Scozia

Edimburgo, una passeggiata nel cimitero di Greyfriars

Nel cuore della città vecchia, nascosto da palazzi di mattoni scuri, c’è il vecchio cimitero di Greyfriars, uno dei luoghi più frequentati di Edimburgo. La sua storia è un insieme di leggende e fatti veramente accaduti che lo portano ad essere amato e visitato in ogni periodo dell’anno. Questo luogo, sorto nel 1561, è un Kirkyard, cioè un’antica tipologia di cimitero scozzese dove gli esponenti delle classi più alte venivano seppelliti di fianco ad una chiesa (kirk).

Il Greyfriars prende il nome dall’ex convento francescano del sito, i cui frati (friars) indossavano proprio abiti grigi (grey). La comunità francescana di Edimburgo fu sciolta a metà del XVI secolo, lo stesso periodo in cui venne costruita la chiesa che si erge tra queste tombe. Fu scelto questo terreno, perché il cimitero vicino di Saint Giles, era ormai pieno e perchè i frati, come è noto, sono da sempre sinonimo di accoglienza. Essendo la terra consacrata e di loro proprietà, qui è stato possibile seppellire anche assassini, fuorilegge e tutti coloro che avevano avuto problemi con la giustizia e l’onore.

Il Greyfiars è stato voluto ed eretto dai Covenanters, un movimento politico e religioso (protestante) nato in Scozia nel 1600. Proprio costoro ebbero la necessità di seppellire i loro compagni, morti nelle tante battaglie religiose. E’ possibile visitare il Greyfriars di notte e di giorno passeggiando come fossimo in un grande giardino. Le vecchie lapidi costellano il prato di erba verdissima e ci si può soffermare a scoprire le tante storie che lo caratterizzano.

Il cimitero, a ridosso delle case del centro

La storia di Bobby

Appena si entra è impossibile non notare una lapide piena di pupazzi e fiori freschi. E’ la tomba di Bobby, un cagnolino di razza Skye Terrier che quando il suo padrone morì, rimase a fare la guardia alla tomba per ben 14 anni. La lapide di Bobby all’ingresso è stata eretta dalla Dog Aid Society nel 1981, non lontano dalla tomba del suo padrone. La statua del cane, invece, si trova di fronte al cancello del cimitero, all’incrocio tra George IV Bridge e Candlemaker Row, proprio davanti al pub che prende il suo nome.

La sua è una storia commovente, d’altri tempi, che parla di un amore fedele. Bobby apparteneva al poliziotto John Gray e i due furono inseparabili per quasi due anni fino a quando John morì di tubercolosi nel 1858. Il piccolo Bobby, rimasto solo, sopravvisse al suo padrone per ben 14 anni e trascorse tutto il resto dei suoi giorni, facendo la guardia alla tomba di John. Si allontanava solo per mangiare al ristorante a pochi metri dal cancello d’ingresso e pare passasse i freddi inverni, nelle case dei vicini.

Nel 1867 quando ad Edimburgo fu disposto che i cani randagi avrebbero dovuto essere abbattuti, Sir William Chambers, direttore della Società Scozzese per la Prevenzione della Crudeltà sugli Animali, pagò per avere la proprietà di Bobby, assumendosi la responsabilità del cane davanti al consiglio cittadino. Bobby morì nel 1872. Non lo si potè seppellire nel cimitero in quanto terra consacrata, fu così sepolto sotto il South Bridge, a pochi metri dalla tomba del padrone. La lapide deposta a Greyfriars è commemorativa, in onore del piccolo Bobby, la mascotte della gente di Edimburgo.

Edimburgo Greyfriars

Per gli appassionati di Harry Potter

Passeggiando in una mattina di metà luglio, tra le lapidi addossate al muro di cinta, ho visto un drappello di persone che scattavano foto ad una incisione antica. Ovviamente mi sono fermata a chiedere cosa ci fosse di così fantastico, perchè può sembrare strano, ma in quel momento non sapevo di star guardando la tomba di Thomas Riddell!

Nella saga di Harry Potter Tom Riddle è il vero nome di “tu sai chi”, cioè lo spietato Lord Voldemort, il principale antagonista di Harry in questa famosissima serie letteraria.

