Massachusetts,  New England,  Si fa per parlare

Concord tra storia e tradizione letteraria americana

A pochi chilometri da Boston, nel cuore del New England si trova Concord, una cittadina di soli 17 mila abitanti dal vago sapore d’altri tempi. Immerso nella magnifica campagna del Massachusetts, questo gioiello di arte e storia è intriso di un fascino incantato. Le case coloniali dalla trama scura si fondono alla perfezione con quelle più moderne dai toni caldi in stile georgiano che rimandano ad un’epoca poi non così lontana e a me tanto cara. Concord è circondata da una favolosa campagna boschiva che riesce a dare il suo meglio in autunno, quando gli aceri si tingono di rosso e gli abeti diventano di un verde intenso. Poi tutto improvvisamente muta cedendo il passo al cambiare della stagione che qui è talmente netto e visibile che affascina incantando anche l’occhio meno attento.

Quando cade la prima neve e le atmosfere del tardo autunno lasciano il posto all’inverno, Concord torna ad essere quella che era nel 19° secolo, quando il silenzio era rotto solo dai passi ovattati che scricchiolavano sul terreno. Si vedono ancora bambini con il naso all’insù ad osservare i fiocchi che man mano ricoprono la valle. La piccola chiesa bianca dall’alto campanile a punta sembra sparire nel candore circostante mentre i camini sui tetti di ardesia paiono indicare il cammino verso casa. Nel centro della cittadina le botteghe dalle vetrine a bovindo si illuminano all’arrivo della sera e tutto cala lento in un clima di tale bellezza che è giusto chiedersi se Concord è il paradiso.

Concord letteratura storia americana

La rivoluzione americana

Old North Bridge

Il nome Concord, per gli appassionati di storia americana, risulterà familiare, perchè questa città, fondata dai primi coloni nel 1635 ha la fama di essere stata teatro di battaglie rivoluzionarie. Quello che un tempo era luogo di accampamenti stagionali per i nativi è diventato poi un sonnolento villaggio del New England. Entrò nella storia in una mattina di aprile del 1775, quando sul ponte Old. North Bridge fu combattuta una delle prime battaglie della Rivoluzione americana. Proprio qui fu sparato quello che Ralph Waldo Emerson definì “il colpo che risuonò in tutto il mondo”. I volontari della milizia coloniale detti Minutemen, così chiamati perchè all’occorrenza dovevano essere pronti in un solo minuto, sconfissero il potentissimo esercito inglese.

La loro forza fu la rete d’informazione veloce, progettata dalle truppe locali per i casi di emergenza. “Oltre ai messaggi portati a cavallo, furono usate campane, tamburi, armi da fuoco, falò e trombe per comunicare velocemente di paese in paese. Radunarono così la milizia di almeno una dozzina di paesi del Massachusetts orientale. La comunicazione fu così efficiente che persino a 40 km di distanza da Boston, già si sapeva dell’arrivo della pattuglia inglese benché questa fosse appena sbarcata a Cambridge. Avvisare i miliziani in anticipo fu elemento cruciale per radunare una forza sufficiente atta ad infliggere gravi perdite alle unità inglesi.” La battaglia ebbe un esito positivo per i rivoluzionari e di lì a poco sarebbero nati gli Stati Uniti d’America.

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Rievocazione storica della Battaglia di Lexington

Il Minute Man National Historical Park è un parco costruito sul luogo dove si è svolta la famosa battaglia. Il sito testimonia lo spirito rivoluzionario americano attraverso gli scritti dei grandi autori che a Concord hanno vissuto. Inoltre qui passa il Battle Road Trail, percorso simile al Freedom Trail di Boston, che permette di ripercorrere le orme degli antenati d’America. Il piccolo parco rappresenta il diritto alla libertà ed è suggestivo visitarlo, ripercorrendo i tracciati delle truppe e immergendosi nell’atmosfera della cittadina. Inoltre è possibile visitare due negozi a tema e il centro visitatori dove è allestito un piccolo museo.

Usciti dal Visitor Center ci si cammina attraverso i boschi e si oltrepassa la strada fino alla Jacob Whittemore House, costruita nel 1777. All’interno della casa, i bambini possono giocare e travestirsi con i costumi d’epoca, colorare fogli informativi sulla battaglia, “sparare” i moschetti di legno e sfogliare la replica del menù nella sezione “Cosa c’è per cena”, che include le schede delle ricette dell’epoca. 

