Olanda

Olanda. Un antico villaggio di pescatori nell’isola di Marken

Nella campagna olandese, a 20 km da Amsterdam, c’è un piccolo villaggio di pescatori abitato da 1800 persone dal carattere autentico, conservatori di una antica tradizione. L’insediamento si chiama Marken, proprio come la penisola che lo ospita. Un tempo isola ora risiede su un polder, cioè un tratto di mare prosciugato artificialmente da dighe. Paolo ed io arriviamo qui da Amsterdam, in una mattina di piena estate che, invece di essere calda e soleggiata, preannuncia un’imminente tempesta. Il vento è quello del nord a cui non siamo abituati e lo troviamo un immenso refrigerio al caldo soffocante della nostra costa romagnola di metà agosto.

Scesi dall’auto che ci ha accompagnato fin qui, vediamo un ingresso al villaggio ordinato e moderno, nessuna traccia degli abitanti che so essere pochissimi e piuttosto schivi. Facendo pochi passi la modernità lascia spazio alla tradizione e si viene catapultati in un luogo fuori dal tempo. Le grandi case di legno sono in fila come grandi soldati verdi e blu, lucidi e in ordine. Tanti sono gli stretti canali che scorrono tra i viottoli e ad incorniciarli una miriade di cespugli fioriti, piante acquatiche e barchette attraccate a modesti ma funzionali ormeggi.

La vita che vorrei

Abbiamo fatto una passeggiata nel villaggio, tra i vari quartieri dove gli stretti vicoli si aprono su minuscole piazze adornate da grandi vasi traboccanti di piante. I cestini delle biciclette sono colmi di boccioli colorati e qua e là, come santuari di pace, piccole casette dei libri svettano appuntite e ordinate. Ogni cosa è curata, l’attenzione e l’importanza che questi cittadini danno alle poche cose che ci sono, è ammirevole e mi lascia impressionata. I cottage dei pescatori sono costruzioni uniche al mondo, che mi ricordano tanto i villaggi sulla costa est degli States, dove le assi di legno orizzontali sono di un color pastello acceso e le abitazioni hanno tutte un sapore dolce di “casa”. Qui invece, la pittura delle facciate è scura, di un verde bottiglia, nera o di un bel blu notte, lucide quasi verniciate a specchio, impeccabili e robuste danno una sensazione di eterna solidità.

I contorni delle finestre sono bianchi e risaltano come grandi occhi in cui si intravedono vasi, candele e oggetti di ceramica che abbelliscono i davanzali interni. Ad accompagnare il mio viaggio in paese c’è un gatto rosso, che cammina nei vicoli strettissimi, leggero e silenzioso tra le abitazioni. E’ sicuramente a suo agio, sa dove mi sta portando e andarci insieme mi piace, oggi è lui la mia guida olandese. La verità è che questi luoghi immersi nel silenzio mi mettono tanta serenità, sono rilassata mentre le onde che sbattono al molo e lo stridio dei gabbiani sono l’unico rumore che riesco a sentire. Il mio è uno stato di appagamento, un’emozione primaria che mi fa pensare di avercela fatta, di essere nel posto giusto e nel momento giusto.

Olanda. isola di Marken

Credo si possa chiamare felicità: viaggiando mi capita di arrivare in determinati posti e di percepirla. E’ la gioia di essere arrivata all’obbiettivo che mi ero prefissata, il piacere che mi spinge a migliorare, che mi apre all’esplorazione, alla curiosità. Marken è un luogo che mi fa “sentire a casa”, una sensazione di cui ho parlato spesso nei miei articoli e che indica il sentirsi accettato, protetto, parte di qualcosa. E’ uno stato d’animo che colpisce per lo più il viaggiatore, alle volte può essere un luogo, altre un sapore o perchè no, un oggetto. Ma oggi è tra i canali scuri di Marken, mentre sento l’aria fresca e ristoratrice che mi risveglia dandomi l’impressione di essere dentro ad una fiaba, che io ritrovo me stessa. E mi sento felice.

