Si fa per parlare

La mia felicità è viaggiare lontano nel mondo

Tante persone mi chiedono di raccontare i miei viaggi, i posti che ho visitato, le avventure che ho vissuto e molti mi fanno la stessa domanda: “Perchè viaggi lontano, quando in Italia ci sono tante cose da vedere?” Solitamente non rispondo mai o meglio, lo faccio solo con chi vedo realmente interessato a scoprirne il motivo. In realtà, sono interrogativi che solo ad uno che “non conosce la materia” possono venire in mente. Fare questa domanda a un viaggiatore è come chiedere ad una madre quale figlio preferisce. E’ mai possibile domandare ad un genitore di quantificare l’amore che prova per il suo bambino?

Sono però convinta che a molti viaggiatori è stato chiesto il perchè intraprende viaggi faticosi, in terre lontane, alle volte estremi e spesso costosi. Qual è il motivo che lo spinge a farsi 20 ore di volo, cambiare aerei con lo zaino in spalla attraversando oceani e Americhe. Qual è il motivo che lo spinge ad esplorare una foresta dall’altra parte del mondo quando “le foreste le abbiamo anche in Italia”? Dov’è il divertimento, dov’è la sorpresa? Chi te lo fa fare? Non stai meglio a casa tua?

Gusto, sapore, piacere

State comodi, sedetevi e rilassatevi perchè adesso vi indicherò i motivi per cui io viaggio lontano nel mondo e sono più di uno. E’ sempre difficile spiegare i propri gusti, il motivo per cui amo il blu più del rosso, o il fatto che adoro la cioccolata e odio il formaggio. Viaggiare per me è anche questione di gusti. Molti ragazzi che conosco ogni anno, dopo la stagione estiva, vanno in India a svernare e questo succede da ormai 20 anni. Altri prendono le ferie a dicembre, un mese intero per andare sempre e solo in Thailandia, ogni anno, tutti gli anni. Se pensiamo che qui a Cattolica dove sono nata, molti vengono in vacanza da 40 anni nello stesso hotel, ecco spiegato l’arcano. I gusti sono gusti, a chi piace il mare, a chi la montagna e a chi l’America!

Personalmente adoro gli Stati Uniti e quindi almeno una volta all’anno ci torno, pandemie permettendo ovviamente. “Ma vai sempre in America?” Certo, e la voglio vedere tutta, più e più volte quindi per almeno altri venti anni ci voglio tornare. Inoltre adoro l’Europa del nord, ecco che ne ho visitata una gran parte e torno anche nei posti già visti per rivedere i luoghi che conosco, ma da altre prospettive. Ad esempio sono andata nelle Highlands scozzesi in luglio, poi ci sono tornata il 31 ottobre per la grande festa di Halloween che si tiene ad Edimburgo. Volevo esserci, volevo partecipare e vedere quella magnifica città con il freddo, la pioggia e le decorazioni della festa più bella dell’anno.

motivi perchè viaggio lontano nel mondo

Altro motivo è il cibo: viaggio per assaggiare nuovi sapori, gustare piatti diversi ed è per questo che sto riprogrammando una vacanza nel New England, dove si mangia l’astice, che adoro e voglio tornare ad assaggiare in tutte le sue sfumature di sapore. Inoltre, che male c’è nel voler percorrere la strada che ha fatto Hopper durante il suo soggiorno a Cape Cod? E fare il percorso che ti porta nei luoghi toccati da Kerouac nel suo viaggio “On the road”? Ma sapete quante endorfine produce il mio corpo quando viaggia su quelle strade sconfinate nel deserto dell’Arizona? Potete immaginare cosa vuol dire per una come me, amante dei vecchi western, essere stata al John Wayne’s Point nella Monument Valley, dove hanno girato le decine di film che guardavo con mio babbo da piccolina?

La magia di Ombre Rosse vista con i miei occhi di adulta attraverso la forza di quei ricordi d’infanzia è un’emozione che tocca realmente le corde del cuore e che non mi potevo perdere. Il piacere che ho provato guardando i paesaggi sconfinati del Grand Canyon è indescrivibile, come la soddisfazione di aver fatto delle ottime fotografie affacciata sulla valle del Dead Horse Point. Questa è stata un’esperienza mistica, che tra le altre cose, ha significato per me prendere consapevolezza della mia indipendenza, proprio nel luogo dove Thelma e Louise hanno compito l’ultimo estremo atto di libertà.