Al piano superiore ci sono pannelli interattivi per grandi e piccoli da visualizzazione con le date storiche, persone ed eventi significativi. I Rangers sono sempre disponibili a raccontare curiosità e aneddoti riguardanti il sito. Gli abitanti di Concord sono molto patriottici e fieri del loro villaggio mantenendo vivo il ricordo di quel giorno così importante nella costruzione degli attuali Stati Uniti.

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Per commemorare i soldati avversari morti in battaglia, nel 1870 è stata posata una lapide per volere del sovrintendente dei lavori pubblici di Concord. Ora, in quello stesso luogo poco lontano dal ponte, c’è un monumento ai caduti con una frase molto commovente incisa sopra:

“Vennero facendo tremila miglia e morirono
per tenere il passato sopra il suo trono:
Non ascoltata, al di là delle correnti dell’Oceano,
la loro madre inglese urlò il suo dolore.”

La tomba oggi è curata dal National Park Service in collaborazione con il Comune di Concord. Ogni aprile, in occasione della rievocazionee annuale della battaglia, la lapide viene decorata e commemorata in una commovente cerimonia dal popolo britannico. In Mosses from the Old Manse, il famoso autore Nathanial Hawthorne scrisse: “Un segno più umile della lotta, ma più interessante dell’obelisco di granito, può essere visto vicino al muro di pietra, che separa il campo di battaglia dai recinti della canonica. È la tomba segnata da un piccolo frammento di pietra ricoperto di muschio alla testa, e un altro ai piedi, la tomba di due soldati britannici, che furono uccisi nello scontro.”

La rivoluzione filosofica

La cittadina è stata toccata da più di una rivoluzione, come è ben spiegato al Museo di Concord. La prima è ovviamente la battaglia di Lexington, quando iniziò ufficialmente la Rivoluzione Americana. La seconda è una rivoluzione culturale, letteraria e filosofica iniziata nella metà del 1800. Concord ha infatti dato i natali ad una delle correnti americane più importanti, il trascendentalismo. Questo grande fenomeno filosofico e artistico ha coinvolto i nipoti e i pronipoti di quei patrioti riuniti in due generazioni di attivi e impegnati intellettuali. Attraverso le idee e il mondo delle parole scritte si sono occupati in riforme sociali concrete elevando lo spirito delle generazioni future e innovando per sempre la letteratura americana. Ralph Waldo Emerson è vista oggi come la figura più influente del trascendentalismo diffondendo il suo pensiero in tutto il Paese attraverso saggi e conferenze.

Emerson non a caso è considerato da Bloom la “figura centrale nella cultura americana”. La sua opera ha fortemente influito sul poeta Whitman e su tutta la tradizione letteraria americana fino ed oltre la Beat Generation.

Già a suo tempo Emerson criticò il conformismo che la società esercitava sulle persone, perchè stava rendendo le menti sterili ed omologate. Promuoveva l’individualismo e l’importanza del raggiungimento di obiettivi come l’indipendenza e l’autonomia. “L’asse portante del suo pensiero fu la definizione di “Superanima“, descritta come una forza superiore che vigila e interviene sulla realtà, sul genio degli uomini, sulla filosofia e sulla poesia, come una porta d’accesso alla verità, costituente la base della comunicazione tra gli uomini.” Per Emerson la libertà umana non era intesa come ribellione, ma come pura accettazione e comprensione del mondo. Guardò con grande interesse, anche se distaccato, le sperimentazioni sociali di Henry David Thoreau, considerato oggi icona della disobbedienza e dell’ecologismo. Abitanti di Concord ed oggi considerati entrambi esponenti del trascendentalismo nato proprio in questa cittadina, Emerson e Thoreau sono pionieri sì, ma in modo diverso.

A Lezione da Thoreau

Henry David Thoreau

Entrambi interessati  “all’uomo, e non agli uomini“, se Emerson era riflessivo e pacato, Thoureau al contrario viveva come se ogni giorno fosse l’ultimo, pervaso ed affascinato da quel concetto di genio universale descritto da Goethe. Scrittore sorprendente e attuale, Thoreau fu tante cose: poeta, naturalista, attivista e cercò per tutta la vita di far comprendere agli altri i suoi ideali.

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.

