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Christmas is coming! Un viaggio nella leggenda di Babbo Natale

Anche quest’anno il robusto nonno vestito di una spessa giacca rossa chiusa da una grossa cintura dalla fibbia dorata, sta arrivando. Con i suoi grossi stivali neri salta atletico sulla slitta trainata dalle renne e per pura e incondizionata magia, arriva nelle case di tutti i bambini. Gli inglesi lo chiamano Father Christmas, gli americani Santa Claus, noi italiani Babbo Natale, ma la sua leggenda rimane immutata, così come il suo antico fascino. Forse non tutti sanno però che una volta l’aspetto rubicondo di Babbo Natale era molto diverso da quello che conosciamo oggi. C’è stato un tempo in cui l’omone paziente e comprensivo, dispensatore di gioia e doni, portava un vestito verde. Era raffigurato magro e allampanato e pare non fosse del tutto “buono”.

Non viaggiava su una slitta trainata da renne, ma in sella ad un cavallo candido come la neve. Arrivava non il 24 dicembre, ma qualche settimana prima, portando doni ai bambini buoni, ma sapeva anche punire quelli meno ubbidienti. Le origini della figura di Babbo Natale si perdono realmente nella notte dei tempi. Partono dal nord Europa passando per Myra in Turchia, approdano in Italia fino ad arrivare alla lontana America. Le sue origini sono più che millenarie legate alla tradizione cristiana, ma ancor prima alla mitologia greca e al culto pagano condito da un pizzico di mistero. Quello che è sicuro è che Babbo Natale rappresenta da sempre lo stupore negli occhi dei bambini, l’attesa della sorpresa, l’incarnazione della festa più amata e sentita dai popoli occidentali.

Christmas is coming! Un viaggio nella leggenda di Babbo Natale

Da ovunque sia arrivato e dovunque cerchi di andare, Babbo Natale fa parte della storia del mondo e sono sicura che sia il viaggiatore per eccellenza. E’ una leggenda antica, un simbolo di umanità, un’icona popolare. Che venga chiamato Santa Claus, San Nicola, Samiklaus o Sinterclaus, questo personaggio rappresenta tutto ciò che di buono è rimasto alla società moderna.

Un po’ Odino, un po’ San Nicola

La figura di Babbo Natale risale ad un’antica tradizione del folklore tedesco legata all’ancora più arcaica mitologia nordica. Quest’ultima è l’insieme di miti e leggende della religione pre-cristiana nei popoli germanici provenienti dai territori scandinavi della Danimarca, Norvegia e Svezia. Una leggenda narra che il potente Odino ogni anno, organizzasse una grande battuta di caccia a cui partecipavano gli dei e i guerrieri caduti. Si svolgeva nel giorno del solstizio d’inverno, intorno al 21 dicembre. Per questo motivo i bambini lasciavano vicino al camino le loro scarpe piene di carote e paglia atte a sfamare il cavallo del dio. Per ringraziarli Odino avrebbe lasciato in cambio dolci e regali.

Un’usanza questa che mi ricorda quella della calza della Befana tipica dell’Italia centro meridionale. Mentre nelle regioni del nordest dell’Italia tradizionalmente i doni li portava Santa Lucia il 13 dicembre. Con l’arrivo del Cristianesimo, la figura barbuta di Odino venne accostata a quella di San Nicola, stimato vescovo cristiano della città bizantina di Myra, in Turchia. Il santo, vissuto nel 4° secolo, era considerato il protettore dei fanciulli, si racconta infatti che abbia salvato delle ragazze dalla prostituzione e risorto dei fanciulli uccisi da un oste crudele.

Christmas is coming Un viaggio nella leggenda di Babbo Natale

dipinto di San Nicola

La leggenda cristiana di San Nicola fu tenuta in grande considerazione dal popolo olandese che scelse la figura del Santo come patrono di Amsterdam fondendo così la nuova tradizione cristiana a quella più antica pagana. San Nicola morì il 6 dicembre ed è proprio in questo giorno che gli olandesi lo celebrano ancora oggi, con una festa chiamata Sinterklaas, San Nicola.

Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, il vecchio vescovo dalla lunga barba bianca e dalla mitra rossa, viaggia sul suo magnifico cavallo, visitando le case e riempiendo le scarpe dei bambini con dolci e caramelle. Trovo magnifico come la storia di San Nicola si fondi alla perfezione con la più antica leggenda di Odino, arrivando a noi diversa, ma immutata nel significato. Sta di fatto che nei Paesi del Nord Europa, dal Belgio all’Olanda fino a Germania e Austria e al nostro Trentino Alto Adige, Santa Claus indossa ancora la divisa da vescovo.