Ebbene sì, quando sono entrata al Greyfriars per curiosare tra la storia e i fatti soprannaturali che avvengono all’interno di questo cimitero, ho lasciato da parte “l’altra storia”, quella che riguarda la saga del mago più famoso del secolo: Harry Potter. E dire che sono una sua grande fan! Ovviamente ho rimediato subito e sono andata in cerca dei vari luoghi e nomi che ispirarono la mitica J.K. Rowling proprio tra le lapidi di questo antico cimitero.

Forse non tutti sanno che il Platano Picchiatore, (nel libro originale è un salice) piantato nella  Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts per coprire l’ingresso ad un passaggio segreto, è proprio qui! La Rowling, solita passeggiare tra le tombe di questo luogo, trasse spunto dagli antichi alberi per crearne il personaggio.

Edimburgo Greyfriars

Ma ovviamente i rimandi alla saga del maghetto non finiscono qui. Continuando a passeggiare si incontra la tomba di un certo McGonagall, Il cognome sulla lapide richiama quello di Minerva McGonagall, la professoressa McGranitt nella traduzione italiana. Appena oltre si trovano le porte che conducono alla George Heriot School, che pare abbia ispirato le quattro casate Hogwarts. E ancora: nascosta in una parte del Greyfriars c’è una lapide dal nome inconfondibile: Elizabeth Moodie. Senza dubbio ispirò la scrittrice per il nome di Alastor Mad-Eye o Alastor Moody . Anche se la Rowling non ha mai confermato di aver tratto ispirazione dal Greyfriars se non per il nome di Riddle, noi romantici del fantasy, siamo sicuri che sia stato proprio questo posto ad ispirarla. Anche nel creare Godric’s Hollow, l’eterno luogo di riposo dei signori Potter.

Edimburgo Greyfriars

I Covenanters

E’ la mia seconda volta ad Edimburgo. Il vento soffia forte tra le vecchie lapidi a terra. E’ il 31 ottobre, Ognissanti ed io non posso che essere qui a godermi l’atmosfera del giorno più “pauroso” dell’anno. E’ il momento giusto per dedicarmi alla ricerca dei luoghi che sancirono una storia vera, che parla di ribellione, di morte e di fantasmi. Ma partiamo dall’inizio…

Nel 1600 la Scozia era dilaniata da sanguinose lotte religiose. I cittadini non accettavano la decisione del re Carlo I di introdurre nel paese la fede anglicana intenta ad uniformare l’intera Gran Bretagna. Fu così che il 28 febbraio del 1638, all’interno della chiesa di Greyfriars, gli attivisti religiosi chiamati Covenaters, si riunirono per stipulare il “National Covenant”. Il Patto Nazionale voleva imporre al re di mantenere il credo religioso protestante in Scozia. Non essendo mai stato ufficializzato, fu visto al tempo, solo come segno di protesta e ribellione. Inizialmente i Covenanters ebbero la meglio, ma passati gli anni, Carlo II figlio del precedente re, adottò un atteggiamento duro nei confronti dei ribelli e nel 1679 li sconfisse definitivamente nella battaglia chiamata Bothwell Brig o Bridge.

Edimburgo Greyfriars

Da quel momento cominciò un periodo buio per la storia della Scozia, chiamato killing time. Dopo la sconfitta in battaglia, 1200 rivoltosi, firmatari del patto, furono incarcerati, torturati e uccisi proprio all’interno del Greyfriars. Covenanter’s Prison, questo è il nome che prende la parte del cimitero dedicata alla prigionia a cielo aperto di queste persone, lasciate alle intemperie in attesa di giurare fedeltà al re. Questo non avvenne mai: tutti i 1200 morirono, chi deportati, chi morti di stenti, chi impiccati nella vicina piazza di Grassmarket.
Nessuno ne uscì vivo ed è qui che inizia la nostra storia.

Nella foto sopra: Paolo davanti al cancello serrato della Prigione dei Covenanters detta La porta dell’Inferno.

Fenomeni inspiegabili

La tomba di George MacKenzie

Sir George Mackenzie, avvocato e saggista scozzese, integerrimo uomo dedito alla famiglia e ligio alle regole dettate dal suo re, era all’epoca ministro responsabile della politica di persecuzione di Carlo II. Fu grazie a Sir George che una parte recintata del cimitero di Greyfriars divenne una prigione. Mackenzie, dall’aspetto pacato, era in realtà un sadico spietato che con estrema crudeltà fece uccidere molti più uomini di quelli che morirono nella prigione del cimitero. Crudele, per la ferocia inaudita, fu soprannominato e ricordato fino ad oggi come Mackenzie il Sanguinario.

