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Luoghi del mistero,  Si fa per parlare

Misteri e fantasmi in un Inquietante Road Trip in America

Indice

Immagina di essere al volante, il crepuscolo che cala lento mentre attraversi le strade polverose d’America, con solo la radio che emette deboli interferenze e il fruscio del vento tra gli alberi. Ti avventuri in luoghi che sembrano usciti da una vecchia leggenda raccontata attorno a un falò: hotel infestati, carceri abbandonate, e case vittoriane che scricchiolano sotto il peso dei secoli. E dei loro fantasmi. Questo non è solo un road trip, è una discesa nei segreti più oscuri d’America, dove i racconti spaventosi non sono solo storie. Prepara la mappa, perché in questo viaggio non visiterai solo posti da brivido, ma scoprirai anche che l’ironia è la migliore arma per affrontare l’ignoto. Che il tuo “spooky road trip” abbia inizio!

La strega di Joshua Ward House – Salem, MA

La Joshua Ward House di Salem, Massachusetts, è uno di quei luoghi di cui si parla solo sottovoce e la si osserva con sguardi nervosi. Situata al 148 di Washington Street, questa villa in stile Federal del XIX secolo è oggi la sede della Higginson Book Company e della Carlson Realty e per fortuna, la sua inquietante reputazione di casa infestata è riservata solo a pochi eletti: dipendenti e rarissimi investigatori del paranormale che ottengono il permesso di entrare. Ma coloro che hanno avuto la sfortuna di mettere piede dentro queste mura sono spesso tornati con storie raccapriccianti da raccontare. Tra i fenomeni più spaventosi vi sono candele che volano dagli scaffali, lamenti agghiaccianti di un bambino e, peggio ancora, la sensazione improvvisa di mani invisibili che stringono la gola. E stringono sempre di più.

La Joshua Ward House non è un luogo per i deboli di cuore e forse è meglio che i turisti possano solo osservarla dall’esterno. Anche i più coraggiosi sanno che nessuno è pronto per incontrare “lo Strangolatore” e chiunque entri potrebbe trovarsi faccia a faccia con questa sinistra entità sovrannaturale. Le radici di questo edificio affondano nell’anno 1784, quando fu costruito per il ricco mercante marittimo Joshua Ward, ma il suo terreno ha una storia ancora più oscura. Prima della costruzione, qui sorgeva la casa di George Corwin, noto sceriffo dei famigerati processi alle streghe di Salem di cui ho tanto parlato. Corwin, soprannominato “lo Strangolatore” per i suoi metodi brutali di interrogatorio, è il responsabile della morte di diverse donne innocenti durante quella famosa estate orribile.

A soli venticinque anni fu nominato Alto Sceriffo durante i famigerati processi del 1692, una carica che molti attribuiscono al nepotismo, data la sua stretta parentela con figure influenti come i giudici Jonathan Corwin e Wait Winthrop e il suo legame matrimoniale con il giudice Bartholomew Gedney. In qualità di sceriffo, il giovane aveva il compito di scortare i condannati dalla prigione al luogo dell’esecuzione, Proctor’s Ledge, su Gallows Hill, ma uno dei suoi compiti più controversi era la confisca dei beni dei prigionieri. Sebbene la legge inglese dell’epoca non permettesse il sequestro delle terre, Corwin aveva il diritto di requisire beni mobili come bestiame, attrezzature domestiche e gioielli, il tutto per pagare le spese carcerarie e, teoricamente, sostenere le famiglie dei condannati.

Tuttavia lui abusò spesso di questo potere, come nel caso di John Proctor, di cui vendette parte del bestiame e macellò il resto per inviarlo nelle Indie Occidentali, un gesto che contribuì alla sinistra fama di spietato burocrate. È proprio la sua inquietante figura a infestare oggi la Joshua Ward House, con apparizioni spettrali e strane sensazioni di soffocamento che sembrano rievocare le sue cruente esecuzioni. Tuttavia, Corwin non è l’unico fantasma che si dice infesti la dimora. Un’altra presenza spesso avvertita è quella di una donna, forse una delle streghe condannate dallo stesso strangolatore. Ma fu negli anni ’80, quando la Carlson Realty fece della casa il suo quartier generale, che la gente iniziò a scoprire alcuni eventi infestati.

