California,  San Francisco

Nella mitica Golden City, benvenuti a San Francisco!

Viaggiando negli Stati Uniti, ho imparato che al popolo americano piace dare soprannomi ad ogni cosa, città comprese. Ad esempio New York viene chiamata La Grande Mela, oppure Chicago La Città del Vento. Nonostante agli abitanti non piaccia affatto che il nome venga storpiato, San Francisco non è rimasta immune dai nickname. The Golden City, Fog City, Frisco, The Paris of the West e San Fra sono solo alcuni vezzeggiativi dati, anche se è bene non farne parola con i locals, se ne potrebbero avere a male. Infatti, gli abitanti di San Francisco, sono estremamente orgogliosi della loro città ed abbreviarne il nome, è per loro come sminuirne il prestigio. Sta di fatto che questa metropoli, con la sua meravigliosa baia sull’Oceano Pacifico, è una delle più belle, desiderate e famose città del mondo!

Sulle strade di San Francisco

E’ ormai ottobre inoltrato quando arriviamo in città, il nostro viaggio OTR nella West Coast sta per terminare. Abbiamo viaggiato per 4000 km, attraversato 5 Stati e la nostra ultima tappa è proprio la città di San Francisco. Staremo qui qualche giorno per poi ripartire verso l’Italia, ma la visita alla città non mancherà di stupirci, siamo organizzati per vedere il più possibile godendo ogni singolo attimo di questa magnifica esperienza. Da Modesto, in 45 minuti, arriviamo nella Frisco Bay attraversando l’Oakland Bay Bridge da dove la vista su Treasure Island è magnifica. Isola artificiale, prima sede di esposizioni internazionali poi base militare, ora questa piccola isola è abitata da civili ed è diventata un vero e proprio quartiere.

Ormai non ci spaventano più i lunghi percorsi, così la nostra prima tappa è Union Square e il Distretto Finanziario, facendo ovviamente una capatina anche a China Town. Le prospettive dei palazzi visti dalla strada, sono estremamente affascinanti, ogni città che si rispetti infatti, ha sempre qualcosa da regalare allo sguardo più attento. Chi è alla ricerca di particolari qui non riesce a togliere l’occhio dall’obbiettivo della macchina fotografica, perchè San Francisco è stupenda, con un sapore europeo che si nota già dai nomi delle vie che ricordano casa. I palazzi delle metropoli sono una delle meraviglie prospettiche più stupefacenti che io conosca. L’incontro dell’occhio con la fantasia e l’ingegno umano danno vita ad uno degli argomenti più difficili da insegnare, ma allo stesso tempo ricco di suggestione e meraviglia: la prospettiva.

San Francisco

Ogni volta che programmo un viaggio, amando gli spazi aperti e la natura, cerco di non dedicare troppo tempo alle città, ma dal momento che ne varco la soglia, mi prende una sorta di esaltazione che elettrizza tutti i miei sensi. Sarà la velocità che vi alberga, le grida stridule del traffico cittadino, il rumore dei pensieri che riesci a “vedere” negli sguardi di chi ti passa davanti, che la percezione della realtà che ho tutt’intorno viene stimolata, dandomi una sorta di scarica elettrica che accende il mio entusiasmo. E’ proprio questo che mi porto a casa da un viaggio, quel bagaglio di ricordi ed emozioni che ho bevuto, come una spugna. Che altro si può fare? Non c’è alternativa alla passione, bere il mondo e i mistici deliri, detta alla Whitman, più di chiunque altro, è fonte di lunga vita e felicità.

Da piccola, la televisione che avevamo in casa, era di ultimo modello: schermo grande a colori e 8 pulsanti che solo sfiorandoli cambiavano canale. All’avanguardia per essere dei primi anni ’80 ed io, nei pomeriggi delle mie estati solitarie, ero solita guardare ogni tipo di telefilm. Americani ovviamente. Uno di questi era Le strade di San Francisco, serie tv poliziesca iniziata nel 1972, nella quale una coppia di detective indaga sulla criminalità lavorando fianco a fianco nell’investigare e risolvere crimini. Un mix perfetto di sparatorie, scene d’azione, ma anche di profonde riflessioni e tematiche sociali.

foto di Scena di The Streets of San Francisco
Scena di scena di “The Streets of San Francisco1972-1977

San Francisco

Riguardandolo oggi, si vede la netta differenza tra gli ancor più datati polizieschi americani, dove il poliziotto è sempre “il duro”, che non lascia mai trapelare le sue emozioni. Nelle Strade di SF invece, viene stravolto completamente il mood fino ad allora utilizzato, così che il detective Mike Stone, interpretato da un grande Karl Malden, diviene un personaggio di estrema tolleranza ed umanità. Non solo indaga e trova il colpevole, ma ricerca il “perchè” del crimine compiuto. La psicologia di chi trasgredisce la legge è quello che a lui interessa maggiormente, così da poter aiutare il malvivente rimettendolo sulla giusta strada.