E’ sepolto anche lui in questo cimitero, in una cripta di famiglia facile da trovare, perchè ha una cupola sovrastante di enormi proporzioni. Ed è qui che il fantasma del sanguinario si è svegliato, in una notte alla fine degli anni ’90. Un vagabondo, varcata la soglia del mausoleo in cerca di qualche oggetto interessante, cadde nella cripta sotterranea. Il malcapitato, complice il buio, si racconta che sentì bloccarsi le braccia e trattenere, tra ossa e detriti, da una forza misteriosa.

Pochi giorni dopo il fatto, una donna incuriosita dalla vicenda, tentò di sbirciare dentro la porta della cripta di Mackenzie. Mentre cercava indizi, fu spinta violentemente all’indietro, anche in questo caso, da una forza misteriosa, come se un’entità paranormale cercasse di non farla entrare.

Su ilparanormale.com si legge: “Nel 1999 J. Henderson, col permesso del comune di Edimburgo, decise di organizzare alcuni tour all’interno del cimitero di Greyfriars, per poter meglio studiare questi fenomeni paranormali. Nell’arco di 17 anni, tra il 1990 ed il 2007, ci furono oltre 400 attacchi da parte di entità paranormali, molti dei quali lasciarono dei segni fisici visibili ai malcapitati.

Edimburgo

D’altronde Stevenson, autore dell’Isola del tesoro e del famoso Dottor Jekyll e Mr. Hyde, nonchè edimburghese doc, diceva: “

Quando l’anima di un uomo è certamente all’inferno, difficilmente il suo corpo riposerà quieto in un sepolcro, per quanto fastoso; un giorno o l’altro la porta finirà per aprirsi, e il reprobo ne uscirà avvolto nelle ripugnanti spoglie della tomba.

Robert Louis Stevenson – Edimburgo. Tre passeggiate a piedi – 1878

Edimburgo Greyfriars

I Poldergeist

Fenomeni inspiegabili si ebbero anche nella zona della Prigione dei Covenanters, che venne chiusa dopo gli innumerevoli fatti accaduti al suo interno. Si parla infatti di Poldergeist, termine tedesco che, come spesso accade in questa lingua, racchiude in una sola parola un significato preciso: spirito rumoroso. La zona della prigione, fino a 20 anni fa era aperta giorno e notte, come tutto il cimitero. Al tempo il campo santo non aveva un custode, così che era facile preda di vandali e vagabondi in cerca di riparo. Fu tra queste persone che girò la voce di attacchi personali, morsi, schiaffi, spintoni e improvvisi lanci di pietre tra le tombe dei Covenanters. Gli attacchi furono talmente efferati che ad oggi, la zona è chiusa da un grosso cancello e viene chiamata La porta dell’Inferno. La si può visitare solo con una speciale guida di giorno, oppure di notte partecipando ad un Ghost Tour.

Paolo ed io mentre ci riposiamo su una panchina del Greyfriars

Articolo di Lara Uguccioni

Fonti e citazioni:
harrypotter.fandom.com

en.wikipedia.org
ilparanormale.com
scoziatour.com

Suggerimenti di Tours guidati (in italiano)

A proposito di Ghost Tour vi consiglio vivamente Tour dei fantasmi di Edimburgo, mistero e stregoneria, perchè conosco questa agenzia di tour operator e ho fatto con loro diverse esperienze. Li trovo bravi e preparati, il tour è in lingua italiana, le guide sono esperte e raccontano tanti aneddoti interessanti e divertenti. Sono un’appassionata di storia, quindi anche un pò esigente e con loro, mi sono trovata benissimo!

…e per i più coraggiosi c’è un tour fantastico e molto economico da poter fare anche quando cala la notte. Dura due ore e con una guida italiana, verrete catapultati nella Edimburgo misteriosa, quella meno conosciuta, tra storia e leggenda, sospesi nel tempo. Per gli appassionati è un tour irripetibile, ve lo assicuro! Qui sotto vi metto il link, poi fatemi sapere se vi è piaciuto 😉

One Comment

  • ANTONELLA

    Mi è piaciuto moltissimo questo articolo! A parte il fatto che ho una vera passione per i cimiteri, ho trovato interessante la storia di questo luogo. I poveri prigionieri – coraggiosi comunque – e lo spirito del loro carnefice che non trova pace.
    La Scozia è capace di rendere reale qualunque leggenda!

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