New York

Visitare New York a dicembre ed è subito Natale

Andare a New York è sempre un’esperienza da vivere, soprattutto se si parte a dicembre. Noi siamo appena tornati dalla Grande Mela, una città incredibile e di nuovo abbiamo preferito visitarla nel periodo delle feste natalizie. Non so nelle vostre città, ma nella mia la voglia di vivere il Natale è sempre meno sentita. Gli addobbi lasciano a desiderare, poco e niente è il desiderio di fare regali, men che meno di stare insieme. Forse la colpa è dei tempi che cambiano, della fretta con cui si vive la vita al giorno d’oggi, considerando poi che il rincaro dei prezzi non aiuta. Per ovviare quindi alla malinconia ho preso un aereo e sono andata a cercare lo spirito natalizio altrove. Che città potevo scegliere se non quella che più incarna da sempre la magia della festa?

Alle volte penso che New York sia stata creata apposta per catapultare, volente o nolente, qualsiasi persona nello spirito del Natale. Appena si scende dall’aereo e si entra nella hall d’ingresso del Kennedy, la musica di Frank Sinatra ti porta immediatamente dentro una casa anni ’50, davanti ad un camino acceso con in mano delle candy cane di zucchero da attaccare all’albero. E poi c’è la città tutta vestita a festa, con le decorazioni più pazzesche che esistano al mondo. Sì perchè se Dubai fa le cose da sceicco e a Rio hanno alberi alti 85 metri sulla riva del mare, a New York c’è molto di più. Ogni decorazione, pallina, ogni albero di Natale e pista di ghiaccio ha una sua personale e avvincente storia da raccontare.

New York dicembre Natale

L’atmosfera delle feste vive in ogni cosa, è tutta intorno alla marea umana che si avvicenda tra le strade di Manhattan. Ovunque volgiamo lo sguardo c’è qualcosa che afferra l’attenzione portando noi spettatori dentro ad un sogno fantastico, degno di un film Disney. Personalmente è come tornare bambina, o meglio è entrare in un mondo che vorrei fosse così bello tutto l’anno. Pertanto, anche quest’anno, sono entrata nel mito del Natale a New York, quello dei film americani, delle ciambelle glassate, dei pattini che scivolano sul ghiaccio. Insomma, un viaggio andata e ritorno nella fantasia.

Partiamo in Quinta con Sack’s

Nessun’altra città è capace di festeggiare il Natale in maniera così intima e, allo stesso tempo extralarge, come New York City, che quest’anno ha dato davvero il meglio di se. Per chi soggiorna in città nei pressi di Time Square è d’obbligo trovarsi, ad un certo punto, sull’arteria centrale del distretto di Manhattan. Siamo sulla Fifth Avenue, ambientazione di romanzi come L’età dell’innocenza e di film quali Colazione da Tiffany, insomma, dove il sogno diventa realtà. Camminare sulla strada più famosa della città è come passeggiare in un luogo già visto, ogni palazzo, negozio, grattacielo è impresso nella nostra mente fin da bambini. Chi non ha mai visto una puntata del Il mio amico Arnold (Diff’rent Strokes) mitica serie tv anni ’80 dove la famiglia Drummond adotta due ragazzi di Harlem.

La casa del milionario Philipp Drummond era proprio a pochissimi isolati da qui, a Park Avenue e, ogni scalinata che termina con un portone ad arco a doppia anta me la ricorda. Ma parlando di Natale quest’anno i famosissimi grandi magazzini Sacks hanno collaborato con la Maison Dior dando vita a qualcosa di sconvolgente. Nessuna fotografia rende la maestosità del “Carousel of Dreams” l’incredibile creatura della casa di moda francese alta più di 35 metri che ricopre completamente la facciata di Sacks. Da un’idea dal designer italiano, hanno creato una favolosa installazione che riflette i simboli senza tempo di Dior come i segni zodiacali, la stella, il trifoglio che animano di luce la gigantesca Ruota della Fortuna.

New York dicembre Natale

Lo spettacolo di luci è incredibile, con una eleganza infinita la ruota gira giocando con i colori e la magia dello zodiaco, raccontando allo stesso tempo la passione di Christian Dior per i molteplici splendori della botanica. Un’opera monumentale che ogni sera brilla per tutti, rivelando il miracolo della creazione della natura e dei momenti più affascinanti dell’inverno. Infatti lo spettacolo inizia con il calare del sole e l’apparizione della grande luna che lascia il posto a una intensa aurora boreale. Al sorgere del giorno, i fiori si animano a ritmo di musica e le gigantesche farfalle scintillano volteggiando in un balletto che ricorda i cicli delle stagioni.

