitare in ogni periodo dell’anno. Soprattutto per chi ama le storie e gli intrighi, da queste parti non mancano di certo!

Indice

Dublino, tra misteri e curiosità

Il mistero dei gioielli scomparsi

La nostra passeggiata in centro città si dirige verso il Castello di Dublino, visto per secoli come simbolo d’occupazione britannica. La struttura originale risale al 1204, quindi di epoca medioevale con le pesanti torri ben piantate al suolo. Purtroppo di quel maestoso podere rimane ben poco, il ponte levatoio, i fossati e le tre delle torri sono state distrutti da un incendio. Ne rimane una ancora in piedi, ben visibile, maestosa che porta benissimo i suoi 900 anni. Non è uno dei castelli più sontuosi al mondo, ma è sicuramente interessante la storia e alcuni dei fatti qui accaduti, come il mistero dei gioielli scomparsi.

Correva l’anno 1793 e il re del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda Giorgio III di Hannover istituì l’ordine di San Patrizio. Era un ordine cavalleresco britannico, riservato agli aristocratici irlandesi. Ciò vuol dire che furono creati cavalieri di San Patrizio, uomini dediti a difendere il Regno, affiancandosi così all’ordine inglese della Giarrettiera e a quello scozzese del Cardo. Ogni cavaliere possedeva dei paramenti cioè degli ornamenti alla divisa, come il mantello, il cappello, il collare d’oro e la preziosa stella dell’Ordine. I paramenti, o insegne del Grande Maestro, cioè colui che presiedeva l’Ordine, erano simili a quelli dei cavalieri, ma ovviamente molto più elaborati e di valore.

Dublino, tra misteri e curiosità

Il Re diede al Grande Maestro, una stella composta da smeraldi, rubini e diamanti brasiliani, che faceva parte di un’insieme di insegne chiamate “I gioielli della corona”. Questi si tramandarono da Maestro in Maestro, fino al 1907 quando furono misteriosamente rubati  assieme ai collari di cinque cavalieri .

I gioielli vennero affidati a Sir Arthur Vicars, Re d’Armi, a suo nipote e a uno stuolo di fidati. Trasferiti in una camera blindata nel Castello di Dublino, la porta di questo locale poteva essere aperta solo con sette chiavi diverse l’una dall’altra. Malgrado le precauzioni adottate la mattina del 6 luglio del 1907 fu denunciata la sparizione, quando una donna delle pulizie vide la porta aperta della torre.

La polizia di Scotland Yard non indagò sul personale del castello, ma manifestò dei sospetti su Sir Vicars così che il re pretese le sue dimissioni e di tutti i sottoposti a cui aveva affidato i gioielli.

Tutti i funzionari coinvolti nella vicenda fecero una fine orribile, come colpiti da una maledizione. Bennett-Goldney morì in un incidente automobilistico. Mahoney morì in una battuta di caccia. Shackleton finì in carcere per avere insultato una vecchia signora e scomparve dopo il suo rilascio. La vicenda non finì in breve tempo, i gioielli non furono mai trovati e nel 1921 Sir Vicars fu ucciso misteriosamente, trovato crivellato di colpi nel suo giardino nella Contea di Kerry.

Bloody Sunday, una domenica di sangue

Quello che ora si può visitare del Castello di Dublino è la costruzione risalente al 1700 da poter visitare con una guida. A proposito di quest’ultima,, prima della della visita interna al castello, dopo le dovute raccomandazioni, le sue parole in un sibillino e ironico inglese sono state: “Ora entriamo, ma non è detto che ne uscirete vivi tutti” con risatina malefica finale. Non so se è stata più inquietante lei oppure ciò che ho visto dentro! Voglio comunque raccontarvi un aneddoto che pochi conoscono. Era il 21 novembre del 1920 a Dublino, quando l’esercito britannico sparò sulla folla durante una partita di calcio. Quel giorno, chiamato il Bloody Sunday, da non confondere con quello del 1972 cantato dagli U2, è una drammatica storia dimenticata in cui politica e sport si legano purtroppo, indissolubilmente.

