Canada

The Big Apple l’iconica fattoria delle mele in Canada

L’autunno è appena arrivato con i suoi colori e profumi incantevoli, piano piano, lentamente ci accompagna nella fase più fervida della raccolta delle succose, mature e croccanti mele. E’ un periodo intenso dell’anno, quando i coltivatori hanno già testato la maturazione ottimale attraverso il colore della buccia e i braccianti, torcendo leggermente il pomo, staccano il picciolo dalla pianta. Ogni singola mela viene raccolta a mano con cura, spesso seguendo persino le antiche tradizioni. Contadini ed aiutanti, solitamente veterani del raccolto, dispongono i pomi maturi in grandi cassoni che vengono poi consegnati alle cooperative per iniziare il ciclo di distribuzione. E’ così che accade in tutto il mondo, ovunque ci sia un campo di meli, ed è così che succede ogni anno anche in un piccolo paese del Canada orientale.

Nella provincia dell’Ontario infatti, ai confini con gli Stati Uniti e la suggestiva regione dei Grandi Laghi, un’azienda agricola coltiva e produce ogni ben di dio esclusivamente a base di un unico ingrediente: le mele. Per chi viaggia dalle cascate del Niagara verso Toronto è quasi d’obbligo fermarsi lungo la strada di Colborne. Specialmente in autunno, quando ogni angolo della rivendita è addobbato in stile “harvest”, il luogo si rivela una meta suggestiva e originale dove fare tappa. Il momento del raccolto in Canada, così come negli States, è infatti uno dei periodi più belli e festeggiati dell’anno. Potevamo Paolo ed io perdere l’occasione di visitare un’autentica azienda agricola canadese? Ovviamente no.

La mela più grande del mondo sulla Highway 401

Dicono sia la mela più grande del mondo ed effettivamente, vista dalla strada, questa iconica installazione canadese rosso fuoco si presenta maestosa. Larga 12 metri e larga 11 e mezzo, Mr. Applehead così la chiamano, contiene al suo interno alcune curiosità a tema “mela”. Ha una piattaforma di osservazione sul tetto e, siccome anche in Ontario piacciono i calcoli e le percentuali, dicono che sia 650. 000 il numero di mele che può contenere. Il “signor Testadimela” è però solo la gigantesca struttura che anticipa ciò che si trova all’interno del vicino emporio dell’azienda The Big Apple. E’ lì che noi siamo entrati ancor prima di visitare le altre zone della fattoria, ed è sempre lì che, in un’atmosfera dal sapore country, tra mille odori, colori e squisitezze, ho perso Paolo.

Ebbene sì, dolci a perdita d’occhio, salse, sciroppi, marmellate e fette da mezzo chilo di torte succose e strabordanti attiravano il mio sguardo. E’ stato amore a prima vista e non ho avuto occhi che per loro, così, quasi all’istante ho dimenticato di avere un fidanzato, fiondandomi sulle leccornie ancora calde. Ovviamente ho ritrovato Paolo dopo mezz’oretta vicino al banco delle apple pie: dove poteva essere se non lì? Abbiamo continuato il nostro giro nello store dimenticandoci per un pò che era ormai arrivata l’ora di pranzo. Personalmente avrei mangiato prima il dolce, ma la buona regola dice che si pranza con cibi salati, quindi ho dato la precedenza ad un panino con l’arrosto e salsa gravy. A seguire l’immancabile e gigante fetta di torta di mele, una vera Apple Pie in stile americano e un assaggio di strudel alle fragole.

The Big Apple fattoria delle mele Canada

L’azienda Big Apple è diventata una vera e propria attrazione lungo la strada di Colborne, una zona di passaggio per chiunque vada o torni dalla città di Toronto.

Chi l’ha pensata e voluta è stato un certo George Boycott, immigrato australiano che si è fatto ispirare da un’attrazione australiana: Big Pineapple, la grande ananas. Boycott vendette le sei pizzerie che possedeva in Australia e si trasferì a Colborne nel 1976, perchè la zona era una delle più grandi aree di produzione di mele di tutto l’Ontario. Possiamo chiamarlo visionario o pazzo, ma l’australiano ci aveva visto decisamente lungo e nel 1983, assieme ad un costruttore locale, progettò la costruzione della Grande Mela. Il lavoro richiese 5 anni, la proprietà venne inaugurata nel 1987 diventando subito un simbolo per tutta la comunità. Da qualche anno l’azienda ha dei nuovi proprietari che hanno investito parecchio per rendere lo store accogliente, con un pizzico di sapore country che non guasta mai.

