Parchi Nazionali,  Utah

Emozioni al Bryce Canyon, una città di pietra in Utah

Sono le 8.30 di mattina, Paolo ed io arriviamo al Bryce Point, uno dei punti panoramici più in alto del Bryce Canyon, nello Utah. C’è un bellissimo sole ad accoglierci che pur essendo autunno, fa brillare le rocce e dona un’intensità magica ai colori degli alberi. E’ lo stesso sole che ci ha accompagnato per tutto questo meraviglioso viaggio nel West degli States, siamo stati fortunati, è già ottobre inoltrato e manca poco alla stagione delle prime nevi. Solitamente a ottobre il termometro nel Bryce va sotto zero, sembra che non manchi tanto, ma noi siamo preparati alle escursioni termiche. Il vento è gelido e scesa dal bus già lo sento, freddo, sotto i vestiti. Mi copro bene, macchina fotografica, cappello, giacca anti-vento e via, mi incammino per il sentiero, la scritta incisa sulla targa di legno dice 8.300 piedi, sono a circa 2500 metri sul livello del mare.

Non siamo tanto lontani dall’Arizona e il Bryce Canyon fa parte anch’esso del Colorado Plateau, una vasta zona geologica che si trova tra il Colorado, Arizona, Utah e New Mexico. La nostra guida ha scelto Bryce Point perchè è uno degli 8 punti panoramici più belli, oltre ad essere un posto ricco di storia, infatti è qui che Ebenezer Bryce, colui che insediandosi in questa zona a metà 1800, terminò la prima strada di accesso al parco. E’ proprio dove siamo, al Bryce Point che ci si rende conto della magnificenza di questo luogo ancestrale, della potenza della natura e dello stupore che è in grado, ancora una volta, di generare.

Bryce Canyon Utah

E’ lalba che regala lo spettacolo più bello e noi siamo qui a pochi minuti dal sorgere del sole, voltiamo a destra e in piena solitudine, percorriamo il sentiero che costeggia il Rim. Appena partiti noto che il paesaggio è del tutto simile a quello di una foresta, gli alberi sono altissimi, e c’è un fitto sottobosco di ginepri, ma bastano pochi passi sul sentiero per capire che questo non è un bosco qualunque.

Hoodoos, i giganti buoni dello Utah

Mentre cammino sul sentiero, il paesaggio che si apre davanti ai miei occhi è qualcosa di mai visto prima, mi sembra lo skyline di una città fantastica, come nata dalla matita di un bravo fumettista fantasy. Quello che vedo però non è una grafica, o un poster appeso ad una parete, ma è assolutamente reale ed è immenso. Sotto di me c’è un anfiteatro profondissimo formato da HOODOOS, così li chiamano qui, forme rocciose plasmate da milioni di anni di pioggia e di vento. Percorriamo uno dei sentieri che corrono senza protezioni sul ciglio dell’altopiano. Quassù la corrente d’aria è veramente forte, devo stare attenta a non camminare troppo vicina agli strapiombi, perchè le raffiche mi spostano e c’è pericolo di cadere giù.

Rim Trail è il nome del sentiero senza protezioni che decidiamo di percorrere a piedi, in alto, a ridosso dell’anfiteatro. Una camminata fatta con i piedi, con gli occhi, con l’anima, con il respiro “a 3000”, non per la fatica, ma per l’adrenalina che mi attraversa mentre guardo giù, verso il centro della terra. Il panorama è più suggestivo di quello visto al Grand Canyon, l’occhio è colpito dai colori dei pinnacoli a spirale che come grattacieli si innalzano dal suolo. Sono rossi, arancioni, bianchi, le fotografie non rendono il reale gioco di contrasti che c’era lì quel giorno. A fare da cornice, le sfumature di tutta la natura attorno, perchè camminando a destra c’è il canyon, ma a sinistra c’è la foresta, che inebria con il profumo intenso dei suoi elementi.

Tra storia e leggenda

Nonostante l’asprezza del territorio, quest’area è stata occupata da varie popoli negli ultimi 10.000 anni. Alla fine dell’Era Glaciale le popolazioni preistoriche usavano questa zona come riserva di caccia e così anche gli antichi abitanti del Pueblo, gli indiani Paiute, raccoglievano tra gli alberi i pinoli e organizzavano qui cacce al coniglio. Si pensa che gli Anasazi, il popolo ancestrale, occuparono le terre tra il 200 e il 1200 dato che alcune loro tracce sono state trovate nella zona sud del Bryce. Era la seconda metà del 1700 quando passarono nella zona i primi pionieri, ma prima che qualcuno si fermasse stabilmente passarono alti 100 anni. Solo nel 1874 un gruppo di famiglie mormoni si insediarono sul territorio, fondando la vicina cittadina di Clifton, ora chiamata Cannonville.