HENRY DAVID THOREAU, Walden. Vita nel bosco, 1854.

Concord letteratura storia americana

Impossibile non ricordare questa famosa citazione di Thoreau espressa da John Keating alias Robin Williams ne L’attimo fuggente. Thoreau si sottopone ad una vera e propria prova di sopravvivenza, decide di vivere nei boschi, da solo, per 2 anni. Il suo unico intento è quello di voler sperimentare l’unione tra l’artista e il mondo naturale, alla ricerca del concetto di uomo come unico artefice del proprio destino, solo dominatore delle proprie sensazioni ed emozioni. Quel John Keating, insegnante di liceo, voleva far capire ai suoi alunni proprio questo. C’è più vita laddove c’è semplicità che nel mondo moderno fatto di agi e superficialità. Il vero vivere è in mezzo alla natura, in quei luoghi considerati dalla massa, poveri e senza valore, è lì che c’è la scintilla del mondo. E’ solo in quel luogo e in quel momento che si può dire di avere realmente vissuto.

A sud di Concord si trova la riproduzione della capanna nel punto dove il naturalista passò i suoi 2 anni nei boschi.

Thoureau realizza così il suo grande desiderio di vivere immerso nell’armonia della natura, a contatto solo con se stesso e i propri diari. Costruisce una capanna sul terreno dell’amico Ralph Waldo Emerson, vicino alla riva del piccolo lago Walden. Ritorna al mondo civilizzato solo dopo aver raggiunto il suo scopo: ricevere tutto l’insegnamento possibile dalla natura portandola nella civiltà e nelle sue scelte future. Sentiva che c’era ancora tanto da vivere, tante cose che doveva fare. “Il suo sogno si era già realizzato e quell’esperimento gli aveva insegnato che, se una persona si muove con fiducia in direzione dei suoi sogni e si sforza di vivere quella vita che ha sempre immaginato, giungerà alla piena realizzazione di sé.

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A mio parere è Thoreau la personalità di spicco del trascendentalismo, una delle voci più forti e significative del pensiero moderno americano. La sua insofferenza alla massificazione e allo sfrenato consumismo anticipa di molti anni la nascita della “Beat Generation” e ispira il pensiero di grandi come Tolstoj, GandhiMartin Luther King. Il suo capolavoro assoluto, considerato un classico della letteratura americana è “Walden; La vita nei boschi“, pubblicato nel 1854 racchiude l’esperienza vissuta nella capanna vicino il lago Walden. Il libro è scritto in uno stile semplice, comprensibile anche adesso, nonostante abbia compiuto 167 anni.

Contiene delle semplici osservazioni, come un diario di viaggio soffermandosi sull’importanza, da me condivisa di lasciare spazio ai padroni assoluti dei boschi: gli animali. Traspare una forte critica al mondo moderno e al suo avanzare incessante nella distruzione dell’habitat naturale ed è questo che lo fa precursore delle lotte ambientaliste. Attuale a tal punto da essere citato in In to the wild – Nelle terre selvagge di Sean Penn. Come il protagonista del film anche Thoureau muore in giovane età, ma trascorre anni intensi della propria vita in quella capanna, simbolo di libertà, ricostruendo se stesso, proprio come Alex Supertramp. Il disagio di vivere nella società fa scappare questi due uomini connessi da un sentimento comune, quello di vivere ogni attimo intensamente, senza perdere un minuto. Non è un caso che Thoureau è legato al Romanticismo americano, che sempre a Concord ha messo le sue radici.

Case d’autore

The Old Manse, il vecchio maniero

Oggi si possono visitare i luoghi e le dimore dove hanno vissuto queste fervide menti proprio qui a Concord. Adiacente al parco dei Minutemen c’è la Old Manse, un vecchio maniero in stile georgiano datato 1770. Entrare qui significa rivivere i momenti cruciali della storia della Nazione. Costruito per il ministro patriota William Emerson, il piano superiore si affaccia sul North Bridge, dove ebbe luogo la famosa battaglia del 19 aprile 1775. Più tardi, alcune delle menti più stimate del New England trovarono ispirazione all’interno delle sue mura. Nel diciannovesimo secolo, Ralph Waldo Emerson e Nathaniel Hawthorne hanno entrambi abitato la casa di Manse per un certo periodo, qui Emerson ha redatto il suo saggio “Nature” in uno studio al piano di sopra. 