Inizialmente lo stabile era un centro informativo sul patrimonio agricolo della zona, ampliandosi poi fino a diventare una destinazione culturale e culinaria dal sapore tradizionale. La Grande Mela ospita più di 500.000 persone ogni anno, molti portano qui le proprie famiglie e i bambini che hanno modo di giocare in un parco immerso nel verde. Fortunatamente abbiamo visitato l’azienda in autunno, proprio quando la raccolta delle mele è appena terminata e i frutti freschi riempiono cesti e carri di legno. Tanti tipi di qualità di mele, lucide e croccanti fanno bella mostra tra i prodotti dolciari, mentre nei carrettini all’ingresso è possibile riempire una borsa di mele a soli 12$. Ovviamente, causa il prezzo veramente basso, all’ora di pranzo i carri sono quasi già completamente vuoti.

The Big Apple fattoria delle mele Canada

Big Apple fattoria delle mele Canada

The Big Apple Pie Store – dolci in forno!

Ad accoglierci sulla scalinata dell’ingresso della rivendita dell’azienda agricola Big Apple, ci sono stupende decorazioni autunnali a tema “fiera del raccolto”. Spaventapasseri a grandezza naturale, carri di fieno, tantissime zucche vere e piante di crisantemi adornano l’esterno. Sì ho detto crisantemi, perchè se in Italia è un fiore associato alla festa dei morti, in altre parti del mondo non è affatto così. La parola crisantemo nasce dall’unione di due termini greci: khrysόs che significa oroἁnthemon che vuol dire fiore. Il crisantemo è quindi il fiore d’oro che in Inghilterra viene donato in segno di amicizia o in occasione di una nuova nascita. In Giappone è il simbolo nazionale e lo troviamo nello stemma della Patria, mentre in Australia si regala per la festa della mamma.

In America e in Canada il crisantemo è associato all’idea della positività e della gioia, solo a New Orleans questo fiore ha lo stesso significato che in Italia. I canadesi ci sanno fare con gli addobbi e alla fattoria, sia nelle parti esterne che nella rivendita, tutto è agghindato come per una festa. Tra ruote laccate di rosso e fili dorati di foglie d’acero, ogni cosa nello store è esposta al pubblico in modo accurato, diviso rigorosamente a settori. E’ possibile comprare al dettaglio i prodotti coltivati oppure gustarli direttamente al tavolo, in stile mensa. Infatti oltre ai dolci c’è un’ampia scelta di panini, pizze e carne grigliata, quindi è un posto ideale dove fermarsi per un pranzo veloce durante il viaggio.

The Big Apple fattoria delle mele Canada

L’azienda Big Apple è famosa per i suoi panificati, i più richiesti sono un pane particolare a base di mele oltre ad una fantastica torta di noci pecan e un pane sbriciolato chiamato Mumble. Quest’ultimo è un connubio di mele e uvetta, ricoperto con uno spesso strato di crumble, cioè un impasto friabile di burro, farina e zucchero. Le torte sono di diversi formati e oltre a quelle classiche fatte con le mele, ci sono le Strawberry Pie alle fragole, le Pumpkin Pie alla zucca e deliziose crostatine che ti permettono in pochi bocconi di testare la reale bontà del prodotto venduto. La cosa incredibile è che a proposito di torte, questo è l’unico posto dove ho visto, in un solo negozio, ogni tipo possibile di torta di mele.

Ebbene vendono dalla classica American Pie che mi ricorda il giorno del Ringraziamento e i Padri Pellegrini, alla Appeltaart, la torta di mele olandese. Immancabile la Tarte Tatin, che, sono sincera, aveva un ottimo aspetto, dato sicuramente dal fatto che la popolazione del Canada orientale è pressoché di origine francese. Poi le Apple Crumble in tipico stile vecchia Inghilterra ed altre aromatizzate allo sciroppo d’acero o al caramello. Non mancano neppure quelle senza zucchero, insomma, per me che adoro le torte di mele, a cui ho dedicato inoltre un intero articolo, questo è il paradiso!