Le enormi vetrine di Sacks invece raccontano tutte una storia, quella del signor Dior: attraverso piccoli teatri riproducono scene di vita della maison e del suo creatore. Sono laureata in scenografia teatrale e davanti a quelle vetrine mi sono emozionata. Essendoci sempre troppa gente accalcata davanti a Sacks, una mattina sono uscita alle 7 per andare a vederle, ed ho fatto bene. Ero io, la strada, i pochi passanti e monsieur Dior sotto la pioggia leggera di una domenica mattina che stava per iniziare. Vi ho detto che la Fifth non è una strada, ma una poesia fatta di cemento e anima? Ebbene con la mente sono ancora lì in quell’angolo tra la 50esima e la 49esima strada, sperando che non smetta di piovere perchè, mentre il mio respiro si riempie d’acqua, è lì che mi rendo conto che la pioggia è stata inventata per far brillare il mondo intero. 

La magia del Natale a Bryan’t Park

Forse l’anima della Fifth Avenue è qui, nascosta dietro all’immensa Pubblic Library, in un appezzamento di terreno grande come un isolato. Può darsi che sia solo una mia sensazione, ma l’antica cancellata di ferro nero, appuntita e alta, è lì come a preservare l’immenso gioiello racchiuso nello scrigno di cemento che è Manhattan. Così salgo le poche scale di porfido, attraverso un breve vialetto buio, e davanti a me si para uno degli spettacoli più belli che si possano mai vedere a New York. E’ il Bryan Park che racconta una storia singolare, fu infatti istituito nel 1823 e adibito a cimitero per le persone indigenti. Bonificato nel 1840, divenne ufficialmente parco solo 7 anni dopo e intitolato a William Cullen Bryant, giornalista del New York Post, vissuto fra il 1794 e il 1878, ricordato per la sua lotta contro la schiavitù.

Come quasi ogni luogo a New York, negli anni ’80 era in estremo degrado e sede di spaccio, tanto da essere chiuso. Fu ripulito e riaperto nel 1992, installati chioschi e ristorantini e da allora è il parco più frequentato dalle famiglie e da coloro che lavorano nei dintorni. Il Bryant Park è chiamato dai newyorkesi Manhattan’s Town Square, la piazza cittadina della città e come in ogni piazza che si rispetti, le attività ed il fermento sono incessanti tutto l’anno. Ovviamente a Natale è agghindata a festa e lasciatevelo dire, di mercatini natalizi così belli se ne vedono davvero pochi. Questo parco è una meta imperdibile per chi arriva in visita a New York, ha un fascino particolare, ma ricordate che, qualsiasi foto farete, non sarà mai bella come la realtà.

New York dicembre Natale

Un consiglio: quando siete davanti alla pista di ghiaccio fermatevi, alzate la testa e ammirate i grattacieli circostanti che si stagliano neri nel cielo plumbeo di dicembre. Sarà sicuramente uno dei più bei panorami che vedrete nel vostro viaggio attraverso la Grande Mela, perchè se passeggiando sui marciapiedi non ci si accorge di cosa si ha intorno, in uno spazio semi vuoto tutta la grandezza della città prende forma. E dal centro del Bryant la vista è magnifica, ve lo assicuro. Tra l’altro anche qui c’è un albero di Natale enorme, la cui cerimonia di accensione avviene il 5 dicembre. Lo chiamano Tree Lighting Skate-tacular pechè sovrasta una delle tante piste di ghiaccio della città.

Prima di partire per NY ho visto una mini serie tv su Netflix le cui scene iniziali sono proprio ambientate tra le casette di vetro del Bryant Park. Dash & Lily è una commedia romantica tutta americana che senza svenevoli smancerie, anzi con una sceneggiatura piuttosto originale, possiede un pizzico della magia del Natale a New York. Lily ha lasciato una Moleskine rossa piena di micro sfide tra gli scaffali della sua libreria preferita. Una sorta di diario segreto che aspetta solo che il ragazzo giusto passi di lì e accetti di stare al gioco. Dash entra in libreria e, cercando qualcosa da leggere, si ritrova in mano il libricino rosso. Quello che segue è un vorticoso gioco che si trasforma in qualcosa di più via via che Dash e Lily si passano segretamente il quaderno, in una New York tutta neve e lucine.

New York dicembre Natale

Questa serie, che in realtà è tratta da un libro, credo sia l’essenza di me nel presente: amante del Natale, con una predilezione per le teen series, inguaribile romantica e dal bisogno sfrenato per i lieto fine. Sarà forse la regia che, complice una fotografia calda e sicuramente aiutata dalle mille luci di Times Square e Bryant Park a dicembre, conferisce alla pellicola un allure fiabesco che si addice perfettamente alla storia raccontata. E ovviamente a me.

Ci facciamo un selfie?!

