Si fa per parlare,  West Coast

Navajo Frybread, una tradizione nativa dolce e salata

Capita di trovare all’uscita di alcuni parchi del west America dei Food Track gestiti da autentici nativi. Beh fermatevi, perchè ne vale sempre la pena. Paolo ed io, continuamente alla ricerca di sapori nuovi e locali, ovviamente abbiamo fatto tappa ad uno di questi furgoncini senza esitare. Appena usciti dalle gole dell’Upper Antelope Canyon, neanche a farlo apposta, ci si è materializzato davanti un vecchio furgone bianco, da dove si levava un profumino davvero invitante. Una lavagna appesa a lato indicava i pochi piatti del giorno. Ovviamente c’è voluto poco per convincermi e senza esitare, ho detto a Paolo: “Io mi butto!” Alcuni turisti ci hanno guardato strano, ma io sono temeraria e non mi faccio influenzare ed è così che ho conosciuto per la prima volta il mitico pane nativo.

Devono aver pensato “Questi due sono matti a mangiare cibo qui nel mezzo del nulla”, ma appena hanno visto cosa usciva dalle sapienti mani di Miss Navajo, si sono ovviamente ricreduti e in diversi hanno preso d’assalto il furgone. Come sempre Paolo ed io facciamo da apripista: noi, le cavie della degustazione no limits! Dopo il primo burger navajo, fatto con del manzo che si scioglieva in bocca, è stata la volta del mutton, un frybread con la carne di montone. Eccezionale è a dir poco e soprattutto avrebbe potuto sfamare un esercito tanto era grande. Dato che Paolo mi aveva mangiato praticamente tutto lasciandomi a bocca asciutta, ho preso per me un teryaki pork. Il nome ovviamente inventato, era giusto per far capire a noi poveri turisti fai da te, cosa avremmo potuto trovare nel piatto.

Navajo Frybread

Paolo senza vergogna è al secondo giro e se la ride… vedendo la sua voracità altri turisti si sono convinti che il cibo è bbono!

Credo che i proprietari del track non immaginassero tanta folla, probabilmente non si ferma spesso qualcuno da queste parti. Eppure a mio parere, questi chioschi sono spesso sinonimo di buon cibo e garanzia di qualità. 8 $ per un pane fritto gigantesco con mezzo chilo di carne dentro è come minimo da provare! Sarò sempre grata a Miss Navajo, perchè i 3 frybread erano tutti veramente ma veramente buoni. Porzioni gigantesche da poter mangiare tranquillamente in due, anche se non è stato il nostro caso. Siamo sempre troppo affamati e anche esageratamente avidi di novità culinarie. Inoltre l’escursione all’Antelope Canyon deve averci messo fame, complice anche l’orario, è stato un pranzo degno di Natale.

Navajo Frybread

Ma cos’è il FRYBREAD? Sembra quasi una pizza fritta…

Letteralmente pane fritto o taco indiano è una ricetta dei nativi del Nord America, molto amata in tutti gli Stati Uniti. Si presenta come una pasta piatta, lievitata, cotta nel burro o nell’olio e servita con fagioli, formaggio, carne oppure dolce con lo zucchero a velo o il miele. Una base versatile per fare molte preparazioni gustose e per la sua importanza, è stato nominato pane ufficiale del Dakota del Sud.  Il Frybread Navajo ha invece avuto origine 144 anni fa, quando gli appena nati Stati Uniti costrinsero i nativi che vivevano in Arizona, a compiere un lungo viaggio di 300 miglia. Noto come il “Long Walk” cioè il lungo viaggio, i nativi furono costretti ad emigrare nel New Mexico, su una terra che non poteva facilmente sostenere i loro tradizionali alimenti a base di verdure e fagioli. 

ph. Crazy Crow Trading Post

Navajo Frybread

Per evitare che le popolazioni indigene morissero di fame, il governo diede loro prodotti in scatola, farina bianca, zucchero lavorato e strutto: la preparazione del pane fritto. Il Frybread non è altro che un impasto fritto, denso e morbido, pieno di bolle d’aria e serbatoi di grasso, venerato da alcuni come un simbolo dell’orgoglio e dell’unità dei nativi. Nel pluripremiato film di Sherman Alexie Segnali di fumo, uno dei personaggi indossa una maglietta con scritto “Frybread Power”. ll rocker indiano Keith Secola celebra il cibo nella sua canzone popolare “Frybread”. Tra i nativi si dice che lo stato conflittuale del cibo, che rappresenta sia la perseveranza che il dolore, rifletta questi stessi elementi nella storia dei nativi americani. “Frybread è la storia della nostra sopravvivenza”, dice il regista Alexie.