Non solo torte

Ovviamente di non solo torte può vivere l’uomo, quindi via libera a mele caramellate in stile Biancaneve, pretzel pralinati grandi come una mano, cookies dal peso specifico di una ruota di trattore e spiedini di marshmallow ricoperti di cioccolato. Devo spendere almeno due parole su questo piccolo, bianco e soffice dolcetto americano che, chiunque abbia la mia età, ha conosciuto tramite le serie tv e nelle strisce dei Peanuts. Sfido qualsiasi bambino degli anni ’80 a non aver desiderato, almeno una volta, di sedersi attorno ad un fuoco nell’atto di bruciacchiare un tenero e gommoso marshmallow, infilzato sulla punta di un rametto raccolto nel bosco. Ebbene non ci crederete, ma questo cilindro di zucchero è l’evoluzione di un dolce conosciuto già nell’antico Egitto.

Il nome marshmallow nasce dalla combinazione delle parole inglesi marsh, acquitrino, e mallow, malva. Questa pianta nasce in terreni che costeggiano le acque stagnanti e la sua radice era usata nell’antico Egitto, per creare dei dolci da offrire alle divinità, ai nobili e ai faraoni. Crearono così il primo marshmallow con una mistura di linfa di malva, miele e cereali cotti in forno. Ovviamente greci e romani fecero tesoro dell’antica ricetta aggiungendo però “del loro”: erano convinti che questi dolcetti potessero sconfiggere il mal di gola. Dobbiamo arrivare al 1800 per assaggiare il moderno marshmallow, quando nelle cucine francesi si trovò il modo di modellare la linfa di malva con degli albumi e sciroppo di mais.

The Big Apple fattoria delle mele Canada

E’ facilmente intuibile quindi che la nascita dei marshmallow è una faccenda dell’Europa e non dell’America. E’ vero però che il processo di lavorazione che si usa tutt’ora per creare questo dolce lo si deve al Nuovo Mondo, dove i marshmallow trovarono fama e notorietà già dal dopoguerra. I moderni marshmallow sono fatti con zucchero, acqua, aria più un agente montante e alcuni marchi, per dare un “effetto nostalgia”, usano ancora la radice di malva in polvere. Intendiamoci, non ho assaggiato la maggior parte del cibo esposto alla Big Apple, ne va della mia vita, ma lo farei volentieri perchè essendo un’azienda agricola, il cibo è tutto “fatto in casa”. Infatti è possibile visitare il laboratorio di pasticceria, dove gli artigiani creano questo inestimabile tesoro nazionale commestibile.

Vedere come vengono fatti i cookies è stupendo, la pasticcera usa un grande cucchiaio per porzionare il biscotto per posizionarlo poi su di una teglia imburrata a dovere. Il ragazzo che riempie gli stampi di mele è velocissimo e preciso, e dire che io ci misi mezza giornata per fare due Apple Pie nella mia cucina. E’ uno spettacolo osservare gli artigiani pasticceri e guardando il laboratorio si intuisce che, da queste parti, si sfornano dolci per i negozi di tutta la provincia. Per qualcuno tutto questo potrebbe bastare, ma per la Big Apple no: tra il laboratorio e l’emporio c’è una cioccolateria. Ebbene sì, è lì che si trovano i biscotti al cioccolato, birre artigianali e sidro, sciroppi d’acero locali, dolcetti di ogni tipo e fudges ai gusti più disparati.

The Big Apple fattoria delle mele Canada

Questi sono dei dolci tipici americani, poco conosciuti in Italia, simili ad un mou, decisamente chewy, gommosi direbbero gli inglesi. I fudges sono fatti con zucchero latte e burro amalgamati assieme fino a diventare un cubetto gommoso e lucido, molto dolce. Chi parlò del primo fudges fu una donna piuttosto conosciuta in America nel campo dell’educazione, tale Emelyn Battersby Hartridge che nel 1892 era studentessa in un college nello stato di New York. In una sua lettera la ragazza scrive che suo cugino di Baltimora preparava questi dolcetti già nel 1886, vendendoli poi a 40 centesimi ogni mezzo chilo. Lei stessa ne preparo’ 13 chili per un’asta di beneficienza al collage e da quel giorno i fudges vennero soprannominati le specialità “da college”.