Il mio personale Wanderlust

Posso essere scontata dicendo che viaggio lontano perchè voglio sfidare i miei limiti, per superarli vincendo anche le paure. Ma quali sono questi limiti? Per quanto mi riguarda sicuramente non sono la paura dell’altezza, infatti non mi butto con il deltaplano o vado a fare bungee jumping sulle scogliere del Nicaragua. Non mi sognerei mai di andare a fare un viaggio organizzato lungo la transiberiana in inverno con -30 per vedere se resisto alla glaciazione. I miei limiti sono ben più semplici, potrei dire quasi scontati. Come tutte le persone amo le comodità, ma mi sono piacevolmente scoperta in viaggio come una persona adattabile, estremamente positiva e super organizzata.

Solo viaggiando lontano ho imparato a conoscermi meglio, a capire quanta pazienza posso avere aspettando un aereo in ritardo di 24 ore. Dall’altra parte del mondo mi sono scoperta un’attrice nata. A San Paulo, dopo che abbiamo perso la coincidenza per colpa di un ritardo del volo precedente, mi sono messa a contrattare un rimborso con il ragazzo del box informazioni in due/tre lingue diverse nel mio accento brasil-maccheronico e con un grande sorriso stampato sulla faccia quando invece, l’avrei voluto disintegrare con un raggio laser.

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Il mio wonderlust personale, il mio desiderio di viaggiare è in ogni cosa che faccio, anche a casa e mi prende come una malattia nei più impensabili momenti della giornata. Ad esempio sono a fare la spesa, vedo un pacco di cookies e penso a quelli che ho assaggiato nella sala da tè del Castello di Malahide in Irlanda. E questa storia si ripete ogni volta che vedo quei biscotti sullo scaffale! E non finisce qui, perchè mi innamoro di tutto ciò che ha un segno “di viaggio” stampato sopra, di un aereo, di un francobollo o di una mappa del mondo. Poi entro in libreria e mi fiondo davanti alle guide per viaggiatori, non resisto alla tentazione e sto ore a sfogliarle guardando le foto e sognando la prossima meta.

Come si fa a non voler ampliare le proprie prospettive, uscendo a cercare qualcosa di nuovo, anche solo nella lingua che parlano le persone attorno a te. In viaggio non si da mai niente per scontato, ogni attimo è conoscenza, novità, avventura e costruzione di relazioni con la parte più intima di te e con gli altri. Io non voglio fuggire, a casa mia sto benissimo, voglio solo capire le diversità, imparare ciò che non conosco e riconoscermi negli altri e nei luoghi che desidero visitare.

motivi perchè viaggio lontano nel mondo

Credo fortemente che coloro che hanno il viaggio nel cuore siano persone curiose, pronte a prestare attenzione ai racconti di chi è appena stato in viaggio, di vivere le avventure attraverso la voce di altri, di imparare ad ascoltare. Solo così si assorbono le nozioni che serviranno per il nostro prossimo viaggio, tutto è importante, tutto è conoscenza. Attraverso la curiosità si impara, dalle esperienze altrui, dai racconti degli altri viaggiatori. Personalmente il mio wanderlust è l’istinto che mi porta a viaggiare e lo fa verso luoghi lontani, lontanissimi, diversi, diversissimi da quelli a cui sono abituata. Mi porta ad amare il diverso, parola purtroppo usata ai giorni nostri solo con l’accezione negativa, ad averne bisogno come l’aria che respiro, a cercarlo in ogni cosa che faccio.

Non viaggio per il gusto di mostrarlo agli altri, ma lo faccio per passione, per amore, per istinto e perchè la sindrome di Wanderlust scorre nel mio sangue e non se ne andrà mai via.

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Sono un italiano “vero”

Amo l’Italia, è il mio paese e ne conosco bene la storia, studiata sui libri e vissuta attraverso i racconti degli eroi, oltre a quelli più intimi dei miei nonni e del babbo. Poi adoro la musica e le parole dei grandi scrittori italiani, che come un pugno arrivano allo stomaco della nostra emotività. Quante volte ho visto i film che raccontano la mitica nazione della “dolce vita”, del neorealismo con i suoi riflessi bianchi e neri, tra il magico e l’estrema concretezza. E’ questo che mi porta a viaggiare, la voglia di conoscenza mi manda altrove, per vivere usi e costumi di altre nazioni, di altri popoli. In tutto questo, non paragono mai il mio paese a quelli che vedo nei viaggi, esco di casa per assorbire come una spugna quello che vivo e lo riporto a casa come fosse un tesoro inestimabile.