San Nicola, il servo Ruprecht e i Krampus

L’allegoria di San Nicola ha dato origine alla tradizione di Babbo Natale, personalità nota anche fuori dal mondo cristiano. In alcune zone del nord Italia appartenenti all’ex Impero Austro-Ungarico (Trentino Alto Adige, il Friuli-Venezia Giulia e una parte della provincia di Belluno) e in altre zone del nord-est d’Europa come Austria, Baviera, Slovacchia, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria, Croazia e Liechtenstein, la figura del Santo viene accompagnata da un’entità demoniaca, il Krampus.

L’ennesima leggenda narra che in un tempo lontano, alcuni giovani per sopravvivere ai periodi di carestia che affliggevano i piccoli paesi sulle montagne, usassero travestimenti terrificanti. Ricoperti di pellicce e corna di animali, si recavano nei villaggi vicini spaventando gli abitanti per poi derubarli di cibo e viveri. Dopo qualche tempo i giovani notarono che, tra le loro fila c’era un intruso o per meglio dire, un impostore. Si trattava del Krampus, che in realtà era Satana, riconosciuto grazie ai piedi a forma di zoccolo di capra. Chiamarono San Nicola per esorcizzare il maligno e ovviamente riuscì nell’impresa. Una volta sconfitto il Diavolo, il Vescovo si fece accompagnare in processione dai ragazzi lungo le vie dei paesi per portare la buona nuova.

Foto: fantasyera.it

Christmas is coming Un viaggio nella leggenda di Babbo Natale

I giovani travestiti da demoni non si prodigavano più a razziare, ma bensì a portare doni e a punire i “bambini cattivi” con delle fruste ricavate da lunghi rami. Ciò accade anche oggi, nella festa del 6 dicembre, quando i Krampus scendono a valle dopo il tramonto portando in parata il Santo. Mentre San Nicola distribuisce caramelle, i demoni annunciano il loro arrivo con urla e campanacci; armati di verghe e catene, sono pronti a destare caos e scompiglio. A Lecco, dove il patrono è San Nicolò, i piccoli si svegliano con una mela rossa sul cuscino, mentre a Trieste e in Val Gardena San Nicola porta i regali solo ai bambini buoni.

A Tarvisio in provincia di Udine, il Krampus Bianco esce dalla foresta e guida i suoi malvagi compari verso la valle. Insieme accompagnano il Santo che esce dalla Chiesa e va per le strade della città, bussando casa per casa e chiedendo ai bambini di comportarsi bene, pena una punizione “salata”.

Un’altra personalità che vediamo accompagnare San Nicola, è il servo Knecht Ruprecht, icona del folklore della Germania del nord. Descritto come un monaco dal lungo mantello nero con una lunga barba incolta e sporca, porta con se una frusta per punire i bambini cattivi. A metà tra un Troll e un diavolo ha sicuramente un retaggio pagano. Infatti le sue origini si devono probabilmente a quei paesi protestanti dove la Riforma o Scisma ha cercato di sradicare il culto dei Santi. E’ anch’esso manifestazione del demonio simile ai Krampus e ad altre figure affini che troviamo nei paesi nord europei.: Hans Trapp in Alsazia, Pere Fouettard in Francia, Houseker in Lussemburgo.

Santa Claus nell’era moderna

L’antica tradizione riguardante Odino, fusa nella grande festa cristiana di San Nicola, giunse ai futuri Stati Uniti d’America attraverso le prime colonie olandesi, per citarne la più famosa New Amsterdam. Questa si trovava nell’attuale Manhattan a New York, per esattezza sulla punta meridionale dell’isola e fu fondata nel 1625 per gestire l’accesso al fiume Hudson. E’ stato grazie alle colonie e ai frequenti viaggi dei marinai olandesi e successivamente inglesi, tra il 1600 ed il 1700, che la figura di San Nicola giunse nel Nuovo Mondo. Venne inizialmente conosciuto con il nome olandese di Sankt Nikolaus, che  però risultò ostico alle orecchie degli abitanti del New England. Si iniziò a chiamarlo Saint Claus, che poi, per uno strano fenomeno linguistico, mutò in Santa Claus.

