East Coast,  Massachusetts,  New England,  Si fa per parlare

Martha’s Vineyard, l’isola del New England. Lo sapevate che?

A nord degli Stati Uniti, davanti alla penisola di Cape Cod, si trova uno dei territori a mio parere, più belli d’America: l’isola di Martha’s Vineyard. Il fascino di questo luogo mi ha accompagnato fin da ragazzina, così da aver sempre avuto la curiosità di visitarla. Ne sentivo parlare alla tv, dato che molti Presidenti americani vi trascorrevano le vacanze. Veniva inoltre raccontata nei telefilm come luogo selvaggio e nello stesso tempo, meta per la villeggiatura di ricche famiglie. E’ infatti qui che si ritrova ogni estate, l’upper class di Boston e di New York, imprenditori, finanzieri e magnati dell’industria.

Nell’isola ha passato diverso tempo l’attore John Belushi, uno dei miei comici americani preferiti, tanto da comprare casa e da volervi essere seppellito. Inoltre, proprio nei cieli di Vineyard, si è consumata una tragedia che ricordo distintamente: l’incidente aereo in cui perse la vita nel 1999, il figlio di John Fitzgerald Kennedy. Un tempo terra della tribù Wampanoag, l’isola è tutt’ora abitata da una grande comunità nativa che conserva usi e tradizioni secolari. Trovo poetico il fatto che il popolo originario era conosciuto al tempo con il nome di Pokanoket che significa “popolo dell’alba”. Essendo l’isola alle estreme propaggini della costa est americana, i Wampanoag erano quindi i primi a vedere il sorgere del sole.

Chiamata amichevolmente solo The Vineyard, cioè “Il Vigneto”, l’isola fa parte dello Stato del Massachusetts ed era nota nei tempi antichi, per la caccia alle balene e per la grande comunità di non udenti che ci viveva. In origine, Martha’s Vineyard era chiamata dai nativi Noepe, cioè “terra del torrente”. Si racconta che, nel 1602 l’esploratore inglese Bartholomew Gosnold, trovò qui vaste aree ricoperte di uva selvatica. Decise quindi di chiamare l’isola “il Vigneto di Martha” in onore di sua figlia, scomparsa prematuramente. Pare che ancora oggi, l’uva selvatica si intraveda nei campi a ridosso dell’oceano e prosperi nel clima mite di questa magnifica terra.

Martha’s Vineyard New England

Ci voleva Mendel!

Già dalla sua prima colonizzazione, l’isola di Vineyard fa da sfondo a bizzarrie degne di interesse da parte degli studiosi di genetica. Era il 1650 e alcune famiglie di coloni provenienti dal Kent, nel sud dell’Inghilterra, si stabilirono nel territorio in modo permanente. Agevolati dalla terra fertile, dal clima mite e dalle ottime relazioni con i nativi, la comunità iniziò a crescere. Era però pratica usuale dei puritani, di origine protestante, sposarsi tra consanguinei e l’isolamento dato dal territorio, favorì questa abitudine.

Così gli abitanti della comunità, causa la distanza dalla terraferma e le cattive condizioni dell’oceano, non videro quasi mai arrivare altri coloni. Oltre a questo, alcuni individui avevano un allele recessivo di un gene per l’udito, responsabile della sordità, che in poco tempo portò alla nascita di uomini non udenti quasi in ogni nuovo nucleo familiare. Il numero crebbe sempre di più fino a toccare nel 1880, 19 sordi su 159 abitanti nella principale città, così che Martha’s Vineyard diventò la prima comunità di non udenti conosciuta negli Stati Uniti.

Per ovviare ai problemi quotidiani di comunicazione, sull’isola si istituì spontaneamente un linguaggio nuovo, il Martha’s Vineyard Sign Language, che si affiancava all’inglese parlato comunemente. Tutti gli abitanti, sordi e non, conoscevano il MVSL e lo usavano d’abitudine per comunicare quando la parola non poteva essere usata. Nei campi ad esempio, quando i contadini erano troppo distanti tra loro, oppure a scuola, per non essere visti quando la maestra spiegava.