Il giornalista Paolo Bargiggia, in un suo editoriale di calcio, lo ricorda così: ” 15:15, 21 novembre 1920. Un giorno di pace e gloria sportiva si sta per trasformare in un giorno di tragedia: il Bloody Sunday. Nonostante sia in atto una guerra, civile o d’indipendenza in base al lato della barricata da cui si guarda, a Dublino è un giorno di festa. Oggi, a Croke Park, si gioca la finale del torneo di Calcio Gaelico tra Tipperary e Dublino. Gli spalti sono gremiti fino all’orlo per contenere i 10.000 spettatori giunti da tutta l’Irlanda per vedere i propri beniamini, incuranti dei disordini che si stanno svolgendo tutt’intorno a loro.

Irlanda a piedi Dublino

15:25. Un aereo della Raf sorvola lo stadio e lancia un fumogeno rosso. È il segnale. Una squadra di militari e paramilitari entra nello stadio, chiude le porte e comincia a sparare sulla folla. La gente cerca di fuggire. Si accalca sugli spalti. Qualcuno cerca di saltare i sei metri che li dividono dal campo adiacente. Alla fine di questi 90 secondi di follia, al suolo giacciono 14 persone senza vita, incluso Michael Hogan, giocatore del Tipperary, e tre ragazzini dai 10 ai 14 anni. Altre 60-100 persone sono rimaste ferite.”

Durante la mattinata, era stata messa in atto una ampia operazione di controspionaggio dell’IRA contro un gruppo di agenti segreti britannici sotto copertura che vivevano a Dublino. L’IRA acronimo di Irish Republican Army, era un’organizzazione militare nata da volontari irlandesi, riconosciuta come esercito della Repubblica d’Irlanda che combattè tra il 1919 e il 1921 nella Guerra d’Indipendenza contro l’esercito britannico. Dopo la firma del trattato che sancì la fine della guerra tra Inghilterra ed Irlanda, l’IRA continuò ad essere un esercito e lo scontro non terminò. Le ostilità diventarono sempre più atroci ed efferate ed entrambe le parti persero il controllo dando origine situazioni brutali e sanguinose.

Ph. Copyright: © IWM (HU 110726) – Qui il sito della IWM

Dublino, tra misteri e curiosità

Nel 1920 la furia dell’IRA aveva portato alla morte di 15 agenti così che le autorità britanniche decisero di rispondere nel modo peggiore possibile. Pensando che tra la folla ci fossero i responsabili, aprirono il fuoco producendo una tragedia inutile. L’IRA, molti anni dopo, diventata un’organizzazione clandestina atta a riunificare l’Irlanda del Nord, nazione del Regno Unito, con l’Eire, Repubblica d’Irlanda e membro dell’Unione Europea, fu artefice di diversi atti terroristici, seminando il terrore fino ben oltre il 1974, anno in cui si svolsero i fatti raccontati nel celebre film “In nome del padre”, che nel 1993 tenne attaccati allo schermo cinematografico milioni di noi, raccontandoci una storia solo apparentemente lontana dalla nostra vita di tutti i giorni.

Stranezze alla cattedrale di Christ Church

E’ pomeriggio, siamo ormai nel cuore di Dublino e passeggiando sulla Lord Edward St. una strada ampia e austera, arriviamo davanti alla Christ Church Cathedral. Fondata nel 1028 ca. all’epoca era solo un piccolo tempio in legno creato per il Re vichingo Sitric. Nel 1172 ebbe inizio la costruzione dell’attuale chiesa di pietra, un processo che durò più di un secolo e si concluse nel 1200. Il restauro più importante è datato 1871 e a questo si deve lo stile neogotico che la contraddistingue, lasciando solo in parte l’aspetto medioevale originale. Al suo interno si trova un’enorme cripta del 1100 e anche una caffetteria, in tipico stile anglosassone. E’ tipico trovare nelle chiese anglosassoni dei luoghi di ristoro o dei negozi, se lo facessero qui da noi si griderebbe all’eresia.