Le porte si chiudevano da sole, gli oggetti si muovevano, le luci si accendevano e spegnevano e gli allarmi antifurto suonavano continuamente. L’attività paranormale più raccapricciante che si sia verificata lì è stata l’apparizione di due donne. Una di loro è una vecchia signora seduta accanto al fuoco e l’altra è una donna più giovane che si aggira al piano di sopra. Si ritiene che queste entità siano due delle donne brutalmente assassinate da Corwin. Negli anni ’90, un uomo di nome Dale Lewinski ne catturò una su pellicola, mentre cercava di scattare una foto allo staff della Carlson Realty. Da allora, molte persone affermano di averla vista vagare per la casa, in particolare al piano superiore.

Che si tratti di una vendetta ultraterrena o di un’inquietante coincidenza, la Joshua Ward House rimane un luogo dove il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti è più sottile di quanto si possa immaginare.

Orrore ad Amityville – Long Island, NY

Sono sempre stata, fin da bambina, una grande fan del paranormale e di tutto ciò che è spettrale. Voglio dire, chi non ama una bella storia da brivido? Soprattutto quelle leggende metropolitane che fanno rabbrividire anche il più scettico. Ogni città ne ha una e, quando ero piccola, mia mamma le sapeva raccontare molto bene. C’è sempre quella casa abbandonata in fondo alla strada che si dice sia infestata, la donna fantasma avvistata sul ciglio di una stradina, o le misteriose luci che appaiono improvvisamente sul lago di un luogo sconosciuto ai più. Per me, però, la consapevolezza del brivido allo stato puro è iniziata con un film che mi ha letteralmente tolto il sonno. Ambientato al 112 Ocean Avenue, nella tranquilla cittadina di Amityville, stato di New York, ha suscitato in me da subito, una truce curiosità.

Sì, sto parlando proprio di The Amityville Horror. La storia di questa imponente casa coloniale olandese è ormai leggendaria tra gli amanti dell’horror e gli appassionati di paranormale. Tutto cominciò con una tragedia terribile: nel 1974, un giovane padre di nome Ronald DeFeo Jr. sterminò brutalmente tutta la sua famiglia all’interno di quelle mura. Disse che sentiva delle voci che lo portarono a fare quel gesto estremo. Un episodio talmente agghiacciante che, come c’era da aspettarsi, finì per alimentare un bestseller scritto da Jay Anson nel 1977, vendendo più di 10 milioni di copie. Come ogni buona storia horror che si rispetti, non poteva mancare un film: due anni dopo arrivò nelle sale l’adattamento cinematografico con un cast stellare, tra cui James Brolin, Margot Kidder e Rod Steiger.

Con un incasso di oltre 86 milioni di dollari, il film diventò uno dei maggiori successi del 1979, al punto da generare un remake nel 2005, questa volta con Ryan Reynolds; sì, proprio lui, con tanto di addominali scolpiti anche in una casa infestata!

Ma mentre il franchise di Amityville Horror ha incassato milioni e spaventato generazioni, la vera domanda rimane: è tutto vero o è solo una grande e spettrale finzione? Forse, come in ogni buona leggenda, la verità è nascosta da qualche parte tra le ombre.

Dopo la strage dei DeFeo, la casa al 112 Ocean Avenue non rimase vuota per molto. Nel dicembre del 1975, la famiglia Lutz decise di trasferirsi, sperando di trovare il loro angolo di pace. O forse no. Appena 28 giorni dopo, scapparono a gambe levate, sostenendo di essere stati tormentati da presenze oscure. Tra porte che sbattevano da sole, strane voci che sussurravano minacce e una melma verde che colava dai muri (sì, proprio come in un film horror anni ’80), la casa divenne rapidamente il sinonimo di “non facciamoci un giro qui”. E, come se non bastasse, anche il padre di famiglia George Lutz iniziò a svegliarsi ogni notte esattamente alle 3:15, l’ora in cui si pensa siano avvenuti gli omicidi dei DeFeo. Coincidenza? Certo, se ci credi.