Martha’s Vineyard New England

La sordità non era considerata uno svantaggio o un’invalidità, sull’isola i non udenti si sposavano, facevano figli e lavoravano come tutti gli altri. Arrivarono i primi anni del 1800 quando nel Connecticut, venne istituita la prima scuola per non udenti. Qui vi confluirono ragazzi da ogni parte d’America, oltre a diversi bambini di Martha’s Vineyard portando ognuno, il proprio linguaggio. Questa mescolanza di codici si trasformò ben presto nel ASL, l’American Sign Language, oggi considerata la lingua dei segni ufficiale americana.

Finalmente la eterogeneità genetica data dai nuovi matrimoni, dall’industrializzazione, dal fatto che molti non udenti si trasferirono sulla terra ferma, fermò inevitabilmente la linea ereditaria. L’ultimo sordo nativo di Martha’s Vineyard fu Katie West, che morì nel 1952. Ad oggi, solo alcuni anziani sanno ancora “parlare” l’ MVSL.

Martha’s Vineyard New England

L’unico posto “dove mi piace essere me stesso”

Era il 1974 quando un giovane John Belushi, visitò per la prima volta Martha’s Vineyard con Judith Pisano, la sua futura moglie. Erano in vacanza, una breve pausa dal modesto spettacolo teatrale a cui lavoravano assieme, il National Lampoon a New York. La giovane coppia aveva già girato il New England con un’auto presa in prestito e volle finire le vacanze sull’isola consigliata dal regista dello spettacolo. Così presero il ferry Woods Hole ed arrivarono a Vineyard Haven, soggiornando in una locanda molto raffinata nella zona di Chilmark. Il Menemsha Inn era immerso in un bosco di 12 ettari accanto ad un laghetto e ancora ricorda Judy, “probabilmente un paio di dollari in più di quanto potessimo permetterci”.

Più John esplorava l’isola, più se ne innamorava, così che, diventato famoso, tornò ed acquistò da Robert McNamara, l’ex segretario alla difesa, una casetta sulla spiaggia. Da come dice Judy, il suo John passò lì momenti spensierati giocando a golf, a scacchi sentendo di poter essere se stesso, senza le solite maschere che metteva, spettacolo dopo spettacolo, successo dopo successo. Jim Belushi, suo fratello, racconta che John descriveva spesso la serenità che la casa gli dava. Indicando l’Oceano Atlantico diceva: “Non c’è niente tra me e le Isole Falkland” riferendosi alla vastità di quella immensa distesa di acqua. E ancora “È un posto molto speciale“, diceva “Credo che ci sia una corda di energia che avvolge il mondo, e quell’ energia scorre attraverso Martha’s Vineyard.”

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John Belushi è stato un grande comico, attore e musicista americano, nonostante la sua breve carriera troncata a 33 anni dall’abuso di alcool e droghe. Era un’anima tormentata, geniale, nella quale purtroppo, l’oscurità ha prevalso sulla luce. Un giorno disse di voler essere sepolto a Vineyard e così sua moglie fece: la lapide è tuttora nel cimitero Able’s Hill di Chilmark. Ai suoi funerali, tenutisi con rito ortodosso, furono presenti il suo grande e inseparabile amico Dan Aykroyd sulla sua moto, seguito dal fratello Jim, dai genitori Adam e Agnes e da tutti gli amici e conoscenti che avevano lavorato con lui: Bill Murray, Chevy Chase, Eric Idle, Carrie Fisher e molti altri.

La signora Belushi Pisano abita tuttora sull’isola. Chiamata la Blues sister, aiuta ancora a tenere la fiamma accesa su John e il suo lavoro, sui Blues Brothers e sulla Rhythm and Blues Foundation, fondazione creata con l’amico di una vita Aykroyd, la cui missione include fornire assistenza finanziaria e legale a musicisti in difficoltà.

Un’isola da tabloid

Chissà perchè, quest’isola a sud di Boston, terra “democratica” e incantevole come solo il New England sa essere, è legata con un invisibile filo rosso sangue a due delle vicende più tragiche della storia dei Kennedy. Erano gli anni ’60 quando Vineyard, ancora poco conosciuta, era frequentata dai giovani fratelli Kennedy che arrivavano qui veleggiando da Hyannis, dove passavano solitamente l’estate. A quei tempi l’isola era molto diversa, selvaggia, semisconosciuta ed è qui che il Senatore John e sua moglie Jackie, amavano trascorrere le giornate. Il 18 luglio 1969Chappaquiddick, un’isoletta limitrofa a Martha’s Vineyard, Ted Kennedy, fratello di John, fu protagonista di un grave incidente stradale. A morire annegata, dopo che l’auto uscì di strada, fu la ventottenne Mari Jo Kopechne, ex segretaria del fratello minore Bobby.