Interesse per la storia – La Terra dell’Acqua

Se andiamo indietro nel tempo, fino all’anno 1100 circa, Marken faceva parte della terraferma. Nell’est dell’area di Waterland, la municipalità che ospita l’isola, la torba si amalgamava con l’acqua di quello che allora era il lago Flevo. Il nome di Marken significa appunto, ‘terra di confine’. Nel 1164 una grande mareggiata spazzò via una enorme quantità di terra, lasciando al suo posto un’isola. Gli abitanti rimasero per secoli in un isolamento totale che li portò a conservare quegli usi e costumi tipici dell’Olanda del 13° secolo. Inoltre, il fatto che Marken, nel corso del 1200 non sia caduta preda dell’avanzata del mare Zuiderzee, ora lago di acqua dolce, è dovuto ai monaci del vicino monastero di Mariëngaarde.

Intorno al 1232 infatti, Marken divenne proprietà dei monaci Norbertini che costruirono dighe e fornirono un sistema di drenaggio all’isola. Svilupparono l’agricoltura, l’allevamento e in un luogo separato sulla terraferma, chiamato Monnickendam, commercializzavano la vendita dei prodotti. Un secolo dopo, Marken passò nelle mani del conte Guglielmo IV d’Olanda e i monaci furono purtroppo espulsi. Ciò pose fine alla prosperità della zona di Waterland: le dighe caddero in rovina e numerose inondazioni nel 1300 e nel 1400, resero praticamente impossibile l’agricoltura e l’allevamento.

Olanda. isola di Marken

Quando questo successe, la pesca divenne la principale fonte di reddito. Il mare davanti all’isola però non sempre produceva abbastanza per vivere, così tra il 1600 e il 1700, molti uomini partirono per l’Artico e il Mar Baltico per partecipare alla caccia alle balene. La crescente influenza dell’acqua costrinse gli abitanti di Marken a vivere in case edificate su pali piantati in acqua. 27 case vennero costruite nel Medioevo, di cui 12 attualmente esistenti. Oltre agli otto agglomerati abitativi, in pratica dei piccoli quartieri, si possono ancora distinguere gli altri quattro nel paesaggio circostante. Alcuni furono abbandonati, alcuni distrutti da incendi o spazzati via dal mare. C’è da dire infatti che Marken un tempo, era molto più grande dei 250 ettari che misura al giorno d’oggi.

Nel 1800 la zona si riempì di case di legno ampliandola e occupando così anche la collina. Molte di queste abitazioni non avevano neppure un camino, ma una “scatola del fumo” così veniva chiamata. Non era altro che un’apertura nel tetto, simile a quella che si trova nei teepee dei nativi americani che serviva per fa uscire il fumo del fuoco che ardeva libero in mezzo al focolare. Intorno al 1837 nacque a Marken il primo vero porto e crebbe talmente in fretta che nel 1890, la flotta raggiunse le 200 navi. Purtroppo, tra il 1927 e il 1932, la costruzione della grande diga chiamata Afsluitdijk pose fine all’industria della pesca. Questo sbarramento costituisce una delle opere idrauliche più importanti dei Paesi Bassi, che ha sì strappato alle acque del Mare del Nord molti territori, ma ha anche precluso una buona fetta del settore ittico della zona.

Olanda. isola di Marken

La strada di accesso a Marken

Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, gli abitanti di questo luogo furono oggetto di studi antropologici. Si cercarono proprio qui le antiche tradizioni olandesi scomparse con l’avvento della modernizzazione del Paese, mai dimenticate in questa parte di terra lontana dal resto del mondo. Una curiosità: molti a Marker portano ancora oggi i cognomi dei tempi in cui le persone si guadagnavano da vivere sull’acqua. Questi derivano dal nome della professione: Visser cioè Pescatore, Zeeman (Marinaio), Schipper (Skipper), Commandeur (Comandante). Oppure dalla nave su cui erano imbarcati: Appel, Boneveld, Dolfijn, Kaars, Pereboom e Vlasbloem.

Nel 1957 Marken torna a far parte della terraferma, con la costruzione di una strada sopraelevata che rende oggi il villaggio, una penisola nel Markermeer, di nuovo integrata a Waterland. Questa strada è molto suggestiva, in alcuni punti gli uccelli marini nidificano, quindi la fauna è meravigliosa, da ammirare e fotografare. Inoltre attraversarla, è come viaggiare sull’acqua, da entrambi i lati infatti, c’è il mare e la vista è incredibile. Ad oggi, è l’unica via di accesso a Marken, a meno che non vogliate arrivarci con il traghetto, che da Volendam arriva qui in 30 minuti.