Inoltre, ho imparato qualcosa che, stando solo in Italia, non avrei mai potuto capire, cioè il concetto di appartenenza. Spesso ci lamentiamo del Bel Paese per tanti e svariati motivi, è capitato anche a me coinvolta nel solito luogo comune che descrive l’erba del vicino sempre più verde della nostra. Poi arrivo in America, precisamente a New York dove non esiste solo Manhattan con le luci abbaglianti e la sua grandiosità. La Grande Mela è una città abitata da emigrati delle più svariate nazionalità, che vivono nei tanti quartieri che formano NY. Sono andata a cercare i miei connazionali e ho trovato, lontana da casa migliaia di km, il vero profumo dell’Italia.

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Ho visto un’Italia che mi piace, quella che mi fa sentire unita alla mia terra d’origine. Nei quartieri di Brooklyn e del Bronx si passeggia tra le bandierine tricolore, i menù italiani e i bar come quello dei Fortunato Brothers, dove dentro si respira l’aria di casa e dove ho bevuto un caffè più buono che a casa mia. Poi un giro tra le botteghe dove da generazioni si fa la mozzarella, proprio come nel nostro fantastico sud e dove vieni accolto a braccia aperte solo perchè arrivi direttamente dall’Italia.

Emozionante la nonna che si affaccia alla porta di casa e, sentendo che parli italiano, ti sorride e arriva con passo claudicante chiedendoti, tra una parola in dialetto calabrese e una in inglese sgrammaticato, se in Italia è cambiato qualcosa dal 1950. Sì perchè lei, diversamente dai più giovani, l’Italia l’ha vista e vissuta. Per farle piacere le dici che è tutto uguale, tutto come lei se lo ricorda da ragazza e raccontarglielo ti fa sentire fortunato, perchè tu, diversamente da lei, non hai mai dovuto lasciare la tua casa.

Ecco, ciascuna di queste emozioni, se si viaggia in Italia, non le si trova. Sono momenti rari che vanno vissuti intensamente e a cui deve essere data l’importanza che meritano. E’ in questi attimi che ci si ritrova a conoscere meglio se stessi, nei volti e nei sogni degli altri, di quelle persone lontane dalla propria terra d’origine. Inspiegabilmente così lontano da casa mia, ho trovato l’autenticità italiana, dentro un amore per una patria mai dimenticata, che mi fa commuovere tanto da spezzarmi la voce mentre le dico: “Non si preoccupi, è tutto apposto, le saluto io l’Italia”.

Articolo di Lara Uguccioni

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Regina
Regina
5 mesi fa

Mi hai commosso con le tue parole, io sono nata in America e ora vivo in Italia perchè ho sposato un italiano, ma mia nonna era proprio come dici tu, parlava solo in calabrese e chiedeva a tutti com’era l’Italia. Hai esattamente trovato le parole giuste per descrivere noi italiani in NY…grazie Lara. Un abbraccio, Reg

Beatrice da Pavia
Beatrice da Pavia
5 mesi fa

Capisco perfettamente il tuo punto di vista Lara, tante persone fanno domande inutili, un pò come al bar aspettandosi chissà quale risposta quando invece è tutto più semplice. Si viaggia per amore dell’avventura, per la voglia di scoprire nuovi luoghi e culture. La nostra Italia la conosciamo bene, la cultura italiana è radicata in noi dalla nascita, quindi spesso si mette in secondo piano visitarla. Ognuno deve essere libero di viaggiare dove più gli piace, soprattutto ora che i viaggi costano tantisssssimo!!!

ANTONELLA
1 anno fa

Viaggiare è viaggiare, punto. Si può viaggiare anche dietro l’angolo di casa se la mante e il cuore sono aperti al confronto, al dialogo, alla consocenza. Certo scoprire realtà molto diverse dalla nostra e adattarsi a stili e ritmi di vita ai quali non siamo abituati non solo ci mette alla prova ma ci insegna anche molto su come affrontare le difficoltà.
Ci sono luoghi che visitiamo una volta nella vita e ci restano per sempre nel cuore, altri dove torniamo spesso perchè ci lì ci sentiamo un pò a casa, altri che sognamo soltanto, tutti ci arricchisce

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