Quando si parla di attività paranormali, non potevano certo mancare Ed e Lorraine Warren, i famosi demonologi e cacciatori di fantasmi. I due furono chiamati ad indagare su quello che stava succedendo nella casa di Amityville. Tra crocifissi capovolti, temperature che crollavano misteriosamente e fotografie che mostravano inquietanti sagome di bambini spettrali, i Warren dichiararono che la casa era infestata da una forza malvagia. Anche se Lorraine ebbe la sensazione che l’intera proprietà fosse “permeata dal male”, qualcuno potrebbe dire che fosse solo una casa un po’ fuori moda con una pessima reputazione immobiliare. Del resto, chi non ha mai avuto un vicino rumoroso dall’aldilà?

la casa di Amityville ha subito diversi interventi estetici nel corso degli anni per cercare di allontanare la sua famigerata immagine associata agli eventi tragici e paranormali. Tra le modifiche più evidenti c’è stata la rimozione delle iconiche finestre ad “occhio” sulla facciata superiore, che erano una delle caratteristiche più riconoscibili nel film e nella storia originale. Queste finestre erano diventate un simbolo inquietante per chiunque associava la casa agli eventi spettrali. Oltre a questo, la dimora è stata riverniciata e modificata in vari dettagli esterni per farla sembrare più simile a una normale abitazione residenziale. Anche il numero civico è stato cambiato per dissuadere i curiosi e i turisti dell’horror dal cercare la casa.

Nonostante questi cambiamenti, la casa continua a essere un’attrazione leggendaria per gli appassionati di storie paranormali, anche se il nuovo aspetto cerca di mascherare il suo oscuro passato.

Ohio University – Athens, OH

Con Halloween che si avvicina a grandi passi, quale occasione migliore per immergerci nell’atmosfera spettrale e fare un giro all’Ohio University? Questo campus non è solo famoso per l’istruzione, ma anche per i suoi abitanti ultraterreni. Secondo alcuni, è uno dei luoghi più infestati al mondo e le storie di fantasmi che circondano l’università provengono in gran parte dall’ex Athens Lunatic Asylum. Aperto nel 1874, l’istituto psichiatrico divenne presto sovraffollato e le voci sui trattamenti disumani inflitti ai pazienti iniziarono a circolare. Tra queste storie c’è quella di Margaret Schilling, una paziente scomparsa misteriosamente nel dicembre del 1978 e ritrovata solo un mese dopo, ormai senza vita. Athens Lunatic Asylum fu chiuso nel tempo, ma l’edificio non fu completamente dismesso fino al 1993.

Durante il periodo della scomparsa di Margaret Schilling nel 1978, l’ospedale era ancora in funzione, anche se alcune ali dell’istituto erano già state chiuse o dismesse. Il suo corpo fu scoperto settimane dopo in un’ala inutilizzata dell’edificio e l’impronta lasciata dai suoi capelli e dal vestito, è ancora visibile sul pavimento, nonostante i numerosi tentativi di pulizia. Che sia solo una macchia o un messaggio dall’aldilà? Non lo sapremo mai. Ma Margaret non è l’unica a far tremare gli studenti dell’Ohio University. L’intero campus è popolato da spettri, ognuno con una storia inquietante. Alla Brown House, un altro edificio del college, si sentono ancora i suoni di bambini che giocano in una piscina da tempo smantellata.

Se questo non dovesse bastare, si può sempre fare un salto alla Jefferson Hall, dove spesso si ode il suono di centinaia di biglie che rotolano sul pavimento, nonostante nessuno le abbia mai viste.