Alla guida c’era Ted che si salvò miracolosamente, ma a creare scandalo fu il fatto che chiamò i soccorsi ore dopo la tragedia. Secondo la testimonianza del reo confesso, egli perse accidentalmente il controllo dell’auto mentre attraversava un piccolo ponte a carreggiata unica, finendo nel canale sottostante. Riuscito a liberarsi, si allontanò dalla scena denunciando l’incidente alle autorità solamente 10 ore dopo l’accaduto. Nel frattempo la giovane morì affogata, perchè rimasta intrappolata nell’auto troppo a lungo. Cosa Mari facesse lì non lo sapremo mai, ci sono solo supposizioni che parlano di un’avventura extraconiugale, mai ammessa. Dalle indagini però, pare si sarebbe potuta salvare dato che morì ore dopo l’impatto di asfissia e dopo una lunga agonia.

Martha’s Vineyard New England

Diverse sono le interpretazioni sull’ incidente di Chappaquiddick, c’è chi opta per l’omissione di soccorso, tesi della difesa di Tom, chi invece parla di teorie diverse. Kennedy negò che tra lui e la ragazza ci fosse stato un comportamento “immorale” quella notte, a causa della sua condizione di uomo sposato e di non aver guidato in stato di ebbrezza. L’incidente divenne uno scandalo nazionale durante gli anni Settanta e con ogni probabilità influenzò la decisione di Bobby Kennedy di non candidarsi alla Casa Bianca ne nel 1972 e nemmeno nel 1976. Il Dike Bridge, il ponte dove successe il fatto, divenne quasi subito una macabra attrazione turistica mentre dello “scandalo Kennedy”, se ne parla ancora oggi.

Dike Bridge

Martha’s Vineyard New England

Esattamente 30 anni dopo, una macabra coincidenza stringe nuovamente il cordone che lega l’isola alla famiglia che trovò e perse il potere in America, come nessuno mai. 16 luglio 1999, John John il rampollo dei Kennedy, 39 anni, figlio di JFK, considerato colui che avrebbe potuto riportare la dinastia al comando, perde la vita nei cieli di Martha’s Vineyard. Sono le 20.38 di una serata afosa d’estate e all’aeroporto di Essex County, non lontano da Manhattan, parte il piccolo Piper Saratoga guidato da John, con a bordo la moglie Carolyn e la cognata Lauren. Il tempo non è brutto, ma c’è molta foschia e la visibilità è quasi azzerata. John decide comunque di partire, l’indomani sarebbero dovuti essere al matrimonio della cugina Rory, figlia dello zio Bobby.

La rotta è quella lungo la costa orientale degli Stati Uniti, coincidenza la stessa dove tre anni prima cadde in mare in circostanze misteriose, un jumbo della TWA diretto a Parigi. Dieci minuti prima di arrivare sull’isola, il velivolo comunica alla torre di controllo di Vineyard l’intenzione di atterrare. Quello che successe poi non si saprà mai, gli aerei da turismo non hanno le scatole nere. Quel che è certo è che la torre di controllo registrò un brusco abbassamento di quota per poi perderne le tracce definitivamente. Gli esperti parlarono di un mix mortale di eventi: tempo brutto, forse un banco di nebbia improvviso, l’inesperienza del pilota e una manovra sbagliata, istintiva, provocarono l’irreparabile.

Martha’s Vineyard New England

In quei giorni milioni di americani rimasero incollati alla tv, nella speranza di vedere John e le due sorelle Bessette ancora vivi. Il ritrovamento dei bagagli di Lauren al largo del faro di Gay Head, zona oggi chiamata Aquinnah, indusse però tutti a fare i conti con la realtà. Anche i corpi vennero ritrovati lì, davanti al promontorio di Gay Head, dove l’aereo si era inabissato, uno dei luoghi considerati da tutti, più magici e suggestivi di Martha’s Vineyard. E dire che il padre di John amava quell’oceano, quella parte di territorio così selvaggio e mistico che dicevano, stava ore ad osservare. Vi posso assicurare che questo è un luogo realmente magico, intriso di suggestione e magnetismo. Una volta saliti sullo sperone di roccia a fianco al vecchio faro provate a rimanere in silenzio, vi accorgerete che è possibile sentire nel vento i canti malinconici degli antichi nativi Wampanoag.

