Maine,  Si fa per parlare

Ricordi La Tempesta Perfetta? E’ una Storia Vera

Indice

Gli uragani nelle Americhe non sono certamente una novità. Ogni anno in Nord America, tra settembre e inizi di novembre, ha luogo la stagione esplosiva dei tifoni. Il nome uragano viene da hurican/huracan, una parola caraibica che indica il dio del vento. Le correnti subtropicali provenienti dall’Africa incontrano masse di aria fredda polare dando vita a terribili tempeste che si abbattono sulle coste atlantiche. Spesso si esauriscono in mare aperto, ma a volte fanno danni enormi anche sulla terra ferma. Uragani, cicloni e tifoni sono tutti tipi di tempeste tropicali. La differenza riguarda l’area geografica in cui si formano: gli uragani si creano in una parte dell’oceano Atlantico e del Pacifico, i cicloni sono tipici dell’oceano Indiano mentre i tifoni si generano nel Pacifico.

Basti pensare all’ uragano Dorian del 2019 che dopo aver devastato le Bahamas, è arrivato al Nord Carolina per poi salire fino al Maine. Lo ricordo talmente bene, perchè ogni ora Paolo ed io guardavamo il bollettino “di guerra”. Il nostro viaggio nel New England era nelle sue mani. Un uragano famoso fu il Sandy del 2012, che flagellò New York con 16 morti solo nella Grande Mela. Migliaia di voli cancellati, piste allagate, ospedali evacuati, black out di interi quartieri. Uno degli uragani più famosi, il Grace, fu inizialmente un ciclone subtropicale che di fatto durò pochi giorni.

Foto del vortice dell'uragano visto dal satellite
L’impressionante forza di un uragano

Tempesta Perfetta film

Katrina, l’uragano che nel 2005 distrusse la città di New Orleans, rimarrà per sempre nei nostri occhi. Accaduto pochi anni fa è impossibile dimenticarlo essendo stato uno tra i cinque uragani più gravi della storia statunitense. È stato il sesto uragano atlantico più forte mai registrato e il terzo più forte che abbia mai raggiunto le coste degli Stati Uniti. Ma quello di cui voglio parlarvi oggi è un uragano di categoria 2 e di breve durata. Nato come un ciclone si è poi trasformato in una Tempesta Perfetta.

Era la fine di ottobre del 1991 quando l’uragano Grace entrò in collisione con altri due fenomeni di bassa pressione provenienti uno da nord e l’altro da sud. Questa tempesta è diventata un grande e potente grecale che ha causato onde estremamente alte, e ha provocato gravi danni lungo la costa orientale degli Stati Uniti. Lo scontro dei venti diede vita alla famosa tempesta perfetta, un avvenimento che, secondo gli esperti, è di massima rarità.  Definita “perfetta” dai  meteorologi per la sua spaventosa potenza, così la descrive il Giornale della vela in un articolo del 2019:

Quella del 1991, però, è considerata da molti una delle peggiori. Un fronte freddo proveniente dalla costa orientale degli Stati Uniti creò un’ondata di bassa pressione, che incontrò una cresta ad alta pressione dal Canada nell’Atlantico. L’incontro dei due fronti originò una massa vorticosa di vento mentre l’aria si muoveva tra zone di alta e bassa pressione. Un altro elemento insolito rese questa tempesta così terribile. I “postumi” dell’uragano Grace, di breve durata, erano ancora nella zona. L’aria calda lasciata dall’uragano venne risucchiata nel ciclone, creando quella che venne chiamata “La Tempesta Perfetta”, a causa della rara combinazione di circostanze che rese la tempesta incredibilmente potente con venti fino oltre i 185 kilometri orari e onde di oltre 10 metri.

La storia vera dell’Andrea Gail

Il villaggio di Gloucester - Massachusetts
Il villaggio di Gloucester – Massachusetts

Chiamiamola fatalità, chiamiamolo destino, ma lì, nelle acque di quel tratto di mare del nord Atlantico, a pochi giorni dalla festa di Halloween, naviga l’Andrea Gail, una barca da pesca a caccia di pesce spada. La piccola nave con il suo equipaggio, è partita il 20 settembre da Gloucester in Massachussets, uno dei porti più antichi degli Stati Uniti, con direzione Grand Banks, al largo del Canada. Dopo giorni di pesca infruttuosa, il capitano Frank W. “Billy” Tyne Jr. deve prendere una decisione nonostante il maltempo: tornare a casa a mani vuote oppure continuare per Flemish Cap, dove sa che la fortuna sarebbe girata.

