California,  San Francisco,  West Coast

Pier 39 di San Francisco, caramelle e leoni marini

Indice

Siamo nel Fisherman Wharf, il quartiere dei pescatori della splendida San Francisco che, situato sul lungomare settentrionale, è una delle zone turistiche più frequentate della città. Camminando per la Jefferson Street si arriva all’ Embarcadero, adiacente al Pier 39, area che ad oggi ospita ristoranti ed attrazioni di ogni tipo, oltre che i moli da cui partono i traghetti per Sausalito ed Alcatraz. All’inizio del 1900 questa era una zona malfamata, frequentata da ladri e contrabbandieri. Dopo il terremoto del 1906 è stata riqualificata e il sindaco ha voluto ricostruire dandole lustro e trasformandola in un’area di svago e per famiglie. Infatti, a distanza di più di 100 anni, l’Embarcadero è ancora così: pieno di vita, colori e divertimento.

Nel quartiere si trovano negozi di souvenir e chioschi che vendono zuppe di granchi o clam chowder a base di vongole, uno dei piatti più deliziosi che io abbia mai mangiato in America. Tipico di San Francisco servirle in panini a lievitazione naturale, croccanti all’esterno e morbidi internamente, simili a delle baguette francesi. Guardando al largo si può ammirare un panorama mozzafiato sulla baia, sul Golden Gate e sull’isola che ospita la prigione di Alcatraz. L’area è rinomata anche per la colonia di leoni marini e alcune navi storiche che attraverso tour guidati, ti catapultano nella storia antica della Baia. La famosa ex fabbrica di cioccolato di Ghirardelli Square ospita boutique e ristoranti, vale la pena dare un’occhiata!

Pier 39 San Francisco

Il Pier 39, dove i sogni diventano realtà

E’ ora di pranzo e il sole scalda la pelle, l’aria dell’oceano è pungente e l’odore della salsedine, mista a quella degli hot dog, mi riempie le narici. Siamo arrivati al Pier 39, l’ingresso al molo è spettacolare, dove fiori, bandiere e colori vivaci mettono un’incredibile allegria. Artisti di strada si esibiscono all’ingresso del molo e nei giardini adiacenti, così la musica dal vivo ti accoglie, ad ogni ora, regalandoti una sensazione di euforia mista a serenità. Adoro i posti come questo, possono sembrare troppo turistici ed affollati, ma è in luoghi così che mi piace stare assieme alla gente. Almeno per il tempo che si sta su queste vecchie assi di legno, la malinconia e i brutti pensieri della vita di tutti i giorni lasciano il posto alla magia del tornare bambini, quando la mente vaga libera e spensierata in una calda giornata d’autunno.

Il Molo 39 è una delle maggiori attrazioni della città di San Francisco, ogni anno viene visitato da 14 milioni di persone provenienti da tutto il mondo. Costruito all’inizio del 1900 cadde con gli anni in disuso, per diventare così una sorta di “terra di nessuno”. La riqualificazione venne pensata solo a metà 1900, fortemente voluta dall’imprenditore Warren Simmons. Prima di lui gli abitanti illustri della città cercarono di proteggere il loro lungomare da ogni sorta di abbandono. Ad esempio, società come la Ford Motor Company e i Rockefeller, tentarono di occupare e sviluppare le proprietà sulla baia, ma nessuno mai riuscì a dare lustro vero e portare turismo in questa parte della città. Simmons da imprenditore autoctono, ebbe il vantaggio di avere i contatti locali, oltre alla spinta e all’entusiasmo necessari per trasformare il molo nel suo sogno californiano. 

Pier 39 San Francisco

Artista polistrumentista. Dietro si intravede la Crab Sculpture, la scultura di un granchio simbolo di questo Molo.

All’inizio Simmons portò ovunque il suo proiettore per diapositive, presentando il piano commerciale a chiunque volesse ascoltarlo. Per raggiungere i suoi obbiettivi l’imprenditore era famoso per iniziare la sua giornata lavorativa alle 4 del mattino, 7 giorni su 7. E’ esattamente così che ce la fece: per suo merito il nuovo molo venne riqualificato e inaugurato nell’ottobre del 1978. L’idea di Warren era quella di ricostruire un villaggio di pescatori dandogli un carattere commerciale, facendolo diventare uno dei luoghi più amati e turistici della città. Tutt’ora, costellato di negozi, ristoranti e gastronomie, in un potpourri irresistibile di colori e profumi, è esattamente come Simmons l’aveva immaginato: spettacolare!