Tornando alla cattedrale, la cripta interna è la più grande del Regno Unito, lunga addirittura 63 metri. Restaurata nei primi anni 2000, è una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo, che vengono accolti da un’interessante presentazione audiovisiva. Al suo interno ci sono oggetti di grande valore storico come alcuni monumenti, statue di Re, tabernacoli e candelieri del 1600, numerosi libri, oggetti liturgici e la prima copia della Magna Carta del paese. Tra tutti questi cimeli c’è anche una delle stranezze più particolari che io abbia mai visto: le mummie di un gatto e un topo. Rimasti intrappolati nell’organo della chiesa nel 1860, sono stati trovati e conservati nella cripta, non so per quale motivo, ma sono custoditi come fossero reliquie preziose. Citati da James Joyce in Finnegan’s wake, sono stati ribattezzati dai dubliners ‘Tom & Jerry.’

Cattedrale di St. Patrick

La Cattedrale di San Patrizio è circondata da un bellissimo giardino di erbetta verde tagliata all’inglese, dove alberi, muretti in pietra, panchine e camminamenti abbelliscono la zona. La chiesa è antichissima, pesante nel suo tipico stile medioevale e il verde che la circonda da respiro a questa sua incredibile maestosità. Fa parte della città da più di 800 anni, una lunga storia la sua fatta di momenti di pace e di guerra, di tensioni e di rivoluzioni che hanno portato l’Irlanda dov’è oggi. Si dice che fu eretta sul pozzo dove San Patrizio battezzò i suoi fedeli nell’anno 450 d.C. e che originariamente, fra i secoli V e X, questo luogo fu occupato da un piccolo tempio in legno che ne ricordava le gesta.

Nel XII secolo, ebbe inizio la costruzione dell’edificio religioso in stile gotico primitivo inglese, elevato a cattedrale nel 1224, funzione che oggi esercita in tutto il Paese. Qui fu fondato il Collegio Medievale di Dublino nel 1311 e la chiesa divenne un luogo di istruzione superiore e un luogo di culto. Nel 1500, tuttavia, la St. Patrick cadde in rovina a seguito della Riforma inglese, quando la Chiesa d’Inghilterra si staccò dalla Chiesa cattolica romana. Nel 1537 la St. Patrick fu designata come Chiesa Anglicana d’Irlanda rimanendo parte della Chiesa d’Irlanda fino ad oggi.

Dopo aver subito incendi, profanazioni e abbandoni, a partire dal 1860 la cattedrale fu restaurata, grazie al generoso contributo economico di Sir Benjamin Guinness, imprenditore irlandese la cui statua si staglia davanti all’ingresso della chiesa. Fu lui a salvarla dalla rovina avendone molto a cuore le sorti. Dello stile originale rimane ben poco, anche se al suo interno è ancora conservata la fonte battesimale in pietra originaria del periodo medioevale.

Dublino una passeggiata tra storia e curiosità

All’inizio della navata centrale c’è segnata una croce su di una lastra di pietra, che segna la posizione in cui probabilmente si trovava il pozzo di San Patrizio. Inoltre si vede la Porta della Riconciliazione con il leggendario foro, che si dice praticato nel 1492 allo scopo di porgere una mano di pace a conclusione di una lite tra i conti di Kildare e di Ormond. Dalla vicenda deriva l’espressione irlandese “changing one’s arm”: giocarsi un braccio.

Una curiosità, nella cattedrale di St. Patrick è sepolto Jonathan Swift, autore de “I Viaggi di Gulliver”. Dal 1713 al 1745 in questa chiesa svolse l’incarico di diacono e qui fu sepolto insieme all’amata Esther. Swift in realtà amava due donne, entrambe di nome Esther, ed entrambe di alto ingegno. Riposa accanto a lui Esther Johnson, soprannominata Stella. Una parte dell’epitaffio scritto da lui dice: “Va’, o passante, ed emula, se potrai, colui che per parte sua fu uno strenuo paladino della libertà”. Quel paladino era proprio Swift, spirito libero e precursore dei tempi, che odiava il mondo a lui contemporaneo, fatto di uomini egoisti, amanti dei vizi e, come era solito dire, senza alcuna virtù.