Nel frattempo, Hawthorne e sua moglie Sophia, hanno iniziato qui la loro vita matrimoniale; l’orto a fianco è stato originariamente piantato da Henry David Thoreau in onore del matrimonio degli Hawthorne. Questa dimora può raccontare storie incredibili. Emerson era molto amico dell’educatore e filosofo Amos Bronson Alcott, padre di Louisa May Alcott, autrice di Piccole Donne. La giovane Louisa ha visitato molte volte la casa in compagnia di suo padre e spesso ha preso in prestito libri dalla biblioteca di Emerson. Il suo affetto per tutta la vita per Emerson, quasi 30 anni più vecchio di lei, potrebbe essere stato l’ispirazione per il matrimonio di Jo March con il professor Bhaer, molto più anziano di lei.

Emerson era un grande sostenitore di Bronson Alcott e delle sue idee decisamente moderne per l’epoca. Quest’ultimo era un difensore del diritto di voto per le donne e metteva in partica le sue idee trascendentaliste nella vita di tutti i giorni. Credeva nell’istruzione, nell’aiutare gli alunni a capire e a capirsi trovando così la propria strada. Credeva nella famiglia, instillava nei suoi bambini fin dalla più tenera età alcuni valori essenziali: la fiducia in se stessi, il senso del dovere, il sacrificio e la carità.

Concord letteratura storia americana

La sua scuola di Filosofia di Concord fu una delle prime scuole estive per adulti e rimase attiva per nove estati consecutive, fino all’anno della sua morte. Venne chiusa nel luglio 1888 con una cerimonia in sua commemorazione. Fondò inoltre una comunità trascendentalista dal nome Fruitlands, purtroppo utopica infatti durò solo 7 mesi. Le regole erano di non mangiare prodotti animali, bere soltanto acqua, bagnarsi con acqua fredda, non utilizzare luce artificiale. 

Oggi al posto di Fruitlands sorge un museo dove è possibile scoprire la vita dei Trascendentalisti, della Hudson River School e dei Nativi Americani. Fu Emerson a comprare una casa alla famiglia Alcott dopo il tentativo fallito di Bronson di vivere in comune. La famiglia si ritirò nella casa acquistata da Emerson e la chiamò Hillside. Qui Louisa May Alcott, autrice di Piccole donne e le sue sorelle hanno vissuto gran parte dell’infanzia descritta nel libro.

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Successivamente la casa fu chiamata The Wayside nome datogli dalla famiglia Hawthorne proprietari dal 1852 al 1869. E’ qui che il grande scrittore Nathaniel Hawthorne , scrisse La lettera scarlatta , La casa dei sette abbaini , Racconti raccontati due volte e altri romanzi e pubblicazioni. E’ incredibile come in questa piccola città si sono intersecatele vite dei più illustri e importanti scrittori del Rinascimento Americano.

Nel 1883 Harriett Lothrop, autrice per bambini e creatrice dei Five Little Peppers, suo marito Daniel e la figlia acquistarono la casa di Hawthorne. Furono l’ultima famiglia a vivere qui. La scrittrice, molto famosa negli Stati Uniti, dedicò la sua vita a crescere la piccola Margaret e a scrivere libri per i più piccoli. Fondò la National Society Children of the American Revolution nel 1895, salvando case storiche e celebrando con grandi feste il ricco patrimonio di The Wayside e delle persone che vi avevano abitato. Nel 1965 The Wayside è diventata parte del Minute Man National Historical Park e questo sito letterario è stato aggiunto al National Park Service.

The WaySide, la casa sulla strada

Piccole Donne e la Casa del Frutteto

A Concord sorge la dimora storica degli Alcott, Orchard House, un’altra meta da non perdere in un giro letterario del Massachusetts. Il magnifico giardino in primavera si riempie di colori e il frutteto sul retro profuma di fiori di melo. In inverno dicono sembri una cartolina, con la neve adagiata sul tetto di mattoni e la facciata in legno da cui scendono i ghiaccioli pare brillare. Ma io la preferisco in autunno, quando le foglie non ci sono più e si può ammirare la casa nel suo semplice splendore, quando sembra fondersi con la natura circostante. E’ una bellissima dimora coloniale che ha ispirato uno dei classici della letteratura a stelle e strisce di tutti i tempi: Piccole Donne. E’ qui che Louisa May Alcott lo scrisse ispirandosi alla reale unione della sua famiglia, affrontando temi delicati in un modo incredibilmente poetico.