E per i più sportivi, la leggenda narra che un’intera squadra di basket femminile (e in alcune versioni, maschile) infesti il corridoio tra la Washington Hall e la Read Hall. Ma gli scherzi paranormali non finiscono qui. Alla Bush Hall, un poltergeist si diverte a giocare con i rubinetti e a spegnere le luci, in stile Mirtilla Malcontenta, giusto per far sapere chi comanda. Non dimentichiamo ovviamente la Shively Hall, dove negli anni ’70 una studentessa coinvolta in rituali misteriosi iniziò a sentire strane forze che la trascinavano verso il Hanning Cemetery. Saranno stati solo brutti sogni. O forse no?

Il campus è pieno di posti dove si può incontrare un residente deceduto da tempo, dalla Voigt Hall alla Wilson Hall e ogni angolo sembra nascondere una nuova storia spaventosa. Se ti senti abbastanza coraggioso da visitare The Ridges, il vecchio manicomio ora parte dell’università, potresti fare un giro al Kennedy Museum of Art o passeggiare tra gli edifici. E se senti urla disincarnate o maniglie delle porte che si agitano senza motivo, non c’è bisogno di preoccuparsi. Probabilmente è solo Margaret Schilling, che continua a giocare il suo eterno nascondino. Buona fortuna e buon Halloween!

La leggenda di Myrtles Plantation – St. Francisville, LA

Giusto qualche settimana fa sono venuta a conoscenza di una storia a cui ancora penso. Mi è infatti capitato di guardare un documentario che parlava di un luogo particolarmente inquietante: la Myrtles Plantation, a St. Francisville, Louisiana. Immersa nel profondo sud degli Stati Uniti, la storica piantagione sembra uscita da un film. Una maestosa veranda, con dettagli blu petrolio negli infissi e 20 stanze a comporre il corpo centrale. Ma, come spesso accade, dietro la bellezza si nasconde una storia tutt’altro che idilliaca. Costruita su un terreno che ha visto secoli di brutalità e sofferenza, la piantagione è oggi conosciuta non solo per la sua architettura, ma per i numerosi racconti di fantasmi e presenze spettrali che la avvolgono.

Fondata come piantagione, la Myrtles vide schiere di schiavi costretti a lavorare sotto il sole cocente del sud. Tra questi c’era Chloe, una giovane schiava che subì terribili abusi da parte del padrone, il giudice Clarke Woodruff. Dopo essere stata mutilata come punizione per aver origliato una conversazione, Chloe cercò vendetta avvelenando un dolce destinato alla famiglia Woodruff. Tuttavia, il suo piano fallì tragicamente e anche se non voleva uccidere nessuno, condusse alla morte la moglie del giudice e i loro due figli. Gli altri schiavi, temendo ripercussioni, presero Chloe e la impiccarono, lanciando poi il suo corpo appesantito dalle rocce nel fiume Mississippi. Da allora, si dice che Chloe non abbia mai lasciato la piantagione. Lo spettro vaga indisturbato, con il turbante verde che era solita indossare per coprire l’orecchio mancante.

Oggi, la piantagione è stata trasformata in un bed and breakfast, ma gli eventi inspiegabili continuano a turbare chi vi soggiorna. Molti ospiti affermano di aver visto l’apparizione di una giovane ragazza con un turbante verde che si aggira per la proprietà. Uno dei fatti più famosi riguarda una foto scattata nel 1992: mentre veniva immortalata la facciata per un’assicurazione, un’ombra misteriosa, apparentemente umana, comparve nell’immagine sviluppata. Nessuno era presente in quel punto al momento dello scatto e la figura è stata rapidamente identificata come lo spirito di Chloe. All’interno della casa, gli episodi paranormali non si fermano mai. In un antico specchio, situato proprio nel grande corridoio vicino alla sala da pranzo, alcuni visitatori riferiscono di aver visto apparire i volti dei figli dei Woodruff.