E per finire…un posticino tutto da scoprire

La nostra guida, una ragazza decisamente preparata e fuori dagli schemi, cosa che la rende decisamente interessante, ci porta a fare “la merenda” in un posticino che si affaccia proprio sul grande giardino della St. Patrick. Sarà stato il clima autunnale, lo splendido sole del pomeriggio, l’aria frizzante di una serata all’insegna di una cena in famiglia, che ho trovato questo buchetto incredibilmente affascinante. Come una casina nel bosco, si entra da una piccola porta in una vetrina dipinta di verde. Qui abbiamo bevuto un ottimo caffè e fatto due chiacchiere con la sorridente ragazza al bancone, mentre dalla minuscola cucina arrivava un invitante profumo di pane tostato e muffin caldi.

Questi sono i luoghi che adoro: piccoli, fuori dalle vie centrali, con un’anima e un’identità propri, pronti a raccontare le mille storie di altrettanti avventori di passaggio. The Tram Cafè è un posto che consiglio a chi desidera stare in pace per un pò, assaporando un buon caffè inglese, mentre si gode la vista su una delle cattedrali più belle della nostra Europa.

Articolo di Lara Uguccioni

La mappa della nostra passeggiata a Dublino

Fonti e citazioni:
www.christchurchcathedral.ie
wikipedia.org
ilgrandecandeliere.com

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anna
1 mese fa

Bellissimo articolo da leggere tutto d’un fiato. Conoscevo parzialmente alcuni degli aneddoti e ricordo bene le 2 mummie del gatto e del topo – diciamo che il castello vale davvero la pena visitarlo con una buona guida, mi ricordo che non mi trasmise molto…e invece nasconde un sacco di storie.

Eliana
Eliana
1 anno fa

Qualche notte fa, nemmeno a farlo apposta, ho sognato di andare a Dublino. Mi capita abbastanza spesso di sognare mete che ancora non ho visitato e sicuramente la mia fantasia inserisce luoghi che non esistono davvero. però ora che l’ho sognata e che ho letto l’articolo la voglia di partire c’è eccome!

Marina Fiorenti
Marina Fiorenti
1 anno fa

Sono appena rientrata da Dublino, del Castello ho visitato solo gli Appartamenti di Stato (bellissimi) ma non sapevo dei fatti che racconti. Saint Patrick è semplicemente una meraviglia!

Angy
Angy
1 anno fa

Un luogo pieno di fascino Dublino, così come tutta l’Irlanda, magica e misteriosa.

Emiliano
Emiliano
1 anno fa

Bello leggere di storia, castelli e vecchie avventure, scrivi ancora sull’Irlanda, è un luogo che amo particolarmente.

Pandino Fiat
Pandino Fiat
1 anno fa

Bello l’articolo Lara, la prossima volta a Dublin voglio passare al The Tram Cafè, mi ispira quell’angolino in mezzo al parco…..

Linda M.
Linda M.
1 anno fa

Sai che la storia dei gioielli della corona non la sapevo? Sai un sacco di cose, che bello leggerle. Grazie Lara ancora una volta! Linda

Ubaldo
Ubaldo
1 anno fa

Misteriosa Dublino, magica e bellissima. Bel giro, grazie perchè l’ho fatto assieme a te.

Deborah
Deborah
1 anno fa

Un tour tra le strade del centro, l’ho fatto anch’io anni fa e leggendoti, mi sono ricordata tante cose. Bellissima Dublin!

Teresa
1 anno fa

Dublino è una città che mi ha stregata, malgrado l’abbia visitata in compagnia di 15 scatenati studenti durante una vacanza studio. Mi piacerebbe molto tornarci per poterla visitare di nuovo con più calma!

Mary D.
Mary D.
2 anni fa

Dublino è la città dei miei sogni, ci sono stata 3 volte e ancora, ogni volta che ci vado, mi sembra di non conoscerla abbastanza e ne voglio ancora:))) Bellissime curiosità, grazie lara!

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