In America Babbo Natale era inizialmente una figura marginale, che nel corso dei secoli diventò sempre più interessante. Può sembrare incredibile ma assunse la sua forma definitiva grazie alla pubblicazione di poesia: A visit from Saint Nicholas. Era il 23 dicembre 1823 e Clement Clarke Moore, professore di letteratura, decise di pubblicare sul Sentinel di New York uno scritto per i suoi figli. A rendere così particolare questa poesia è che tra le sue righe, è descritto l’aspetto attuale di Babbo Natale. Mai fino a quel momento, qualcuno aveva rappresentato così dettagliatamente la figura di Santa Claus:

Christmas is coming Un viaggio nella leggenda di Babbo Natale

grafica tratta dal libro A visit from Saint Nicholas

“Era avvolto tutto in una pelliccia, dalla testa ai piedi,
E i suoi vestiti erano tutti sporchi di cenere e fuliggine;
Teneva appeso sulla schiena un sacco pieno di giocattoli,
tanto da sembrare un venditore ambulante in procinto di aprire l’attività:
I suoi occhi – come brillavano! Le sue fossette: che allegre,
Le sue guance erano come rose, il suo naso come una ciliegia;
La sua bocca divertita era distesa come un arco,
E la barba sul mento era bianca come la neve;
Tra i denti teneva stretta l’estremità della pipa,
E il fumo gli circondava la testa come una corona.

Aveva una faccia larga, e un pancino rotondo
Che fu subito scosso dalla sua risata, come una coppa piena di gelatina:
Era grassottello e paffuto, un vecchio elfo allegro …”

Christmas is coming! Un viaggio nella leggenda di Babbo Natale

cartolina di Natale stampata da Louis Prang

Nella poesia vengono elencati tutti i nomi delle renne che trainano la slitta e di come l’omone vestito di rosso, in un batter d’occhio, viene giù dal camino per recapitare i doni. Qui inizia la storia del Babbo Natale moderno, quello che oggi noi tutti conosciamo così bene. L’evoluzione definitiva si ha con il primo esperimento di marketing datato 1931, quando l’illustratore svedese Haddon Sundblom disegna per il famoso marchio Coca Cola l’immagine del contemporaneo Santa Claus. Immaginando quel signore paffutello descritto da Moore, Sundblom lo veste di rosso e bianco, tra l’altro i colori della Coca Cola, e lo rende umano, allegro e tanto rassicurante.

Sundblom stesso dichiarò di avere inizialmente utilizzato come modello per i lineamenti di Santa Claus, un anziano vicino di casa, rendendo così realistico quel personaggio fatato. Sicuramente con le sue pubblicità, Coca Cola ha aiutato a creare l’immagine del moderno Babbo Natale, l’uomo sorridente e paffuto con la barba bianca. E’ da precisare però che l’idea di vestire Babbo Natale di rosso non è venuta al famoso marchio. Era già stato rappresentato con un vestito rosso prima che diventasse protagonista delle campagne pubblicitarie natalizie, in particolare dal celebre fumettista politico Thomas Nast e in una cartolina di Natale stampata da Louis Prang.

cartellone pubblicitario della Coca-Cola

Christmas is coming! Un viaggio nella leggenda di Babbo Natale

Di certo Coca‑Cola ha aiutato a creare l’immagine del moderno Babbo Natale, e infatti il modo in cui la maggior parte di noi lo vede – l’uomo sorridente e paffuto con la barba bianca – viene dalla pubblicità di Coca‑Cola. Prima Babbo Natale era stato disegnato in vari modi – anche come un elfo spaventoso – ma indossava già l’abito rosso. Coca‑Cola ha introdotto questa nuova figura amichevole e umana di Babbo Natale (creata dall’illustratore Haddon Sundblom) nel dicembre 1931. (Questa foto appartiene a una pubblicità del 1931). Dal 1931 al 1964, Sundblom ha creato le campagne Coca‑Cola con Babbo Natale e quelle immagini continuano a essere usate ogni anno.” così si legge sul sito di Coca Cola Italia.

Christmas is coming Un viaggio nella leggenda di Babbo Natale

Samiklaus in Svizzera, Père Noël per i francesi, Weihnachtsmann o NiKolaus in Germania, Santa Claus nei paesi anglosassoni, comunque lo si chiami questo personaggio rimane l’icona simbolo del Natale in tutto il mondo. Tutte queste figure natalizie si differenziavano un tempo per il colore delle vesti: chi vestiva di blu, chi di nero, chi di rosso. La cosa che avevano però in comune era sempre stata la storia di San Nicola, la lunga barba bianca e il gesto del donare. Durante la Seconda Guerra Mondiale i soldati americani importarono in Europa le loro tradizioni, che presero velocemente piede anche da noi. Una di queste era proprio Santa Claus.

Ecco quindi come San Nicola, quel vecchio vescovo turco, magro e quasi ascetico, che nel Medioevo italiano abbandonò il continente a bordo delle navi che andavano a nord, portandosi dietro solo la propria fama di Protettore di bambini, dopo 1000 anni è finalmente tornato in Europa con il nome di Santa Claus. Babbo Natale per gli amici.