E come se non bastasse, non importa quante volte lo specchio venga riparato o rinnovato: impronte di mani continuano a riapparire, come se gli spiriti rifiutassero di essere dimenticati. Con Halloween alle porte, la Myrtles Plantation è sicuramente uno dei luoghi perfetti per entrare nel giusto spirito (in tutti i sensi). Non solo è considerata una delle case più infestate d’America, ma le storie che circondano questa dimora ci trasportano direttamente in un’atmosfera inquietante e piena di mistero. Voglio davvero passare una notte qui? Molti lo fanno e forse Chloe potrebbe farmi compagnia.

Lo Stanley Hotel e la stanza 217 – Estes Park, CO

Siamo racconto che ho lasciato volutamente per ultimo perchè IO ADORO STEPHEN KING. Pochi luoghi riescono ad evocare l’atmosfera di altri tempi come lo Stanley Hotel, situato nel cuore delle Montagne Rocciose a Estes Park, Colorado. La sua imponente struttura, con una vista mozzafiato sulla valle circostante, è avvolta da un tangibile fascino senza tempo. Questo luogo, che sembra essere uscito da un romanzo d’epoca, ha una storia ricca di eventi inspiegabili e, come spesso accade, le sue stanze riecheggiano di racconti e di presenze spettrali. Ma a renderlo celebre è il legame che l’hotel ha con l’autore Stephen King e il suo iconico romanzo Shining.

Una connessione che ha trasformato lo Stanley da tranquillo rifugio di montagna in uno dei luoghi più famosi tra gli amanti dell’horror.

La storia dello Stanley Hotel iniziò nel 1909, quando Freelan Oscar Stanley, un inventore afflitto da tubercolosi, si recò nella valle di Estes per curarsi grazie all’aria fresca di montagna Con sorpresa, dopo solo un’estate in quei luoghi, la sua salute migliorò notevolmente, così, con sua moglie Flora, decise di costruire un hotel che combinasse lusso e opulenza edoardiana. Questo era uno stile tipico delle strutture della costa orientale e del New England, ma qui sarebbe stato immerso nella natura selvaggia del West. Il risultato fu una dimora imponente, che lasciava i visitatori senza fiato: un palazzo dotato di elettricità, telefoni, bagni moderni e uno staff impeccabile, il tutto in un ambiente che trasudava eleganza e comfort.

Per decenni, lo Stanley Hotel è stato una meta esclusiva per la classe benestante, offrendo una pausa rigenerante dalla frenesia delle città della costa orientale. Tuttavia, intorno al 1970, l’hotel cadde in rovina a causa della mancanza di investimenti e della scarsa manutenzione, rischiando di essere demolito. Ed è proprio qui, che entra (magicamente?) in scena Stephen King. Nel 1974, King e sua moglie Tabitha, decisero di trascorrere un fine settimana lontano dai figli e si ritrovarono allo Stanley Hotel durante il suo ultimo giorno di apertura stagionale. Con il vento che fischiava tra le finestre vuote, i King erano gli unici ospiti dell’intero hotel. Quella notte, lo zio King ebbe un incubo vivido: un tubo antincendio che prendeva vita e inseguiva suo figlio urlante lungo i corridoi deserti dell’hotel. Al risveglio, l’idea per Shining era già delineata nella sua mente.

Ma non sono solo i sogni di King a rendere lo Stanley Hotel un luogo da brivido. Molti eventi paranormali erano stati segnalati ben prima che King vi mettesse piede, specialmente nella famigerata Stanza 217 dove, una perdita di gas, aveva causato un’esplosione anni prima, provocando una serie di apparizioni misteriose. Oggi, lo Stanley non è solo una meta turistica, ma un’icona dell’horror, che attira curiosi e appassionati di paranormale da ogni parte del mondo. Tra antiche leggende e moderni incubi, l’atmosfera di questo hotel continua a ispirare timore e fascino, specialmente ora che la notte più paurosa dell’anno si avvicina e l’aria si fa più spessa di storie inquietanti.