Il legname per la costruzione fu preso dai vecchi magazzini di pesce smantellati nei dintorni del Pier. Infatti gli edifici, così come la passeggiata, sono totalmente in legno ed hanno lo stile tipicamente americano dei villaggi di mare della costa Est. Il Molo 39 è un luogo semplice ed accogliente che trasmette un senso di continua festa, ho fotografato non so quante insegne, le ho trovate bellissime. Le adoro, così colorate, hanno un fantastico stile retrò che invoglia ad entrare nei negozi. Una particolarità di questo molo sono proprio quest’ultimi: stravaganti e spesso a tema. Negozi che vendono solo calzini, altri solo cappelli, altri ancora unicamente magneti da attaccare al frigo o chiavi personalizzate. Gli americani ci sanno proprio fare ad attirare l’attenzione, secondo me a colazione mangiano pane e marketing!

Pier 39 San Francisco

Al The Left Hand Store si può trovare tutto per i mancini, dagli orologi alle forbici, mentre l”Alcatraz è dove vendono ogni tipo di gadget e libri sulla famosa prigione. Nell’Animal Country è possibile costruirsi da soli un orsacchiotto di peluches personalizzato, anche a New York c’è questo shop, la prossima volta mi devo ricordare di entrarci! Proprio all’ingresso del molo c’è un mega Hard Rock Cafe e addirittura un Bubba Gump Shrimp co. dove acquistare oggetti a tema Forrest Gump. Uno dei più particolari è però il negozio dedicato ai mancini, anche se noi ci siamo fermati per mezz’ora in quello dedicato interamente ai cappelli, ovviamente li avrei comprati tutti e Paolo ancora ripensa a quello di Harry Potter. Era alto almeno un metro ed era uguale al cappello parlante, avremmo dovuto portarlo con noi in Italia!

Un tuffo nella gastronomia locale sul Molo 39

Gli Stati Uniti sono un melting pot di culture e tradizioni. Chi non ha mai viaggiato in America non se ne rende conto, ma ogni stato come ogni città, offre diverse scelte culinarie con influenze estere e radici provenienti da memorie lontane nel tempo. Anche la cultura gastronomica ha una sua storia e a San Francisco diventa un’esperienza da non perdere. Avendo da sempre un porto attivo e affacciandosi sull’oceano, la città offre una vasta scelta di piatti di pesce oceanico ed essendo la città con più carattere europeo di tutta l’America, propone piatti dal sapore familiare. Prima di partire mi sono documentata sui cibi tipici di San Francisco, quindi è stato doveroso trovare un ristorante dove li servissero.

Ero curiosa di assaggiare la Clam Chowder, una zuppa di vongole servita in tavola all’interno di una pagnotta di sourdough bread. Questo è un pane a lievitazione naturale, che diventò famoso a San Francisco tra gli anni ’80 e ’90, anche se già ampiamente apprezzato nella zona durante la corsa all’oro del 1849.

La sala dove abbiamo mangiato – Ph dal sito del Pier Market

Pier 39 San Francisco

Per servire la zuppa di vongole alla pagnotta viene tolta la mollica e realizzato un coperchio con la sua sommità. Il tutto è accompagnato solitamente da un’insalatina di granchio. Paolo invece voleva provare il Dungeness Crab, il granchio tipico di questa zona, servito praticamente intero, con una salsa all’aglio e prezzemolo. Ovviamente i ristoranti sul molo e dintorni, all’ora di pranzo, sono tutti pieni! Quasi per caso ci fermiamo al Pier Market, le recensioni su Google lo davano come molto buono e mediamente caro. Incredibilmente, in soli 10 minuti ci trovano un tavolo, finalmente possiamo provare un pò di pesce dell’oceano. La location è veramente bella, tutta in legno e ottone stile vecchia nave. Ci fanno sedere vicini alle grandi finestre che danno proprio sul molo con vista leoni marini, una meraviglia!

Si sa, gli Stati Uniti non sono famosi per la cucina, ma San Francisco è una città incredibilmente europea ed è considerata uno dei centri culinari più importanti d’America. Causa la sua posizione geografica, la specialità è il pesce servito in tantissimi modi differenti. Ad ogni angolo della zona del porto è possibile trovare i panini con dentro aragosta o granchio lessati, serviti, se volete, con un pò di salsa all’aglio. Altra specialità da provare assolutamente sono i wrap, sempre ripieni di pesce. Sembrano delle piadine sottili arrotolate e ripiene con aragosta e insalatina di verza cruda. Anche per i più schizzinosi questo è un panino mitico, ha un gusto delicato che si abbina bene anche ad una birretta. Provatelo, non potete sbagliare.