Brulla, affascinante e maledetta, costellata di fari, di ville ridondanti, di velieri, di ristoranti dove servono aragoste succose immerse nel burro, terra di pirati e di cacciatori di balene, Martha’s Vineyard è sempre stata una “colonia” dei Kennedy. Proprio qui Jackie comprò un vasto terreno negli anni Settanta con annessa una piccola fattoria e vi fece costruire una casa rimasta poi, nelle proprietà della famiglia. Jacqueline ci trascorreva le vacanze, anche dopo la morte di John e nell’ultimo anno la andarono a trovare anche Bill e Hillary Clinton. Nella casa chiamata Red Gate Farm, Jackie vi cercò la pace, e voglio pensare che forse almeno lei, la trovò.

La Red Gate farm di Jacqueline Kennedy

Scandalosa Vineyard

Martha’s Vineyard è piena di sorprese, oltre essere meta di vacanzieri ricchissimi, star del cinema e persone importanti del bel mondo statunitense. Qui vi hanno passato le vacanze non solo i Kennedy e i Clinton, ma più di recente gli Obama che, con i loro “vizi” fanno ciclicamente discutere l’opinione pubblica statunitense. Era il 2013 quando il cagnolino della famiglia Obama, a suo malgrado, diventa una pietra dello scandalo. Il piccolo Bo deve raggiungere i “genitori” nell’isola di Vineyard per passare le vacanze e lo fa con l’aereo presidenziale! Lui neanche lo sa, ma ha una scorta di agenti della sicurezza statunitense a fargli da guardia, mentre uomini dei servizi segreti gli portano pappe e valigie. Per il First Family Dog è un privilegio raro, cosa del resto, al quale lui non sembra accorgersi, ma che attira l’attenzione e le critiche da parte della stampa.

Povero piccolo Bo, che purtroppo ha lasciato la famiglia a maggio del 2021. Considerando inoltre che l’Air Force One, costa 180.000 $ per ogni ora di volo e che da Washington al Massachusetts ce ne vogliono circa 1 ora e mezza, i conti sono presto fatti. E le spese non sono finite qui: una volta atterrati a Boston, è necessario prendere un elicottero per raggiungere Martha’s Vineyard, per non contare i costi del personale. E’ venuta così alla luce una lunga sequenza di spese che il Presidente e la sua famiglia generava con i soldi pubblici. Un libro di Bob Grey, collaboratore di un paio di Presidenti americani, annuncia che la presidenza degli Obama alla Casa Bianca, era diventata più costosa del mantenimento della Corona britannica!

Un set cinematografico a cielo aperto

Chi pensa che Martha’s Vineyard sia un “paese per vecchi” si sbaglia di grosso. Dalle commedie romantiche ai film horror, quest’isola sorprende continuamente e regala storie da raccontare come pochi luoghi riescono a fare. Se ami guardare i film, Vineyard può sembrarti familiare, perchè hai sicuramente visto i suoi scorci, porticcioli, case di legno e scogliere in diverse pellicole vecchie e nuove. Ci sono alcuni film che si svolgono sull’isola, ma vengono girati altrove, come ad esempio Ghostwriter, L’uomo nell’ombra di Roman Polanski, uscito nel 2010. Film multi premiato, dove l’attore principale, uno dei miei preferiti, Ewan McGregor, si reca a Martha’s Vineyard per completare un manoscritto lasciato incompiuto da un ghostwriter londinese, morto in circostanze misteriose.

Il thriller è stato girato interamente in Germania, sia le scene riguardanti Londra che quelle ambientate a Vineyard. In quel periodo, il regista Polanski era accusato di molestie e l’accesso a questi due siti, avrebbe comportato per il regista il doversi confrontare con vicende giudiziarie in sospeso. Un pò meno recente, ma premiato con un Golden Globe, è il datato Losing Chase, classe 1996, con la regia del mitico Kevin Bacon. Anch’esso ambientato nell’isola del Massachusetts è in realtà stato girato nel vicino Stato di New York.