Scene di strada nella San Francisco del 1970 – ph www.vintag.es

San Francisco

Questo character pieno di sensibilità ed umanità, risulta completamente nuovo per l’epoca, nell’ambito del telefilm poliziesco americano. Credo che in The streets of San Francisco, ci siano state una serie di ottime pensate come questa, oltre all’accoppiata vincente con il giovane e ancor poco conosciuto Michael Douglas. Inoltre, le spettacolari scene d’azione e la città di San Francisco, con i suoi strepitosi scorci vintage, ha fatto si che Le strade di San Francisco, abbia ottenuto addirittura la nomination a 3 Golden Globe. Se vi capita di trovare in tv le repliche vi consiglio di guardarlo, la San Francisco degli anni ’70 è da brividi: sporca, affascinante, malfamata, terribilmente caotica, pericolosa e bellissima.

Non rispecchia affatto quella attuale ed è per questo motivo che la trovo così incredibilmente intrigante ed avvincente. Infatti la pellicola ingiallita e senza filtri di questo vecchio telefilm è brutale, più cruda e reale di qualsiasi action movie di oggi, che tra effetti digitali e trucchi all’ultimo grido, rivelano solo una triste finzione. Mentre Le strade di San Franscisco hanno un sapore démodé di altri tempi, talvolta amaro e brutale, a tratti commovente e sempre, ma dico sempre, implacabilmente attuale. Non fraintendetemi, la Golden City di oggi è meravigliosamente colorata e incredibilmente ospitale. Un caleidoscopio di culture e magnifiche diversità che la rendono unica e magica, soprattutto a chi come me piace ascoltare storie e vivere emozioni.

Il cuore di Union Square

Union Square è la piazza centrale di San Francisco. Originariamente era una grande duna di sabbia che nel 1850, venne trasformata dall’allor sindaco John Geary, in una piazza pubblica. Il suo nome deriva dalle numerose manifestazioni che qui si sono tenute già dai tempi dell’esercito nordista, durante la Guerra Civile. Prima del grande terremoto del 1906, l’area era per lo più considerata un quartiere residenziale, fu ricostruita dopo il disastro naturale per diventare un polo culturale e la mecca dello shopping che è oggi. Qui infatti si trovano negozi di fascia alta e medio alta, come i newyorkesi Sak’s Fifth Avenue e Macy’s, mentre nelle vie adiacenti spopolano i marchi europei di Chanel, Yves Saint Laurent e gli italianissimi Dolce e Gabbana.

E poi tantissimi teatri, ristoranti e tram che partono dalla piazza per tour caratteristici: come in ogni città che si rispetti c’è anche l’Haunted Tour che dovrò sicuramente fare nella prossima visita a San Fra. Deve essere interessante conoscere la storia oscura della città. Questo tour mi ispira, perchè conduce nei vicoli del distretto, nei luoghi infestati dai fantasmi per raccontare storie di omicidi e misteri, oltre che racconti di fantascienza. Camminare lungo le strade dello shopping di lusso, le stesse che un tempo erano popolate di bordelli e malvivenza, imparando tutto sulle persone famose che erano coinvolte, deve essere estremamente avvincente. Anche questa è storia!

Particolari

San Francisco

L’ultimo piano di Macy’s, proprio affacciato sulla piazza, ospita la CheeseCake Factory, franchising americano super famoso per essere il luogo di lavoro di Penny nella serie televisiva Big Bang Theory. Union Square è un grande polo commerciale, ma anche artistico e culturale e tra queste vie ho trovato anche la mia università in versione americana: l’Accademia d’Arte.

