Arizona,  West Coast

La magia del Deserto Rosso, conoscere l’Arizona

Usi, costumi, folklore e curiosità

L’Arizona è il 48° Stato ammesso all’Unione nel 1912. L’ultimo, perchè precedentemente era messicano ceduto agli Stati Uniti dopo la guerra messicano-statunitense combattuta tra il 1846 e il 1848. Confina con Nuovo MessicoUtahNevadaCalifornia, in un solo punto con il Colorado, ed infine con il Messico ed in esso contiene alcuni dei paesaggi naturali più incredibili al mondo. Gran parte di questo Stato è caratterizzato da un clima arido e secco, complice la lontananza dagli oceani. A nord si trovano montagne verdeggianti, mentre il resto del territorio presenta distese desertiche punteggiate da cactus di ogni tipo.

La capitale è Phoenix, costruita a fine 1800 durante la corsa all’oro, è sita nel bel mezzo del deserto. Invasa spesso da una foschia bassa dovuta al caldo è descritta proprio come una fenice che sembra risorgere dalle sue ceneri.

La lingua

La lingua ufficiale è l’inglese, ma si parla anche spagnolo per la vicinanza al Messico. Molti sono i nativi che abitano questa terra e molte sono le lingue dei popoli ancestrali ancora parlate sul territorio.

La religione

La maggior parte dei cittadini è di religione protestante, una minoranza cristiana cattolica. Poi c’è la vecchia religione, quella dei nativi portata avanti da secoli da chi non si è convertito al cristianesimo predicato dai missionari bianchi che vennero qui alla fine dell’800. Le antiche credenze venerano gli Dei, onnipotenti e presenti in tutte le forme della natura. E’ una mitologia complessa, perchè ogni tribù possiede le sue divinità e i suoi culti.

Ragazza Hopi (foto web)

I nativi

Molte riserve indiane si possono trovare nel west degli Stati Uniti e in particolare in Arizona. Qui ce ne sono 23 e costituiscono il 27% del territorio. Le principali tribù sono: Paiute, Navajo, Hopi, Havasupai, Yavapai, Apache, Mohave, Cocopah, Yacqui e Pima. Questa è la terra d’origine degli Apache, lontani cugini dei Navajo. Gli Apache hanno combattuto per secoli gli invasori spagnoli e messicani, erano infatti un popolo di abili e feroci guerrieri e acuti strateghi. In Arizona vive una grande comunità nella riserva indiana di Fort Apache distante 180 miglia dalla capitale, Phoenix. E’ un territorio selvaggio, ricoperto di foreste e qui la tribù gestisce stazioni sciistiche, un museo dedicato alla loro cultura e diversi casinò.


Ma le maggiori terre sono dei Navajo e i parchi come il Grand Canyon e la Monument Valley sono di loro proprietà. Sono ottime guide, conoscono perfettamente i loro territori e sono affidabili. Sono nativi di queste zone a sud degli US e la Navajo Nation è la seconda tribù più grande riconosciuta a livello federale oltre ad avere la riserva più grande del paese. La lingua Navajo è una delle lingue native americane più parlate negli Stati Uniti d’America.

I vari tipi di turchese che si trovano in queste zone (foto dal web)


Altra tribù interessante è quella degli Hopi e la loro riserva si trova in Arizona, all’interno della grande nazione Navajo. Sono famosi per la lavorazione delle pietre dure e dell’argento, i loro gioielli sono magnifici con intagli raffinati e pietre dure. Usano per lo più turchesi dai nomi più singolari come il Roystone di colore verde, il Carico Lake dalle venature ramate e il Blue Diamond blu notte come il fondo del mare.

DA SAPERE: gli indiani sono gelosi ed esigenti proprietari di casa, quindi quando entrate nelle riserve abbiate cura di conoscere già i loro usi e costumi e di rispettarli. Se non le conoscete, informatevi nei Visitor Center che troverete sul percorso. Presso molte tribù infatti, non è possibile fotografare o fare riprese. E’ bene sempre chiedere prima. E se volete fare una foto a qualcuno di loro ricordatevi che come fareste con chiunque, è bene chiedere il permesso. Non fanno parte del panorama come dei monumenti, sono persone comuni e potrebbero arrabbiarsi (giustamente). Inoltre nelle riserve è meglio non fermarsi a lungo sui bordi delle strade, non campeggiare o imboccare sentieri secondari.

Il clima

Lo Stato dell’ Arizona è fatto di deserto arido e caldo, ma anche di altopiani e di foreste nell’area centro settentrionale. Nelle aree desertiche, tra giugno e inizio settembre, il grado di calore spesso supera i 40° di giorno, mentre la notte l’escursione termica è importante. Le temperature possono scendere anche di 20°. Nei mesi invernali, tra dicembre e febbraio, le temperature, durante la notte, scendono spesso sotto i zero gradi, e durante il giorno si aggirano intorno ai 20°.

La primavera è l’autunno sono i momenti migliori per visitare queste terre. Troverete un clima più accettabile, perchè i caldi estivi possono essere pericolosi soprattutto per chi ama le escursioni. Altra info: nel deserto piove pochissimo, ma in estate è possibile incontrare improvvisi acquazzoni, molto violenti e pericolosi. Amanti dei fai da te, fate attenzione e controllate sempre il meteo prima di avventurarvi! Io ho visitato l’Arizona in ottobre. La notte era tersa e fredda, ma di giorno il sole splendeva caldo e felpa e cappello potevano bastare. Chi viaggia lo sa, vestirsi “a cipolla” è sempre la soluzione migliore. E poi zaino e scarpe comode, pronti per nuove avventure 😉

I Festival

Ogni anno a inizio giugno nei pressi della Window Rock nella riserva Apache, si tiene un carnevale tradizionale indiano. Musica, danza ed eventi animano questa festa. Sarebbe spettacolare parteciparvi!

Arizona: usi costumi folklore curiosità

Il 4 giugno da ormai un trentennio si svolge al Thorpe Park di Flagstaff  una maratona per celebrare l’amore per la salute fisica e mentale degli indiani (io li ho visti tutti in sovrappeso, comunque…).

Arizona: usi costumi folklore curiosità

Grand Canyon Music Festival vede esibirsi cantanti di folk, country e musica classica. Si tiene a fine agosto/primi di settembre a Tusayan nella Contea di Coconino, a sole 2 miglia dall’ingresso del Grand Canyon.

Il cibo

Ovviamente in Arizona, come in tutta l’America, vanno per la maggiore i fast food. Ma se siete alla ricerca di cibo vero e autoctono, fermatevi nelle tavole calde o nei food track gestiti, a livello familiare, dai nativi americani. Noi una sera siamo entrati in una tavola calda, uno di quesi posticini in cui, in Italia, non avremmo messo piede neanche a pagamento.

Losca e sporca sì, ma abbiamo mangiato uno dei cibi messicani più buoni mai assaggiati (e ci siamo anche divertiti a bere birra e a ordinare cibo dai nomi mai sentiti prima). Sì perchè qui in Arizona c’è una forte influenza dal Messico: chili con carne, tacos, panocchie di mais e fagioli. Non fermatevi alle apparenze quindi, sperimentate!

Poi c’è il famoso frybread, piatto tipico della cucina nativa: una sorta di pizza fritta ripiena. Noi ne abbiamo fatto indigestione assaggiandola in diversi modi. Uno dei sapori più sorprendenti è stato con la carne di montone stufata.

Da quanto mi è piaciuto ho scritto un post dedicato 🙂

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