Il museo di Marken

La storia del paese oggi viene raccontata in un singolare museo, il Marker Museum. Dedicato agli avvenimenti del passato e alle genti di mare di questa ex isola, è diviso in diverse strutture nella zona centrale di Marken. Una di queste case dal tradizionale colore, è arredata come una vecchia dimora di pescatori, con mobili ed utensili autentici in uso dalle famiglie nel 1920. In un altra casa è esposta una fantastica collezione di costumi tradizionali del villaggio, divisi per diverse epoche storiche oltre che alcuni dipinti di artisti olandesi: Jan Moenis e Reinier Peijnenburg.

Nonostante la sua storia antica, Marken non è mai stata esplorata e studiata da archeologi professionisti, sebbene alcune zone siano state designate come monumenti archeologici protetti. Quello che la cittadina conserva gelosamente come utensili e artigianato antico, lo deve solo agli appassionati che hanno scavato nei vari luoghi. L’oggetto più antico è una giara del 1550 circa, in gres alta solo 7 cm che le donne portavano al collo per lavarsi le dita. Altri oggetti particolari sono una padella di coccio intatta, una brocca che usavano gli uomini per farsi la barba, una pentola da cucina e cucchiai di latta. Inoltre bellissimi cannolicchi in bronzo sono stati trovati utilizzando un metal detector, insomma tutti oggetti semplici di uso comune che di per se non hanno valore, ma raccontano una storia antica, più preziosa di qualsiasi gioiello.

Olanda. isola di Marken

Durante uno dei numerosi restauri a Kerkbuurt, frazione di Waterland, sotto un pavimento sono state trovate molte bellissime piastrelle dai disegni bianchi e blu risalenti al 1650 circa. Salvate e documentate, raffigurano alcune scene di bambini intenti a giocare tra loro con vari giochi dell’epoca. Questa scoperta è stata incredibilmente interessante, perchè indica una certa prosperità e ricchezza. Fino a quel momento infatti, si pensava al 1600 come un’epoca povera, dato il ritrovamento di altri oggetti che indicavano uno stile di vita frugale. La Waterland Archaeological Society a questo proposito, sta attualmente studiando e drenando le paludi intorno a Marken. 

Se si dovessero trovare reperti di qualsiasi importanza, gli oggetti verranno consegnati al Vereniging Historisch Eiland Marken. Fatti molto curiosi vengono raccontati dalle guide esperte del museo. Un esempio è che fino alla costruzione della grande diga Afsluitdijk, quindi intorno al 1932, l’isola veniva inondata diverse volte all’anno. A causa di questo, erano presenti solo 3 alberi: l’acqua salata del mare non dava la possibilità al terreno di far crescere nulla. Anche mantenere gli animali era praticamente impossibile, ed ogni alimento come patate, ortaggi, frutta e farina arrivava trasportato dalle navi.

Olanda. isola di Marken

L’ultima grande inondazione del 13 e 14 gennaio 1916, che colpì gran parte di Waterland e altre parti dell’Olanda settentrionale, fu drammatica. Ci sono diversi documenti nel museo che la descrivono, tra questi fotografie e atti ufficiali. Si racconta che prima del disastro, il vento persistente da nord-ovest e la pioggia di giorni, avevano spinto l’acqua lungo tutta la costa indebolendo le dighe già mal tenute. Quasi l’intera regione venne allagata, ma Marken è stata la più colpita in termini di vittime: 16 persone, tra cui intere famiglie, hanno perso la vita annegando. 

Il cavallo di Marken

Camminare fino al faro di Marken, sulla punta estrema della penisola, in mezzo a questo grande mare d’acqua dolce che è il Markermeer, è come essere arrivati alla fine del mondo. Chiamato Het Paard van Marken, nella traduzione letterale significa il cavallo di Marken, è abitato da aironi, gabbiani, oche e ogni genere di fauna selvatica del mare del nord.

Nel 1700 si ha la prima testimonianza che in questo luogo sorgeva una luce di guardia a pianta quadrata. Il faro fu sostituito poi nel 1839 da una torre, a fianco alla quale fu poi costruita una casa. Ciò ha conferito al faro la forma attuale e caratteristica diventando monumento nazionale dal 1960. I residenti sono responsabili della gestione e del corretto funzionamento della luce e “il cavallo” è diventato un paradiso per chi fa Birdwatching. Camminare sulla riva fa capire come è stato costruito l’argine e il polder, mentre si procede immersi in una natura selvaggia che troppo spesso è data per scontata.