Tornata per una breve sosta a Gloucester il 27 ottobre, il peschereccio decide di riprendere il largo verso Flemish Cap, nell’Atlantico settentrionale, per un’ultima uscita di stagione. Infatti il capitano, non senza timori, decide di ritornare a pesca, nonostante la macchina che produce ghiaccio a bordo è fuori uso e, probabilmente, non può mantenere in fresco l’eventuale pesce preso. Le previsioni meteo danno tempo avverso, ma nessuna minaccia di uragano è segnalata. Il capitano e l’equipaggio decidono di partire, per alcuni qualche soldo in più è d’aiuto, per altri l’avventura è così importante che vogliono viverla fino infondo. E’ così che il peschereccio Andrea Gail ed il suo equipaggio partono andando dritto incontro alla tempesta perfetta.

Andrea Gail protagonista della Tempesta Perfetta
La vera Andrea Gail

E’ il 28 ottobre quando il capitano Billy lancia un messaggio via radio per descrivere le terribili condizioni in cui versa l’oceano. L’ultima posizione segnalata è a 180 miglia (334 km) davanti alla Nuova Scozia, a nord est di Sable Island. Le ultime parole registrate di Tyne Jr. sono: “Lei sta arrivando ragazzi, e (rivolto alla tempesta) sta arrivando forte”. In quel punto di oceano si perdono le tracce dell’Andrea Gail ed è lì che si pensa, affondò la nave ingoiata da quello che poi fu ribattezzato Nor’easter di Halloween, un ciclone d’aria mista calda e fredda di gigantesche proporzioni. Chi ha conosciuto ed amato quei ragazzi li ricorda così, come in queste foto, sorridenti e fiduciosi. Uomini di mare, rispettosi di quell’elemento a cui da sempre erano legati, un mare imprevedibile come spesso lo è anche la vita.

equipaggio della Andrea Gail
equipaggio della Andrea Gail

Tutti i sei membri dell’equipaggio dispersi in mare:
Frank W. “Billy” Tyne, Jr. il capitano, 34 anni da Gloucester, Massachusetts
 Michael “Bugsy” Moran, 36 anni, Florida
 Dale R. “Murph” Murphy, 30 anni Bradenton Beach, Florida
 Alfred Pierre, 32 anni New York, New York
 Robert F. “Bobby” Shatford, 30 anni Gloucester, Massachusetts

Un libro per ricordare

Ilbro LA TEMPESTA PERFETTA di Junger

La storia dell’Andrea Gail e dei suoi marinai, è raccontata nel libro del 1997 La tempesta perfetta di Sebastian Junger, giornalista e regista americano. Un bestseller internazionale che per oltre un anno è rimasto nella lista dei libri più letti del New York Times.

Questa è un’opera che incarna la forza brutale e indomabile della natura, immergendo il lettore nelle profondità dell’oceano durante una delle tempeste più devastanti mai registrate. In un turbinio di vento e acqua, il libro racconta la storia dei pescatori di Gloucester, Massachusetts, che sfidano le onde titaniche e i venti feroci a bordo dell’Andrea Gail. La narrazione di Junger è tanto avvincente quanto spietata, dipingendo un quadro vivido della lotta per la sopravvivenza in mezzo a condizioni climatiche estreme. Ogni pagina trasuda tensione e suspense, lasciando il lettore con il fiato sospeso, mentre le speranze si infrangono come le onde contro la chiglia della barca.

In questa epopea moderna, Junger non solo cattura l’essenza della tempesta, ma esplora anche la psicologia dei marinai che si trovano ad affrontare l’ignoto. Le descrizioni dettagliate delle tecniche di pesca, delle relazioni tra l’equipaggio e delle decisioni fatali prese sotto pressione sono magistralmente intrecciate con resoconti scientifici del fenomeno meteorologico. “La Tempesta Perfetta” diventa così una meditazione sull’audacia umana e sulla fragilità della vita di fronte alla potenza inarrestabile della natura. Con una prosa vibrante e incisiva, lo scrittore riesce a trasportare il lettore in mezzo alla burrasca, facendo sentire ogni spruzzo d’acqua salata e ogni folata di vento gelido come se fossero reali. Leggendolo si capisce il perchè sia stato tanto tempo in cima alle classifiche, come la tempesta, questo libro è perfetto.