Articolo di Lara Uguccioni

Fonti e citazioni:
ilcorriere.it

vaticano.it
www.coca-colaitalia.it
Ph. di San Nicola e Knecht Ruprecht dal sito hulsker.blogspot.com
L’immagine vintage disegnata di Babbo Natale intento a posizionare doni davanti al camino, è della Getty Images

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Annalisa Spinosa
7 mesi fa

Ho letto il tuo articolo insieme a mia figlia, che ormai ha dieci anni ma ancora crede nel potere magico di Babbo Natale. Alcune di queste leggende io già le sapevo, lei è rimasta stupita e affascinata dalla poesia di Moore. Me l’ha fatta stampare e se l’è messa nel diario. Chissà che uso ne farà! Magari la leggerà domani in classe!

Sara Slovely.eu
7 mesi fa

Per me Babbo Natale non è mai esistito. I regali me li portava (e me li porta) sempre Sveti Miklavž, il santo più amato dai bambini sloveni! 🙂

Veronica
7 mesi fa

Molto interessante la leggenda di Odino che non conoscevo e di come Sinterklaas diventasse la vera prima festa dell’odierno Santa Claus, così come scoprire della figura del servo, che non avevo mai sentito nominare!

Mimi
7 mesi fa

Messer Babbo Natale è un signore internazionale, in fondo. Perché assegnarli un luogo di nascita? Che bello questo viaggio fra le leggende dell’origine di Babbo Natale!
In fondo, tutto il materiale mondo è casa sua e noi, grandi o piccoli, lo aspettiamo sempre, sotto qualsiasi veste e nel me!

Un bellissimo articolo! Complimenti 🧑‍🎄

Elena
7 mesi fa

Più o meno conoscevo la storia di Babbo Natale. Diciamo che ero a conoscenza del fatto che le sue origini sono nordiche e che i suoi abiti originariamente non erano rossi, ma verdi. Sapevo anche che il primo Babbo Natale rosso non è associato alla Coca Cola, come molti credono. Articolo interessante sulla storia di Babbo Natale.

Eliana
7 mesi fa

Babbo Natale è stato un mio mito quando ero bimba: preparavo sempre latte e biscotti così che potesse rifocillarsi durante i suoi spostamenti con le renne e, puntualmente, il giorno del 25 la tazza era vuota e una volta mi ha anche lasciato una lettera scritta con pennarello d’argento per ringraziamento!
Che delusione quando mio padre mi confessò che in realtà erano lui e la mamma che avevano architettato tutto, da quel momento il Natale fu meno magico, lo ammetto.

La Kry
7 mesi fa

Sono ancora (almeno nell’animo) una bambina della zona “Santa Lucia” quindi cosa vuoi che sia un Krampus per me che sono abituata a una tizia che ti arriva alla tua finestra a dorso d’asino e con in mano un piatto su cui trasporta i suoi occhi cavati dalle orbite? E poi c’è chi dice che i bambini non devono guardare i film horror…
A parte questo mi viene da dire che Babbo Natale alla fine sia un perfetto specchio dei tempi: prendi un magro immigrato turco, lascialo negli USA per qualche decennio a bere solo Coca Cola e vedi di che taglia te lo rimandano!😂🤣

Paola
7 mesi fa
Rispondi a  lara_uguccioni

Comunque non conoscevo nel dettaglio la leggenda di Babbo Natale, ma che belli tutti i giri che fanno questi personaggi!

Sara Bontempi
Sara Bontempi
7 mesi fa

Articolo davvero favoloso, magico da leggere in questo periodo e soprattutto scoprire cose alla mia età che non conoscevo sulla leggenda di Babbo Natale!

Libera
Libera
7 mesi fa

La figura del Krampus l’ho scoperta di recente quando ho visto moltiplicarsi i video che riprendono gli avvistamenti di persone mascherate da caproni, nel nord-est d’Italia. Mi sono subito incuriosita e ho cercato di saperne di più perché non conoscevo questa tradizione natalizia.

Annalisa Spinosa
7 mesi fa

Che articolo meraviglioso, da leggere insieme ai bambini per far conoscere loro le tante leggende legate al Natale e al personaggio più famoso del mondo. Molte di queste erano sconosciute anche a me!

Arianna
7 mesi fa
Rispondi a  lara_uguccioni

Conoscevo un po’ la storia di Babbo Natale ma tu mi hai fornito tanti approfondimenti di una delle figure sempre mitiche per grandi e piccini

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