Altro cibo gustosissimo che ho mangiato in un takeaway sono delle polpette di pesce misto, impanate e fritte, servite con una salsa all’aglio e una maionese. Ovviamente non potevo non assaggiare il famoso fish & chips, il merluzzo fritto accompagnato da patatine. Lo faccio in ogni luogo di mare in cui vado, che sia Los Angeles oppure Cape Code in Massachusetts, a Edimburgo o a Dublino, insomma ovunque il mare freddo fa capolino sulla terra ferma. La cosa meravigliosa è che nei mari del nord il merluzzo è un pesce di zona, quindi te lo servono fresco, cosa che da noi non accade mai. E con tutta la salsa all’aglio con cui ho condito il pesce, era bene starmi a 1 km di distanza!

Un’altra specialità tipica di San Francisco è il Cioppino, già dal nome si capisce la sua origine italiana. E’ una vera e propria zuppa di pesce con crostacei, pomodoro e altri pesci di zona, servita con pane abbrustolito. E’ un piatto tipico della Liguria dove lo chiamano Ciupin, quindi come è arrivato a San Francisco? In Italia, originariamente, veniva preparato sulle barche da pesca dagli stessi pescatori, per rifocillarsi durante le tante ore passate in mare. Stessa cosa succedeva anche qui in Romagna, dove sulle barche si faceva il brodetto con i pesci di scarto. Alla fine del 1800, gli emigrati genovesi che risiedevano a North Beach, quartiere di San Francisco, cucinavano questo piatto tra le barche dei pescatori del molo, così che i ristoranti italiani iniziarono a proporlo sulle loro tavole.

Divenne famoso così, grazie agli italiani all’estero ed ora viene fatto sempre come la vecchia tradizione vuole cioè con il pescato del giorno. Sulla costa oceanica del Pacifico ovviamente i pesci sono diversi da quelli genovesi ed è interessante sentire il sapore di un “brodetto” fatto con il granchio Dungeness, il Granciporro. Non dimentichiamoci inoltre che è qui a San Francisco che hanno inventato i biscotti cinesi della fortuna, ma quella è un’altra storia.

Se ti interessa l’argomento culinario
—->qui trovi “Le ricette dal mondo” <—-

Proseguendo sul molo c’è una magnifica giostra, grandissima, con tanto di cavalli e musica di organetti tipica di un vecchio carosello. Realizzato a mano in Italia, il Carousel di San Francisco è qui dal 2008. Sopra sono stati dipinti a mano i luoghi più famosi della città come il Golden Gate Bridge, la Coit Tower, Chinatown, Lombard Street, Alcatraz e i leoni marini, rendendolo così unico e meraviglioso. La giostra è illuminata da 1.800 luci a LED scintillanti e ha oltre 30 creature da cavalcare tra cui draghi, leoni marini e i tradizionali cavalli. Sempre adiacente al Pier 39 ci sono molte attrazioni e divertimenti, che nel tempo cambiano, come il Magowan’s Infinite Mirros Maze: un labirinto di specchi con luci colorate o un cinema 7D. Oppure la scalinata del piano, realizzata dallo stesso creatore di quella del film Big con Tom Hanks.

2020 – I leoni marini festeggiano 30 anni

ph. Lara Uguccioni

17 ottobre 1989. Una scossa di magnitudo 6.9 durata 15 interminabili secondi, scuote la Baia. L’evento con epicentro Loma Prieta è particolarmente violento e getta tutti gli abitanti della città e limitrofi, in un enorme sconforto. Qui il Big One è tutt’ora atteso e temuto, perchè siamo proprio sopra la faglia di Sant’Andrea. I danni sono ingenti anche per la fauna marina a cui viene modificato l’habitat. Si pensa che, proprio a causa di questo sisma, nel dicembre dello stesso anno, sul K-Dock del Pier 39, arriva il primo esemplare di leone marino. E’ un maschio adulto con una lenza attorcigliata al collo ed è per questo che viene battezzato con il nome di Flea Collar, cioè Collare per le pulci.

Quelli erano anni in cui San Francisco non era una città turistica come oggi e l’arrivo di questo esemplare seguito poi, da gennaio in avanti, da numerosi altri, fece vivere questo momento a tutti con estremo piacere. Soprattutto dopo un disastro naturale come quello avvenuto, l’arrivo di questi giganti del mare fu sentito dagli abitanti della città, come un buon auspicio. In breve tempo la colonia di leoni marini aumenta fino ad arrivare a 1700 esemplari. Da subito se ne prende cura l’organizzazione Marine Mammal Center che integra l’insediamento di otarie nel suo nuovo habitat protetto e ricco di cibo. Ad oggi sono loro i padroni di quella parte di molo e la capitaneria vigila che non vengano disturbati troppo dai turisti.