Una reputazione “creepy”

Torniamo al passato perchè una storia “creepy” fa dell’hotel un luogo sinistro e adatto ai ghost tour che oggi si tengono tra queste mura. Uno degli episodi più famosi riguarda la Stanza 217. Qui, nel 1911, la governante Elizabeth Wilson, entrò con una candela accesa, scatenando una terribile esplosione causata da una fuga di gas. Miracolosamente Elizabeth sopravvisse, lanciata dall’ingresso della stanza fino alla sala da pranzo al piano inferiore. Non tutti furono così fortunati però e si racconta che addirittura una vasca da bagno volò in aria durante l’esplosione. Dopo essersi risvegliata dal coma, Elizabeth tornò a lavorare all’hotel nel 1913 e vi rimase fino al 1950, ma secondo molti, la sua presenza non ha mai lasciato lo Stanley.

Infatti, ci sono numerose testimonianze di ospiti che affermano di aver incontrato il suo spirito, descritto più come un’entità benevola che spaventosa. Pare che Elizabeth sia molto ordinata: diverse persone raccontano di essersi svegliate con la stanza più pulita di come l’avevano lasciata, con i vestiti piegati e le valigie sistemate. In un caso particolarmente bizzarro, una coppia disse che il letto fu rifatto, con loro ancora dentro. Tuttavia gli ospiti non sposati hanno spesso segnalato la presenza di una strana figura che si unisce a loro nel letto, facendo calare una gelida atmosfera. Il vecchio hotel, con la sua inquietante reputazione, è anche noto per altre presenze. Freelan Oscar Stanley, morto nel 1940, sembra ancora aggirarsi per i saloni, soprattutto nel bar e nella sala biliardo.

Anche sua moglie Flora ha lasciato il segno: si dice che le piace ancora dilettarsi al pianoforte della hall e spesso i visitatori possono udire il tintinnio delle sue note nei corridoi vuoti.

Ma non sono solo i proprietari del passato a infestare il luogo. Il quarto piano è famoso per i suoni di bambini che ridono e giocano nel corridoio, ma quando si va a controllare ovviamente non si trova nessuno. Nel 2021, una guida dell’hotel ha raccontato di essersi sentita improvvisamente male proprio su quel piano, aggiungendo un altro tassello alla collezione di storie inquietanti legate a questo luogo. A rendere lo Stanley Hotel ancora più intrigante sono i suoi angoli più nascosti, come il cimitero degli animali, dove sono sepolti gli animali dei proprietari, tra cui Cassie, un golden retriever che, secondo alcuni, continua a consegnare giornali e a graffiare le porte, nonostante sia morto da anni.

Sotto l’hotel, invece, si estende una rete di caverne utilizzate un tempo dallo staff per muoversi senza essere visti dagli ospiti. Anche in queste caverne, però, si narra di attività paranormali: molti segnalano l’odore di dolci appena sfornati, attribuendo la cosa allo spirito di un vecchio pasticcere. Nel ghost tour che si tiene all’hotel questa zona non è solo visitabile, ma è la più richiesta. Nonostante le presenze spettrali, lo Stanley Hotel rimane una destinazione affascinante e bellissima da visitare. Ma se deciderò mai di soggiornare qui, devo prepararmi al fatto che potrei ritrovarmi protagonista di un’esperienza paranormale. Sicuramente non sarò abbastanza coraggiosa da dormire al quarto piano, dove le probabilità di incontrare qualcosa di inspiegabile sono, o almeno dicono, piuttosto alte.

Vi lascio qui il link del tour notturno, non si sa mai che a qualcuno venga la malsana idea di andare a farci un giretto! https://www.stanleyhotel.com/nighttour.html

Una Conclusione da Brividi (e da Scrivere)

Concludendo questo piccolo e inquietante viaggio tra hotel infestati, case maledette e piantagioni abitate da spiriti inquieti, non posso fare a meno di pensare che, come viaggiatrice e appassionata di storie paranormali, ci sia qualcosa di profondamente affascinante nell’immergersi nei misteri del passato. Questi luoghi americani ci ricordano che, per quanto possiamo tentare di controllare il mondo attorno a noi, ci sono forze, o forse soltanto vecchie leggende che si rifiutano di morire, che scivolano tra le crepe della nostra realtà. Scrivere e raccontare storie è sempre stato il mio modo di dare forma ai mondi che visito, di catturare l’essenza dei luoghi e trasportare i lettori nelle atmosfere che mi circondano. Ma devo ammettere, c’è un fascino speciale quando, tra le righe, si nascondono misteri e presenze spettrali.