Un film che ancora fa riflettere

Nel 2000, “La Tempesta Perfetta” è stata adattata per il grande schermo in un film diretto da Wolfgang Petersen, con George Clooney e Mark Wahlberg nei ruoli principali. Il film ha saputo catturare l’intensità e il dramma del libro, portando alla vita la disperazione e la determinazione dei marinai dell’Andrea Gail. Le sequenze visivamente mozzafiato della tempesta e le interpretazioni intense degli attori rendono giustizia alla narrazione di Junger, offrendo un’esperienza cinematografica coinvolgente e commovente. Sebbene il film prenda alcune licenze artistiche, riesce a mantenere l’essenza della storia, trasmettendo al pubblico la stessa sensazione di impotenza di fronte alla furia della natura.

Personalmente, “La Tempesta Perfetta” è più di un semplice racconto di avventura, è un’esplorazione profonda dell’animo umano e della nostra eterna lotta contro le forze naturali. Junger riesce a rendere palpabile la paura e la speranza dei pescatori, facendo emergere la loro umanità in ogni decisione e azione descritta. Il libro mi ha colpito per la sua capacità di bilanciare dettagli tecnici con un’emotività sincera, creando un legame empatico tra lettore e personaggi. La trasposizione cinematografica, sebbene spettacolare, non riesce completamente a catturare la profondità delle riflessioni di Junger, ma resta un tributo potente alla resistenza umana e alla bellezza terribile del mare in tempesta. Entrambe le opere mi hanno lasciato con un rinnovato rispetto per il coraggio dei marinai e per l’incredibile potere della natura.

Vivo in una città di mare e conosco bene questo argomento, ci sono nata e ci vivo ogni giorno, perchè tutto qui a Cattolica, gira intorno alla pesca.

Da sempre i pescatori decidono di andare comunque in mare, pur sapendo che è pericoloso e lo fanno per una combinazione di ragioni profondamente radicate nel loro stile di vita e nelle circostanze economiche. Innanzitutto, la pesca non è solo un lavoro, ma una vocazione tramandata di generazione in generazione, legata ad un forte senso di identità e tradizione. Per molti, il mare rappresenta la vita e la loro comunità, un mondo in cui hanno imparato a navigare sin da giovani. Inoltre, le pressioni economiche giocano un ruolo cruciale: la pesca è spesso l’unica fonte di sostentamento per i marinai le loro famiglie. Le stagioni di pesca sono limitate e perdere un’opportunità può significare un inverno di difficoltà finanziarie, oggi come allora.

C’è anche un aspetto psicologico e culturale nella decisione di affrontare il mare, una sorta di sfida contro la natura che dimostra il coraggio e la resilienza di questi uomini. La consapevolezza del pericolo è bilanciata dall’orgoglio e dalla determinazione di non lasciarsi sopraffare dalle avversità. Inoltre, la comunità dei pescatori è spesso strettamente unita e l’idea di abbandonare i propri compagni, o di non riuscire a soddisfare le esigenze del mercato locale, aggiunge un ulteriore strato di responsabilità e obbligo morale. In definitiva, la scelta di uscire in mare nonostante i rischi è una complessa intersezione di necessità, identità e sfida personale, rendendo ogni viaggio una prova di valore e di resistenza contro le forze incontrollabili della natura.

Articolo di: Lara Uguccioni

Questo articolo lo a tutti coloro che hanno perso la vita in mare e a chi è rimasto a terra, aspettando il loro ritorno.

Lara

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per scoprire Gloucester, il villaggio dei pescatori del New England

Gloucester Maine

Fonti e citazioni:
www.huntingfishing.com
www.hotcorn.com
www.nauticareport.it

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Teresa Torsello
Teresa Torsello
1 anno fa

Adoro quel film, ogni volta che lo rivedo mi emoziono tantissimo, anche se tutto sommato mi fa una tristezza enorme pensare a questi uomini che hanno perso la loro vita solo per avidità.

Valerio
Valerio
1 anno fa
Rispondi a  Teresa Torsello

Teresa chi fa il pescatore, non lo fa per avidità, ma lo fa per tirare a campare , forte per la passione che nutre per il mare, ma consapevole dei rischi che comporta.

Fede
Fede
5 anni fa

Anni fa ho letto il libro, molto più coinvolgente del film che è comunque fatto bene. E’ una storia appassionante quella dell’Andrea Gail e poco conosciuta, hai fatto bene a proporla. Se non l’hai letto ti consiglio il libro che a breve rileggerò.

Simone
Simone
5 anni fa

Articolo interessante, non avevo mai approfondito questo lato della storia. Mi sono andato a rivedere il film e l’ho trovato ancora più bello di quando lo vidi la prima volta. Bello anche l’articolo sui villaggi dei pescatori mi è venuta voglia di partire.

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