Il mormone Ebenezer Bryce si trasferì nella zona nel 1880 e aiutò gli abitanti a costruire un canale d’irrigazione utile alla cittadina e ai suoi campi. Fu sua l’idea di realizzare una strada attraverso le Pink Cliff per favorire l’accesso ai boschi e trasportare agevolmente il legname. La strada finiva esattamente al Bryce Point, ecco da qui spiegato il nome, infatti una volta che il signor Bryce se ne andò, il suo nome continuò ad essere usato e anzi, tutto il parco fu poi chiamato Bryce. Un aneddoto racconta che alla fine del 1800, tra i pinnacoli, si faceva pascolare il bestiame e il pioniere Bryce, un giorno, perse delle mucche tra i canyons.

Bryce Canyon Utah

Storica per gli americani, la frase “questo è un posto infernale dove perdere una mucca”, che indica ancora oggi, quanto impervia sia stata ed è questa terra. I Rangers ancora la pronunciano ogni giorno, a chiunque incontrino nel parco, sottolineando così di stare molto attenti, con la natura da queste parti, non si scherza!

Sappiamo che gli Hoodoos sono i famosi pinnacoli che si sono formati nel corso di millenni di anni a seguito di un fenomeno erosivo. Data l’altitudine, nei mesi più freddi l’acqua che filtra nelle rocce ghiaccia, esercitando una forte pressione che rompe la roccia, modellandola. In più anche il vento e le piogge contribuiscono all’erosione, ma c’è una storia che valica la geologia attribuita al popolo dei Paiute. Una leggenda narra che il Bryce Canyon fosse abitato dai dai To-when-an-ung-wa, creature feroci con sembianze animali. Per punire la loro malvagità, il dio Coyote trasformò i predecessori dei nativi Paiute, in sassi. A causa della loro malvagità, furono quindi tramutati nei famosi pinnacoli che oggi svettano da questi enormi anfiteatri naturali, gli Hoodoos.

I pinnacoli rappresentano questi esseri e, osservandoli attentamente, è possibile scorgere le loro sembianze animali. Il Bryce Canyon infatti, in lingua indiana, si traduce in Angka-ku-wass-a-wets, che significa “i volti dipinti di rosso”. Non si può non paragonare questo scenario ad un esercito, gli Hoodoos, come figure umane si stagliano dritti verso il cielo, arancioni, rosa e rossi per il ferro, viola per il manganese e bianchi per le formazioni calcaree in essi contenuti. Questi giganteschi ed immobili uomini guerrieri fanno parte di un luogo evocativo, dove è possibile sentirsi come dentro ad un mondo magico. State qui un giorno intero, il rumore del vento e il cambiamento dei colori nel corso della giornata hanno il potere di rigenerare il corpo e l’anima.

Come visitare il Bryce Canyon

Ho trovato questa immagine molto interessante sul web che indica come si sono formati gli Hoodoos

Il Bryce Canyon è aperto tutto l’anno, tempo permettendo, ma se lo si visita in autunno bisogna ricordare che siamo in montagna e le temperature possono essere piuttosto rigide. Il punto più alto è a più di 2.700 metri sul livello del mare. Si visita anche in una giornata, perchè questo è un piccolo parco, la strada principale è la Rim Road Scenic Drive che porta a tutti gli 8 punti panoramici. Se volete iniziare dal punto più alto seguite la scaletta:

  1. – Punto arcobaleno
  2. – Fairview Point
  3. – Paria View
  4. – Bryce Point
  5. – Punto di ispirazione
  6. – Sunset Point
  7. – Sunrise Point
  8. – Fairyland Point

Il modo migliore per vedere questa straordinaria bellezza della natura è passeggiando per i vari sentieri. Alcuni sono facili e lunghi solo 1,5 km. Altri sono di più alta difficoltà ed entrano all’interno del canyon, giù in basso per diversi chilometri, permettendo di arrivare dentro gli anfiteatri per ammirare gli hoodoos dal basso. Facili o difficili che siano queste escursioni, vanno affrontate con giudizio perchè, come ricordano sempre i rangers, ogni tanto da queste parti sparisce qualcuno.

Le regole base sono:

1. scegliete il percorso adatto a voi e alle vostre possibilità
2. portatevi dietro una attrezzatura adatta come scarpe da ginnastica o da trekking, abiti comodi e tecnici, berretta e giacca a vento. Insomma vestitevi a cipolla e indossate lo zaino per tenere le mani libere.
3. Acqua da bere.
4. Non sporgetevi, alcuni sentieri non hanno paratie.
5. Controllate prima di partire il meteo e calcolate bene i tempi così da non ritrovarvi da soli sui sentieri dopo il tramonto.
Per qualsiasi info chiedete ai Rangers, sono molto disponibili e se avete dimestichezza con l’inglese, ricordate che fanno parecchie attività, è bello seguirne qualcuna organizzata direttamente da loro ed è anche più sicuro. Le info le trovate al Visitor Center.

Bryce Canyon – Utah

Dormire nella natura

Abbiamo passato la notte al Ruby’s Inn a pochi km dall’ingresso del parco. Diciamo che è una città più che un resort/motel. Siamo stati molto bene, perchè il posto è bello, si mangia bene e ci sono alcuni negozi di artigianato locale per passare un pò di tempo. Essendo ottobre, la hall era tutta addobbata in stile autunnale, la mia stagione preferita.