In una Manhattan frenetica e indiavolata causa feste imminenti, quello che più risulta fantastico sono le enormi decorazioni che, passeggiando, si incontrano per strada. Impossibile non fermarsi a fare un selfie per immortalare i tanti addobbi XXL che adornano ogni tratto di strada. Sì perchè a New York ci sanno fare davvero con gli allestimenti e quando si parla di effetto wow, non ci sono persone più esperte degli americani. Davanti al Radio City Hall, di cui vi parlerò nel prossimo articolo, c’è una fontana dove al centro sono posizionate delle gigantesche sfere di Natale rosso fuoco. Qui tutti, e quando dico “tutti” credetemi sulla parola, si fanno almeno una foto ricordo, perchè sono davvero belle, nonostante vengano riproposte ogni santo Natale. Io le avevo già viste nel 2017, ma stanno qui da molto prima.

Queste sculture natalizie perlescenti al 1251 Avenue of the Americas sulla Sixth Avenue, non hanno mai smesso di affascinarmi dal primo inverno che le ho viste. Sono gigantesche, luminose, lucenti e mettono allegria. Sono convinta che, ad alcuni, ricordano l’albero di Natale di casa per la precisione dei ganci ornamentali, la lucentezza e la forma. A me sembra invece che siano come cadute dal grande albero che sovrasta la pista di ghiaccio sotto il Rockfeller Center a pochi passi da lì. Esattamente come se una mano gigantesca le avesse posate a terra, per aspettare il momento giusto per posizionarle sull’immenso albero che viene eretto ogni anno dal 1931.

Il Rockefeller Center Christmas Tree è un’altra attrazione natalizia XXL della Grande Mela con una storia che riguarda da vicino noi italiani, e ovviamente, non poteva essere altrimenti.

New York dicembre Natale

L’albero è un abete rosso norvegese alto ventiquattro metri, illuminato da cinquantamila luci al led legate da un filo lungo otto chilometri. La sua accensione viene trasmessa in contemporanea sui canali di tutta la nazione americana e credo sia, da quel fine novembre del ’31, il simbolo del Natale in America. Se ogni decorazione a New York ha una sua personale storia, questo albero ne è la prova inconfutabile ed io ve la voglio raccontare. Non dite però che sono un’inguaribile romantica, perchè non l’ho scritta io, ma ci ha pensato un signore nato a Frosinone, tale Cesidio Perruzza che con la moglie Gerarda arrivò in America nel 1901.

Cesidio faceva parte della squadra di operai italiani che negli anni avrebbe costruito letteralmente Manhattan. Non solo il Rockfeller Center, ma il tribunale a Foley Square, la metropolitana sulla Sixth Avenue, il primo Madison Square Garden e il palazzo delle Nazioni Unite. Erano anni in cui la Grande Depressione dava filo da torcere a tutti, quando un giorno di fine novembre Cesidio si presentò al lavoro con un abete balsamico, di quelli che si trovano in tutto il Nord America. Gli operai avevano fatto una colletta per averlo, voleva essere il loro modo di ringraziare per avere, in tempi di depressione, un lavoro stabile e ben pagato. Le mogli degli operai confezionarono le decorazioni da appendervi con fili di mirtilli rossi e lì sotto, quel Natale, i ragazzi ricevettero la loro paga.

New York dicembre Natale

E’ caduta una lacrima? A me sì perchè queste storie di emigrazione e riscatto mi fanno commuovere. Anche mio nonno era un emigrato e si è dovuto reinventare, assieme alla sua famiglia, in una terra dove la lingua e le usanze erano nettamente diverse. Fu così che i Rockfeller presero questa idea e ne fecero una tradizione lunga quasi un secolo, passando per una Guerra Mondiale dove il razionamento della luce non permise di illuminare l’albero che ogni anno diventava sempre più grande. Venne poi il dopoguerra ed arrivò la diretta tv, gli abeti giganteschi, lo show, le luci sempre più luminose ad illuminare la città di cemento ed acciaio più famosa del mondo. Adesso questo simbolo è sormontato da una stella Swarovski di quattrocento chili adornata da tre milioni di cristalli colorati. 

“Ci voleva un italiano per arrivare a tanta meraviglia?” direte voi. Ebbene sì, è la spontaneità e la semplicità che caratterizza noi italiani, la ricchezza che ci ha donato la nostra tradizione e la voglia di essere felici anche nei momenti bui, che hanno portato tra la solitudine di quei grattacieli la scintilla del Natale.