Nella metà del 1800, Union Square era un parco con erba ed alberi che, poco prima della Guerra Civile, era utilizzato come sede per le frequenti manifestazioni a sostegno delle truppe dell’Unione. Ovviamente anche noi non ci siamo fatti mancare un picchettaggio, nel quale i cartelli gridavano ONE JOB SHOULD BE ENOUGH che, tradotto letteralmente significa un lavoro dovrebbe bastare. Leggendo notizie in merito, lo sciopero è stato organizzato simultaneamente in 8 città americane. I lavoratori dei Marriott Hotels chiedevano migliori salari e maggior sicurezza sul lavoro.

Lo slogan significa non essere costretti a svolgere più lavori, subire infortuni sul lavoro o ridurre le ore solo per tirare avanti. “Un lavoro dovrebbe bastare” esprime la necessità di lavorare in condizioni migliori e la voglia di restare a casa più tempo con le proprie famiglie. E’ incredibile, ma il caso ha voluto che io abbia assistito, a detta del giornale inglese The Guardian, al “più grande sciopero di hotel multi-città nella storia del Nord America“. Qui trovate l’articolo del giornale.

San Francisco

Quasi dimenticavo: sulle piazze, tra le vie, sul molo 39, davanti al Municipio e in decine di altri posti in città, si trovano dei meravigliosi e giganteschi cuori colorati dal grande significato non solo artistico. The Hearts of San Francisco appaiono per la prima volta nel 2004 come progetto ideato dalla Fondazione San Francisco General Hospital per raccogliere fondi con il contributo degli artisti più famosi al mondo. Il progetto è ispirato alla canzone americana di Tony Bennett “I Left My Heart in San Francisco” e dalla mostra internazionale CowParade, un’esposizione mondiale di sculture di mucche.

Alla fine di ogni anno gli Hearts esposti in città vengono venduti all’asta e il ricavato va alla fondazione ospedaliera, mentre altri nuovi cuori dipinti prendono il loro posto. Attraverso questa iniziativa, l’ospedale di SF è ad oggi, uno dei migliori al mondo, un modello di successo grazie alla partnership tra pubblico e privato. La moglie di Mark Zuckerberg, Priscilla Chan, lavora come pediatra nell’ospedale. E’ l’imprenditore e autore di Facebook ad aver fatto una delle donazioni più ingenti di sempre: 75 milioni di dollari. Un regalo cospicuo che gli è valso un grande riconoscimento, infatti ora l’ospedale ha il nome di Zuckerberg San Francisco General Hospital & Trauma Center.

Un giretto sul Cable Car

Noi e i nostri compagni di viaggio su di un CABLE CAR a California Street

Considerato uno dei simboli di San Francisco, il cable car è il modo più semplice e caratteristico per muoversi in città. Esiste ormai dalla seconda metà 1800, quando si dovette trovare un mezzo alternativo alle carrozze trainate dai cavalli e che riuscisse a percorrere le irte strade della città. L’idea venne a Andrew Allidie che cercò di creare un metodo di trasporto sicuro e che non creasse problemi neanche con condizioni meteo avverse. Fu così che l’1 agosto 1873 si inaugurò la prima carrozza, guidata dallo stesso Andrew. Questa aveva un dispositivo particolare per il funzionamento che la faceva muovere, ma senza un motore. Incredibile ma vero! Un geniale sistema: la cable car si aggancia a un filo di ferro posto sotto la strada tramite una fessura che li collega, un pò come i nostri tram.

Il manovratore aziona una leva gigante che occupa quasi mezza cabina e attraverso la forza e la pressione che gli da, la vettura va più o meno veloce. Ad oggi le linee sono 3 ed è un mezzo pubblico usato da tutti, quindi spesso c’è la fila per salirci. Considerato anche il fatto che la cabina ha pochi posti, spesso si vedono persone in piedi penzolare di fuori, come Paolo e i nostri compagni di viaggio nella foto sopra. E’ un’esperienza da provare, oltre a stare seduti su di un pezzo di storia, vedere il macchinista che “traffica” con una sorta di pinza gigante che permette il movimento, è incredibile. Sembra una magia: una carrozza pesantissima, senza motore, che magicamente percorre senza sforzo le ripide salite impervie di San Francisco. E quando va in discesa sembra di stare sulle montagne russe!

Photo by David Yu
San Francisco

I cable car non vanno confusi con i tanti tram che popolano le strade di Frisco. Questi passano in tutta la zona centro e ogni carrozza ha anche qui, una sua storia da raccontare e proviene da un luogo diverso. Ce un tram che arriva addirittura da Milano, infatti dentro le scritte sono tutte in italiano!