La nostra escursione nell’azienda non finisce all’interno, perchè una volta usciti, dopo essere passati al ristorante grill The Smokehouse, visitiamo il piccolo zoo nella tenuta. Qui ci sono capre, maialini, galline, tacchini e ogni animale da cortile possibile. E’ un posto decisamente carino e ho notato che in Canada molte attività “all’aria aperta” hanno dei recinti proprio come una fattoria. C’è un grande rispetto per gli animali, sia per quelli della foresta che da cortile. In Canada è da pochi anni passata una legge che vieta ai negozi di vendere animali di razza, ma solo trovatelli o provenienti dai rifugi. La trovo una enorme forma di educazione e attenzione verso i nostri amici a 4 zampe. Per questa volta 1 a 0 per il Canada.

Articolo di Lara Uguccioni

Siti di riferimento:
attractionsontario.ca
destinationontario.com


Indirizzo della Big Apple : 262 Orchard Drive, Colborne, Ontario, K0K 1S0
Qui il sito dell’azienda agricola https://thebigapple.ca/

0 0 voti
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
18 Commenti
Newest
Oldest Most Voted
Feedback in linea
Leggi tutti i commenti
Arianna
Arianna
7 mesi fa

Il Canada in autunno deve essere stupendo, io l’ho visto in estate ma mi immagino i colori e i luoghi tinti di arancione. Qui poi una tappa d’obbligo oltre che per la vista anche per il gusto, hai citato varie leccornie che vorrei proprio provare

La Kry
7 mesi fa

E’ sempre stupendo quando si trovano articoli su luoghi amati perchè l’anticipazione che si prova davanti a un posto nuovo spesso non è paragonabile con la gioia che suscita il pensiero di posti già amati!
Io amo molto l’Ontario e dalla grossa mela ci sono passata proprio tornando dalle cascate del Niagara… ma ammetto che ho tirato dritto per finire in un posto un po’ più piccolo che, invece di avere tutto a tema mela, aveva una sola cosa: il sidro. Ne sono uscita trasportata a spalla ma questo non conta, perchè me ne resta comunque un bellissimo ricordo, quindi anche solo le tue foto e il tuo articolo mi hanno ricordato momenti fantastici, grazie!
P.S.: la prossima volta però mi fermerò qui, un po’ perchè il mio fegato chiede pietà e un po’ perchè fudge e apple pie sfornate in loco… YUMMI!😋

Paola
7 mesi fa

Mi sembra un’esperienza imperdibile! Poi con il mio compagno che adora provare tutti questi cibi particolari, sicuramente ci passeremmo delle ore!

Sara Bontempi
7 mesi fa

No vabbè, ma ci voglio andare anch’io! Ho già girato l’articolo a mio marito, sogniamo un viaggio on the road del Canada ma non sappiamo bene quali posti visitare, questo è sicuramente nella lista!

Veronica
Veronica
7 mesi fa

Adesso ho proprio voglia di una bella apple crumble che qui in UK servono con una pallina di gelato alla vaniglia, la combinazione perfetta. Mi piacerebbe molto visiatre questa parte di America!

Teresa
7 mesi fa

Ho letto con molto interesse il tuo articolo e me lo sono salvato; non siamo mai stati in Canada, ma è nella nostra lista dei desideri, quindi i tuoi suggerimenti potrebbero essermi utili in futuro!

Eliana
Eliana
7 mesi fa

La mela più grande del mondo… Pensavo fosse negli Stati Uniti e invece il Canada vince questo primato! Penso che quei prodotti da te mostrati siano succosi e prelibati e a me piacciono molto le mele!

Claudia
Claudia
7 mesi fa

Che meraviglia queste aziende nord americane! Il poter assistere e partecipare a tutto il processo di raccolta è molto interessante e divertente e poi assaggiare tutti i meravigliosi prodotti che vengono preparati…. Yummy!

Annalisa Spinosa
7 mesi fa

Wow! Deve essere davvero un luogo magico, oltre che iconico! Mi piacerebbe moltissimo assaggiare tutti i loro prodotti, e se nei fudges non ci fosse il burro ne mangerei a quintali!!! Mi segno subito i tuoi consogli nella speranza di andare presto di persona a fare un sopralluogo!

18
0
Mi piacerebbe sapere il tuo pensiero, per favore commenta!x