New York dicembre Natale

Ma la magia di dicembre a New York non è tutta qui, ho infatti tante altre storie da raccontarvi e luoghi da consigliarvi, ma lo farò nel prossimo articolo. Ora è di nuovo calata la sera e io voglio fermarmi a riposare davanti al camino e con una cioccolata calda in mano. Tuttavia ho svelato un mistero e tutti ormai sapete che sono un’inguaribile romantica. Possiamo quindi mettere su un vecchio disco di Bing Crosby, uno di quelli che fanno “sfrigolare” la puntina del giradischi per immergerci all’istante nell’atmosfera di New York, tra le fredde strade a ridosso del Central Park. E’ sera e la neve sta iniziando a cadere in piccoli fiocchi radi, mentre la musica sale dal carosello di una giostra.

Il passo svelto lascia il posto ad un attimo di incertezza e ci fermiamo a guardare la sera che arriva, le luci che si accendono mentre tutti corrono con gli ultimi regali tra le mani. Il fumo esce dalla bocca e le mani sono gelate nonostante gli spessi guanti di lana, mentre la punta del nostro naso sta diventando completamente rossa. Non dobbiamo pensarci troppo, l’unica cosa che vogliamo è tornare nel calore di casa, quello che sprigiona la stufa a legna e che solo in momenti come questo ne capiamo la piena e incondizionata importanza.

Una delle voci più belle di tutti i tempi… love u Bing!

New York dicembre Natale

Quella sensazione, per l’esattezza il calore che ci fa avvampare dentro, si trova fra le parole non dette che vivono nel sorriso di chi ci sta aspettando, dal sapore dolce di consuetudine, con un retrogusto di stabilità, per fortuna dalla forma immutabile, nonostante le rughe del tempo. Una monotona e meravigliosa certezza che mescolata a piacere, condita con cannella e un pizzico di pan di zenzero e lucine colorate, profuma di casa e ha il sapore di famiglia.

“Sto sognando un Bianco Natale
proprio come quello che ricordo
con le cime degli alberi scintillanti
e i bambini che sono in attesa
di udire il suono dei campanelli della slitta che corre sulla neve”

Articolo di Lara Uguccioni



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Libera
Libera
1 mese fa

New York a Natale sembra un set cinematografico pieno di luci, musica, colori. È una città da sogno, non mi dispiacerebbe tornarci e magari proprio in quel magico periodo dell’anno

Veronica
2 mesi fa

Non sono mai stata a New York ma anch’io vorrei andare proprio durante le festività natalizie, credo che sia una delle cittò più magiche in questo periodo dell’anno. Decisamente un piacere leggere le tappe del vostro viaggio e sognarle!

Arianna
2 mesi fa

Mi hai fatto venire un’incredibile voglia di New York, anche io l’avevo vista in clima natalizio durante una vacanza a fine novembre, tutto brillava e rendeva ancora più bella questa città. Ho visto le decorazioni di quest’anno sono ancora più stupefacenti, bisogna rivivere questa atmosfera

Paola
2 mesi fa

Passare un Natale a New York è sicuramente un’esperienza da provare una volta nella vita! Deve essere davvero magico!

ANTONELLA MARIA MAIOCCHI

A parte quella “piccola” punta di invidia che ho provato nel saperti a New York in questo periodo mi sono goduta il tuo articolo come fossi lì. Sono stata la prima volta a NY proprio a Natale e me ne sono perdutamente innamorata tanto da eleggerla mia città del cuore. Ma cosa sono le vetrine di Sak’s quest’anno???!! Hai fatto bene a uscire alla mattina presto e godertele in solitudine. Dior si è superato con il carousel ma quelle vetrine che sono tante scene di teatro sono davvero magiche

Sara Bontempi
2 mesi fa

Saremmo dovuti andare a New York sotto le feste natalizie nel 2020, ovviamente voli cancellati e il sogno di essere in quella città, ancora più magica a Natale, è ancora vivo!

Carmela
Carmela
2 mesi fa

Ma che atmosfera che si respira dal tuo racconto lara! Mi sembrava di essere lì….aspetto il secondo capito!!

Marina
Marina
2 mesi fa

Visitai New York per la prima volta proprio nel periodo natalizio: ero una ragazzina e rimasi incantata da tutte le luci, le decorazioni, le vetrine dei grandi magazzini. Ci sono tornata a fine novembre di due anni fa e l’incanto è rimasto lo stesso!

Silvia The Food Traveler

Se penso Natale penso immediatamente a New York dalla volta che arrivata al JFK a fine novembre, appena salita sul taxi venni accolta da Jingle Bells Rock e poi da altre canzoni a tema per tutto il viaggio in macchina fino a Manhattan. Per me da allora è impossibile non pensare all’atmosfera di New York in questo periodo: è come se diventasse ancora più magica, e come sentirsi in un film, più di quanto accada normalmente. Non vedo l’ora di leggere i prossimi articoli!

Claudia
2 mesi fa

Sono stata a New York per la prima volta proprio durante le vacanze di Natale ed è proprio vero che in questo periodo la città da il meglio di sé. La mia zona preferita è il Rockeffeller Centre!

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