Dietro le quinte di ” JAWS” a Martha’s Vineyardfoto di scena

Martha’s Vineyard New England

Qualcuno si è mai chiesto cosa voglia dire Jaws, il titolo dell’iconico film di Spielberg del 1975, tradotto in italiano con Lo squalo? Letteralmente significa “mascelle” riferendosi ovviamente alle enormi fauci del megalodonte protagonista della pellicola girata interamente sull’isola di Martha’s Vineyard. Se nel libro la storia si svolge nel New Jersey, per Spielberg la graziosa località di villeggiatura è invece un’isola locata nel New England. Il nome Amity è d’invenzione, ma ogni inquadratura, spiaggia, tratto di mare e ripresa della cittadina ci fa vedere la bellezza senza tempo di Vineyard.

Ci sono un mondo di cose da dire su Jaws, i set usati, le riprese fatte, gli effetti speciali, ve ne parlo infatti in un articolo dedicato. Adoro questo film, il genere, l’epoca e il tipo di pellicola usate, le idee che per mancanza delle tecnologie moderne e del digitale, erano costretti ad inventarsi. Mi sono innamorata del cinema da piccolissima con Rambaldi. In quegli anni chi non voleva al proprio fianco un E.T. con i suoi occhi dolci e quel petto trasparente dove un cuore pulsante sembrava dire “sarò tuo amico per sempre”?! Non solo Jaws ha lanciato la carriera di Steven Spielberg come regista di fama mondiale, ma ha anche mostrato agli spettatori che Martha’s Vineyard era già all’epoca, una meta ambita per le vacanze.

Altri film meno importanti sono stati girati sull’isola come Jumping the Broom, amore e altri guai, una commedia romantica del 2011. Si parla di un matrimonio tra due persone di rango diverso e vengono esplorate le differenze di classe sociale tra afroamericani. Una cosa interessante, oltre alla location, è il titolo che significa letteralmente “saltando la scopa”. Questo modo di dire indica una tradizione di alcuni matrimoni tra afroamericani, quando dopo il “sì”, i due sposi novelli saltano veramente una scopa per suggellare la loro unione.

Martha’s Vineyard New England

Altro film di tutto riguardo, impossibile da dimenticare, è la nuova versione di Sabrina del 1995 del regista Sidney Pollack. Tutti ricordiamo il film in bianco e nero del 1954 diretto da Billy Wilder e interpretato da Audrey Hepburn, ma devo dire che anche il remake non è niente male. Per tenere separati David e Sabrina, Linus porta quest’ultima, con un aereo privato, nell’adorabile cottage Menemsha a Martha’s Vineyard. Linus lo fa con il pretesto di chiederle alcuni scatti della casa, nel caso decidesse di venderla. I panorami circostanti sono davvero belli in questo autentico villaggio di pescatori. Con Harrison Ford e Julia Ormond, è una storia d’amore girata in due paesini dell’isola, a Chilmark e a Vineyard Haven. Il cottage utilizzato nel film una volta apparteneva a Billy Joel e si affaccia su Chilmark Harbour, un porticciolo molto suggestivo.

Articolo di Lara Uguccioni

Fonti:
capecod.com

en.wikipedia.org
www.verywellhealth.com
vineyardgazette.com
larepubblica.it

2 Comments

  • uccio1954

    Ciao Lara, con questo articolo mi hai letteralmente affascinato. Conoscevo Marta’s Vineyard solo per averla vista sulla cartina durante la mia visita a Cape Cod, ed ora, leggendoti mi sto chiedendo il perché non l’avessi visitata e cosa mi sia perso visto che ero lì a “due passi”. Comunque questo tuo articolo mi ha fatto un po’ recuperare questa mia mancanza.
    L’esposizione fluida e completa è sempre la carta vincente con cui sai rendere i tuoi scritti veramente eccezionali. Sei eccezionale. Un caro saluto.

    • lara_uguccioni

      Grazie Mario, tu sai bene che cerco sempre di parlare di destinazioni che conosco e di fatti che spesso, quando si viaggia, non si tengono in considerazione. Invece a mio parere, ogni luogo è fatto di storia e di avvenimenti che spesso lasciano una scia energetica e io sono così curiosa che vado alla ricerca di ciò che è accaduto in passato, così interessante a mio avviso, anche da raccontare. Grazie dei complimenti, non sai che immenso piacere mi fa sapere che ti piace come scrivo. Un abbraccio! Lara

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