Forse è l’idea che il passato non sia mai davvero sepolto, che ci sia sempre qualcosa che sfugge alla nostra comprensione e che possiamo percepire solo se prestiamo abbastanza attenzione. E quando ci sono fantasmi coinvolti, beh, scrivere diventa ancora più intrigante, come se ogni parola potesse evocare una storia dimenticata o risvegliare un’ombra dal suo lungo sonno. Mentre Halloween si avvicina, mi sembra giusto dirvi: viaggiate, esplorate, ma non dimenticate di guardare dietro le vostre spalle. Si sa mai cosa potreste vedere… o sentire!

Articolo di Lara Uguccioni

Photo credits:

  • Joshua Ward House:
    1. www.artandhome.net/haunted-house-tour/
    3. la foto del fantasma è ovunque sul web
  • Amityville House:
    1. Dal film “Amytiville Horror” foto di scena che ritrae i coniugi De Feo davanti alla casa, presa dal sito MYMovies.it
    2. Fotogramma estratto da un documentario su YouTube
    3. le foto della casa “prima e dopo” sono di Getty Images
  • Ohio College:
    1. Foto di Margaret Schilling dal sito collegeboundadvantage.com
  • Myrtles Plantation:
    1. Foto della casa vista di fronte da wikipedia.com
    2. Foto del famigerato specchio dal sito del magazine thewestsidejournal.com
  • Stanley Hotel:
    1. Foto dal sito worldculture.it
    2. Foto da Instagram di ares415
    3. Foto da Reddit.com di r/OldPhotosInRealLife
    4. La famigerata stanza 217 – foto da Tipadvisor.com

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gianni
gianni
1 anno fa

molto interessante e affascinante

La Kry
La Kry
1 anno fa

Sia chiaro: ho letto l’articolo con la mappa alla mano per segnarmi tutto!
Adorerei incontrare il dispettoso fantasma di Margaret/Mirtilla mentre invece, per quanto riguarda l’albergo di Shining, preferirei visitare il Timberline Lodge per un fattore puramente estetico!

Zelda
Zelda
1 anno fa

Sono affascinata dai luoghi infestati in America e mi sono ripromessa di dedicare un road trip proprio a questo tema. Ho anche sentito parlare di una strada dove le persone scompaiono misteriosamente… chissà cosa accade davvero!

Eliana
Eliana
1 anno fa

Ammetto di non credere al paranormale ma comunque personalmente non amo particolarmente i luoghi dove ci sono fantasmi e spiriti particolari. Ammetto però che tutto ciò ha sicuramente un fascino folkloristico e che quindi questo possa attirare moltissime persone.

Annalisa Trevaligie|Travelblog
Annalisa Trevaligie|Travelblog
1 anno fa

Pane per i miei denti! Come te sono sempre stata appassionata di paranormale, e negli anni ho maturato la consapevolezza che bisogna temere più gli esseri umani che gli ectoplasmi!! Ragion per cui io non avrei certo timore ad entrare in queste dimore infestate, anzi…. i poltergeist sono la mia passione e credo che anche qui, aoltre ai fantasmi, ce ne siano un bel po!

Silvia The Food Traveler
Silvia The Food Traveler
1 anno fa

Anche io come te trovo molto affascinanti le storie di questo tipo. Da un lato sono molto razionale e cerco di convincermi del fatto che queste cose non possano succedere davvero… ma poi mi lascio trasportare dalla fantasia. Ho divorato queste storie, tutte spaventose, ma in particolare la parte dedicata ad Amityville l’ho trovata super creepy. Sai che ero in ufficio da sola, e l’immagine dei bambini spettrali mi ha fatto venire la pelle d’oca!

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