Al calare del sole la temperatura esterna è scesa a 2°, ma entrati dentro la grande hall, mi è sembrato di essere in un classico rifugio di montagna in stile vecchia America. Una sensazione di casa, veramente confortevole tra camini accesi e alti soffitti in legno. Lo stile americano di montagna è magnifico, rustico, realizzato in pietra e legno è molto diverso dal nostro europeo. Le strutture sono ampie, costruite in cedro rosso, cipresso calvo o in pino bianco, caratterizzate da ampie vetrate panoramiche mettono in collegamento la vita dentro casa con la natura circostante. Incredibilmente suggestivo, mi è sembrato di essere dentro ad un film.

Abbiamo cenato al Ruby’s Inn Cowboy’s Buffet and Steak Room. Ho assaggiato di tutto, ma le meatballs di carne erano talmente buone che, appena arrivata in Italia, ho provato a cucinarle in stile cowboys… e sono piaciute a tutti. Al Ruby’s, adiacente alla hall, ci sono i negozi d’artigianato locale e per entrarci si può evitare di uscire in esterno al freddo. Si trovano ottimi manufatti indiani, ovviamente costosi perchè fatti interamente a mano, alcuni sono pezzi unici come i tappeti di lana e le bambole. Cappelli e stivali da cowboy, oggetti di ogni tipo e souvenir da perderci la testa, credo di aver girato lì dentro almeno 2 ore.

Bryce Canyon – Utah

La magia è ovunque

E’ sera e per arrivare alla camera c’è parecchio da camminare. Come dicevo, questo posto è come un villaggio, fatto di molti blocchi in tipico stile motel, costruiti su di una superficie enorme. E’ stato piacevole passeggiare nel freddo frizzante dell’autunno, da queste parti non c’è inquinamento atmosferico e le stelle brillano intense nel cielo. Arrivati a destinazione, davanti alla nostra camera abbiamo fatto un incontro inaspettato, non è la prima volta che ci imbattiamo in animali sul nostro percorso, e parlo di animali selvaggi, abitanti delle foreste. Difficile che si palesino dove c’è gente tra le case abitate, ma siccome durante i nostri viaggi non manca mai di incontrarli anche dove meno te lo aspetti (come la volpe rossa in centro a Dublino), sono arrivata a pensare che siano una nostra costante mistica con un significato ben preciso.

Bryce Canyon Utah

O forse questo è solo quello che voglio credere, ma in diverse culture e religioni si parla di loro e dei simboli che incarnano. Chiamati con nomi differenti nelle varie scienze sciamaniche di tutto il mondo, gli animali fanno parte di un inconscio personale, ma anche collettivo, che lega gli individui con il pianeta circostante, rimarcando come tutti siamo uniti, proprio come recita la preghiera Lakota Mitakuye Oyasin (di cui ho parlato nel mio articolo qui).
L’incontro con questa famiglia di cervi mi fa ben sperare, mi sento fortunata e protetta da questi compagni e alleati che, come animali guida, ci accompagnano in questo viaggio.

Come spesso mi capita, sono di nuovo nel posto giusto al momento giusto, grata di esserci, emozionata al solo pensiero di svegliarmi l’indomani con altri luoghi da visitare. La bellezza della natura selvaggia mi lascia ogni volta senza fiato, al solo pensiero mi emoziono, ricordando i profumi, le sensazioni, l’aria sul viso. Posso solo godere della vita, affermando ancora che la magia è ovunque sul nostro cammino, basta solo saperla riconoscere, come ho fatto io davanti a questo incontro inaspettato.

Articolo di Lara Uguccioni

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Teresa
3 anni fa

Che bello il Bryce Canyon! E’ uno dei miei parchi preferiti, ci sono stata tanti anni fa ma ricordo ancora benissimo quei pinnacoli e soprattutto i fantastici colori della roccia al tramonto!

Omar
Omar
3 anni fa

Sono stato al Bryce, abbiamo fatto il Fairyland Loop Trail, un trekking piuttosto lungo, a nord del Bryce, ma magnifico. sarei stato altri 10 giorni per poterli fare tutti, ma purtroppo dopo 2 siamo dovuti partire. Per me uno dei parchi più belli dell’America.

Vincent
Vincent
3 anni fa

Anch’io sono stato qui e ho fatto il Navajo Loop Trail, un breve giro di 2 ore dal bordo del Sunset Point fino al pavimento del Bryce Canyon. Un luogo oltre la terra, stupefacente come dici tu

Sasha
Sasha
4 anni fa

Bello il tuo blog Lara, è diverso dai soliti, che ovviamente servono per avere info utili, ma il tuo parla di qualcosa che va al di là del puro viaggiare. parla di emozioni e vede ogni meta in modo introspettivo, raro da trovare altrove. A chi piace leggere, credo sia nel posto giusto 😉 Continuerò a seguirti!
Un saluto, Sasha.

uccio1954
uccio1954
5 anni fa

Che dire Lara, sono rimasto ancora una volta piacevolmente rapito dal tuo racconto. Ho rivisto in pochi minuti quello che avevo visto live e devo dire che hai perfettamente reso l’idea della tanta magnificenza sprigionata da questi luoghi fantastici.

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