Lombard Street, la strada più tortuosa del mondo

Neanche a farlo apposta, il nostro hotel Da Vinci Villa era proprio a pochi minuti a piedi da una delle attrazioni più famose di San Francisco: Lombard Street. Paolo ed io ci siamo incamminati verso la collina di Russian Hill, un tratto composto da ripidi tornanti costruiti nel 1922 per diminuire la pendenza della strada. Questo bellissimo tratto di strada è lungo 400 metri ed è percorribile in auto solo in discesa, oppure a piedi in entrambi i sensi. Pare sia stupendo in primavera, quando le innumerevoli aiuole fioriscono, ma in autunno è comunque suggestivo e ancora in fiore. Siamo stati tanto tempo a guardare le bellissime case affacciate sulla strada, strette e alte, che paiono sfidare la forza di gravità. Lombard St. è lastricata di mattoni rossi proprio come la strada che percorre Dorothy nel Mago di OZ e una volta arrivati in cima, la vista è spettacolare.

ph Lara Uguccioni

Le Donne Dipinte di San Francisco

Alle spalle della city commerciale e finanziaria di Frisco svettano, come case di bambola, delle meravigliose ville in stile vittoriano chiamate Painted Ladies. Hanno tutte colori pastello, finemente decorate ed arricchite da balaustre dritte e decori sofisticati, che spiccano sul grigiore dello sfondo fatto di soli grattacieli. Tra il 1849 e il 1915, la città contava 48.000 case in stile vittoriano ed edoardiano, dipinte di colori vivaci e alla moda, di cui una parte ancora è presente, sopravvissuta al grande terremoto del 1906. Si trovano in diversi punti della città, spesso raggruppate e ridipinte con colori sfacciati e splendidi, che le rendono allegre e sofisticate allo stesso tempo.

Nel periodo tra la prima e la seconda Guerra Mondiale, molte di queste case furono dipinte di grigio scuro con la vernice della Marina in eccedenza dalla guerra. 16.000 di queste vennero demolite e molte altre spogliate dall’arredamento vittoriano originale, ricoperte esternamente con carta cerata, mattoni, stucco o rivestimenti in alluminio. Nel 1963 l’artista Butch Kardum verniciò la sua casa di blu e verde acceso, così che anche i vicini lo imitarono dando vita nuovamente alla magnificenza dell’architettura passata. Uno dei gruppi di Painted Ladies più fotografate si trova al 710–720 di Steiner Street, conosciuta come Le Sette Sorelle, apparse anche in numerosi film e pubblicità.

La faglia di Sant’Andrea

San Francisco convive con i terremoti. Sì, purtroppo è così, come la maggior parte della California è in attesa del Big One: il terremoto che i sismologi prevedono accada nei prossimi anni, con una magnitudo del 6/7° grado della scala Richter. Inutile spiegarvi nulla, noi in Italia sappiamo benissimo che a quella potenza un sisma può portarsi via una città intera. La faglia corre longitudinalmente sotto lo Stato della California per 1300 km , in alcuni punti si trova sotto il mare, in altri sulla terra. A San Francisco è all’incirca all’altezza del Golden Gate. Non è l’unica faglia in questa zona, ma quella di Sant’Andrea è la più pericolosa. I terremoti più considerevoli legati all’attività geologica della faglia di Sant’Andrea sono stati tre:

1857 – nella California centrale e del sud, noto anche come terremoto di Fort Tejon, ci sono stati “solo” 2 morti. Magnitudo: 8.0
1906 – nella California del nord, detto anche Terremoto di San Francisco, dato che l’epicentro era vicino. All’incirca morirono 3000 persone considerato l’incendio che ne seguì. Magnitudo 7.8

1989 – vicino a Santa Cruz, Terremoto di Loma Prieta, che provocò la morte di 60 persone e gravi danni nell’area della Baia di San Francisco. Magnitudo 7.1

Articolo di Lara Uguccioni


Jack London e il terremoto del 1906

Uno degli scrittori americani più famosi ed amati, autore di Zanna Bianca ed Il Richiamo della foresta,
ha fotografato il famoso terremoto del 1906 a San Francisco.
Un inedito Jack London nei panni di un fotografo reporter.


mentre San Franscisco continua a…
North Beach, il quartiere della Beat Generation


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