Il Frybread non è quindi un alimento originario dei nativi americani, ma creato da questi per sopravvivere alla loro “nuova” storia. Molte tribù furono rimosse dalle terre ancestrali, confinate nelle riserve in altre parti dell’Occidente. Ed è proprio così che la storia del pane fritto è direttamente collegata a questo trauma del trasferimento e alla lotta di questi coraggiosi uomini per la sopravvivenza. La “nuova” ricetta del pane nativo e il metodo di cottura, la frittura, ha aiutato queste comunità a sopravvivere per tanto tempo nelle riserve fino a quando, un trattato del 1868, ha permesso loro di tornare a casa, in Arizona.

Ingredienti per preparare il Frybread

1 tazza di farina 00
1 e 1/2 cucchiaini di lievito in polvere
1/4 cucchiaino di sale
1/2 tazza di latte
Olio vegetale (riempire una casseruola con almeno 2,5 cm di olio da frittura)

Mescoliamo gli ingredienti lavorandoli in un impasto semplice per poi coprirlo con un panno per 30 minuti fino ad un’ora, finché lievita. Formiamo quindi delle palline tirandole a mattarello in dischi piatti prima di metterle a friggere in olio bollente. Il pane nativo viene servito sia nelle case che in occasione di raduni come pow-wow e potlatch , nonché in occasione di fiere e altri festival.  Il modo in cui viene servito varia da regione a regione e ogni tribù ha una ricetta diversa. Nelle fiere lo si trova abbinato a diversi ingredienti e ciò che viene servito al pubblico, può essere diverso da quello cucinato nelle case private e nel contesto delle relazioni familiari tribali. Il Frybread si mangia da solo, salato o con zuccherato, o con un pò di miele spalmato sopra. Usato come base per i tacos navajo sono esattamente quelli che abbiamo mangiato noi all’Antelope Canyon.

Qui trovate la ricetta completa di fotografie con i vari passaggi...

Il significato e la relazione del pane fritto con i nativi americani è descritto da alcuni come “complicato”. Sebbene il frybread sia spesso associato alla cucina tradizionale, alcuni chef nativi lo rifiutano, vedendolo come simbolo del colonialismo, perchè ne è effettivamente intrecciato Altri ancora lo hanno descritto come un emblema di “perseveranza e dolore, ingegno e resistenza”. Il Frybread quindi come simbolo di resilienza, poiché si è sviluppato dalla necessità di utilizzare farina, zucchero e strutto forniti dal controllo statunitense. Il governo infatti aveva spostato le persone su una terra che non poteva sostenere la coltivazione di prodotti di base tradizionali come mais e fagioli, alimenti primari dei nativi prima dell’arrivo dei coloni.

Per evitare che morissero di fame vennero dati loro questi pochi ingredienti che ora formano uno dei cibi più famosi d’America. Il Frybread come simbolo di resistenza o come emblema del colonialismo, rimane comunque la metafora del Long Walk dei Navajo, la confisca delle terre e la lunga marcia per la sopravvivenza di una “nazione”. Questo particolare cibo si diffuse in seguito in altre tribù arrivando fino a noi, collegando generazione a generazione, presente a passato, tribù ad altre tribù. Nell’escursione alla Monument Valley abbiamo fatto un pit stop per una merendina easy a base di Frybread. Ci hanno servito un ottimo pane con fagioli e insalata, buonissimo e abbondante, poi mangiato tra le rocce millenarie della Monument Valley non ha avuto prezzo!

Articolo di Lara Uguccioni

Navajo Frybread

2 Comments

  • Lara

    Dammi un food truck e sono felice. Sembra buonissimo e non sembra neppure difficile da fare, magari provo a farla e fingo di essere lì 😉

    • lara_uguccioni

      Lara potrebbe essere un’idea, io non l’ho mai fatto a casa, ma credo sia simile ad una pizza fritta 🙂 se lo provi fammi sapere!!

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