Olanda. isola di Marken

Continuiamo la nostra escursione nella zona del porto, vitale nonostante il tempo. C’è qualche turista, pochi per la verità, che si avventura tra i ristorantini da cui esce un profumo invitante di pesce fritto. Guardare i pescatori, immergendosi nella vita del villaggio, è fare un tuffo nel passato e assaporare la vita di un luogo distaccato dal tempo e dallo spazio. Qui sembra davvero di essere sull’ “isola felice” delle fiabe, dove ogni cosa pare essere esattamente dove deve stare e anche una giornata di pioggia, mette allegria.

E’ ormai pomeriggio e il mare sembra assonnato mentre le barche attraccate, vengono cullate da una delicata ninna nanna di onde leggere che sbattono lievi sottobordo. C’è chi approfitta del fatto che non piove più, per fare qualche lavoro sopra coperta, altri ancora si godono solo il mare, leggendo un giornale a bordo. Ha smesso di piovere già da un pò e noi decidiamo di fare una merenda dolce.

I Poffertjes

Non avrei mai creduto che, in un villaggio così piccolo e lontano da tutto, potesse esistere il chiosco più famoso d’Olanda dove vengono fatti i Poffertjes più buoni che si possano mai assaggiare. Le petit Gourmandise da Brigitte e Frank sono una tappa irrinunciabile per chi viaggia da queste parti. La loro è la ricetta originale, fatta con prodotti biologici e cotta al momento in grandi teglie apposite. Il chiosco è minuscolo, a pochi passi dal porto, in un angolo suggestivo di Marken. La proprietaria è stata tanti anni in Italia e parla benissimo la nostra lingua, sorridente e socievole spiega la ricetta e gli ingredienti usati.

Proprio come i pancakes, i poffertjes sono fatti con farina 00 e farina di grano saraceno. Sono una specie di piccoli pancake, ma più spessi perché durante la cottura, si alzano a causa della lievitazione. I poffertjes sono un dolce che viene consumato principalmente nei Paesi Bassi, serviti come spuntino di strada su un vassoio di cartone rettangolare con una forchetta di plastica. Cosparsi riccamente di zucchero a velo, si possono scegliere in più varianti, il nostro preferito è stato con semplici fragole. Ma si può scegliere se si vuole una colata di cioccolato, la panna montata o la nutella.

Olanda. isola di Marken

La tenacia del popolo di Waterland ha dato vita nei secoli ad una delle più affascinanti e suggestive terre d’Olanda. Un villaggio dove abitare, un luogo degno di essere chiamato casa, è stato sicuramente il motore che ha spinto gli abitanti di Marken, a continuare imperterriti e decisi a lavorare e a vivere qui. Chissà se hanno mai pensato di andarsene. Una terra ostica ed ingrata come questa, dove la forza della natura ha sempre prevalso su quella dell’uomo, non era certamente allettante ne quantomeno comoda. Eppure con fermezza e tanta costanza, i cicli millenari delle maree sono stati assoggettati al volere umano e a sua volta, l’uomo si è adattato alle condizioni dell’ambiente. Questa è sicuramente una storia fatta di difficoltà e sudore, ma anche di vittoria e di amore per la propria terra.

Perseverare e non arrendersi ha dato vita a tutta questa meraviglia, di cui oggi noi possiamo godere. L’importante quando viaggiamo, è mai dimenticare da dove si è venuti e quale è stata la storia del popolo che ci ospita, solo così possiamo comunicare con loro condividendo, quando è possibile, quel qualcosa che abbiamo in comune. In questo caso, ciò che trovo ci accomuni è la parola unità. Quella di un popolo, quella nazionale. D’altronde siamo Italiani e proprio in forza dell’unità nazionale, che abbiamo dato più volte prova di avere, che ci lega in qualche modo agli abitanti di Marken. Come loro, anche noi sappiamo bene che ogni difficoltà può essere affrontata con l’impegno e la responsabilità di ciascuno di noi. Uniti, insieme si può fare qualsiasi cosa, anche l’impossibile.

Articolo di Lara Uguccioni

Olanda. isola di Marken

Fonti:
iamsterdam.com

holland.com
www.markermuseum.nl

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