Pier 39 San Francisco

Sono estremamente chiassosi, divertenti, buffi e sono le vere star del Pier 39. Ad oggi, nel periodo invernale, ce ne sono un migliaio, mentre in estate molti migrano per andare a riprodursi nelle isole vicine. “I leoni marini mangiano tipi di pesci – aringhe, sardine, sgombri – che si trovano abbondanti nella baia, per di più la struttura stessa della baia offre riparo naturale dai predatori, tutto questo dovrebbe assicurare la loro continua presenza. Tuttavia, la loro migrazione rimane alquanto misteriosa e il riscaldamento degli  oceani continua  a spingere  sempre più lontano dalla terra la loro scorta di cibo, che preferisce l’acqua più fredda,  il che significa che potrebbero dover percorrere lunghe distanze per mangiare. In teoria, i leoni marini potrebbero scomparire all’improvviso come sono arrivati.”

Proprio in fondo al Pier, sulla punta della banchina, c’è un luogo meno frequentato che regala una veduta sulla Baia di San Francisco veramente suggestiva. E’ la fine del molo, un punto panoramico meraviglioso. Si vedono i ponti, le isole e anche Alcatraz che sembra vicinissima. Se il tempo lo permette consiglio di fermarsi qui almeno mezz’oretta per godere del tepore del sole, in un angolo di mondo raro e magico dove tutti i sensi vengono coinvolti. Da questo punto si sentono, in lontananza, gli schiamazzi dei leoni marini e l’odore acre del porto misto a quello del vecchio legno del pontile. Il vento profuma di salsedine e gli occhi si riempiono della bellezza dell’oceano. Anche questa volta eravamo nel posto giusto, al momento giusto e per la fortuna che la vita ci ha dato, vale la pena ringraziarla ogni giorno.

Noi

Articolo di Lara Uguccioni

Pier 39 San Francisco

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Eliana
Eliana
3 mesi fa

I moli e i porti sono sempre molto affascinanti perché risentono di culture “di passaggio” e di un mix incredibile di tradizioni, soprattutto culinarie. Mi ricordo Coney Island a New York dove ho mangiato uno dei migliori street food della mia vita!

Libera
Libera
3 mesi fa

Il cioppino che avete assaggiato mi ha fatto venire in mente un’altra zuppa di pesce tipica della Puglia e chiamata: ciambotto. Gli ingredienti sono molto simili, potrebbe essere la stessa pietanza.

La Kry
La Kry
3 mesi fa

Il Pier 39 lo amo allo follia! Partirei subito per andarci perchè è davvero, come tu spieghi perfettamente, una festa infinita di luci e colori!
Io non amo molto il pesce, ma pure io ho dovuto assaggiare il Clam Chowder perchè… ehm… ecco… forse… magari… potrebbe essere che fosse uno dei piatti ‘tipici’ di World of Warcraft! 🤣

ANTONELLA MARIA MAIOCCHI

Come sempre i tuoi articoli mi catapultano nelle atmosfere che sai descrivere così bene. sono stata tantissimi anni fa a San Francisco ma vedo che il Pier 39 non ha perso il suo appeal anzi, è ancora più bello e stravagante di come lo ricordavo. Molto interessante la storia del leone marino arrivato da solo dopo il terremoto.. chissà cosa spinge questi animali a colonozzare una certa area.

Claudia
Claudia
3 mesi fa

Sarà pure molto turistico ma per me è una delle attrazioni più da vedere della città! Così tanti leoni marini insieme quando ti ricapitano?

Annalisa Spinosa
3 mesi fa

Purtroppo durante il nostro viaggio on the road negli States non siamo riusciti ad arrivare a San Francisco, e non sai quanto mi sia dispiaciuto. Era unatappa dell’itinerario ma si sa, in viaggio il tempo è tiranno! Chissà quando riuscirò a tornare ..

Silvia The Food Traveler

Una delle zone di San Francisco in cui ho trascorso forse più tempo. Ogni volta c’è sempre qualcosa che il giorno prima non avevi notato, ma soprattutto qualcosa di buono che non avevi assaggiato! Granchio e clam chowder (insieme al lobster roll) sono tra le cose che amo di più. Che nostalgia di questa bellissima città!

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