Concord letteratura storia americana

Visitare internamente Orchard House è per chiunque ami la Alcott un’occasione da non perdere. Per quel che mi riguarda Piccole Donne è il primo libro che ho letto con vero entusiasmo, immersa in una realtà così lontana, ma inspiegabilmente affine. Da quel momento lo riprendo in mano almeno una volta all’anno, ne rileggo capitoli interi ogni qual volta ho voglia di andare lontano con la mente. Il tour della casa inizia nella sua camera da letto, in cima alle scale del primo piano. Louisa trascorse molto tempo qui, in particolare dopo essere tornata a Concord nel 1862, gravemente malata dopo aver prestato servizio come infermiera durante la guerra civile. In quel lungo periodo la sorella May cerca di tenerle compagnia e darle conforto dipingendo sui muri della stanza tanti gufi, uccelli a lei cari.

La camera in sé è arredata in modo semplice, ma accogliente, con un letto a barca in legno, un lavabo, fili e strumenti da ricamo. La famosa scrivania a forma di mezzaluna, dove la Alcott scrisse Piccole donne nel 1868 è ancora lì, sotto le finestre fu costruita per lei da suo padre. A differenza di molte dimore storiche che sono state conservate per mostrare com’era la vita per le classi superiori, Orchard House offre uno sguardo sulla vita quotidiana di una famiglia normale. Gli Alcott non erano in alcun modo ricchi anzi, non erano considerati neanche di classe media. Possiamo definirli “poveri signorili” perchè sebbene la famiglia non avesse soldi, avevano parenti ricchi che potevano dar loro beni di seconda mano e accedere ad altre risorse. 

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Camera da letto di Louisa May Alcott – ph Tray Powers – per gentile concessione di Orchard House

Quando Bronson acquistò la proprietà, la grande casa era in condizioni fatiscenti. Ha trascorso un anno a sistemare la casa, circondata da 12 acri di meleti, prima di trasferire la sua famiglia in quella che ha chiamato Orchard House. La famiglia ha ricevuto scarti da parenti ricchi, come rotoli di carta da parati o vecchi tappeti, e nel corso degli anni Louisa ha continuato ad apportare miglioramenti alla casa. Gli Alcott rimasero a Orchard House fino al 1877, quando Bronson la vendette a William Torrey Harris, un collega filosofo, educatore e cofondatore della Concord School of Philosophy. Harris non è stato in grado di trascorrere molto tempo a Orchard House, e la casa è caduta in rovina. Non volendo vederla il vicino di casa di Alcott, l’autore Harriett Lothrop, acquistò la proprietà. 

Con l’aiuto del Concord Women’s Club, Lothrop fondò una casa museo che aprì al pubblico nel 1911. I figli donarono gran parte dei mobili e degli oggetti della famiglia al museo e oggi circa l’80% degli arredi sono originali della famiglia Alcott. 

Salotto e sala da pranzo – Ph Herb K. Barnett – per gentile concessione di Orchard House

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Si capisce subito che Louisa May ha basato il personaggio di Jo March su se stessa, intrecciando le sue lotte con le esperienze come scrittrice del 19° secolo. Non deve essere stato facile essere donna nel 1800 e ancor meno voler esprimere il proprio pensiero. Ora diamo per scontata la nostra libertà, quando essere se stesse è invece stata per lei una conquista faticosa e ardita. Per me bambina di tanti anni fa, leggere Piccole Donne è stato come immergermi in una favola antica, immedesimarmi nella sua eroina, voler diventare quel maschiaccio senza redini ma dal cuore d’oro. Le tre sorelle March sono state ispirate della vita reale della famiglia Alcott, i loro nomi erano May, Anna e Lizzie realmente morta giovanissima di scarlattina poco prima del suo 23esimo compleanno. Come Beth, anche Lizzie ha contratto la malattia da una famiglia povera che sua madre stava aiutando.

Quando si visita la casa si parla di questa perdita e di come la figura della ragazza rimase sempre presente nella casa e nel cuore delle sorelle. Little Women di Louisa May Alcott è uno dei romanzi più amati al mondo e ancora oggi, a più di 150 anni dalla sua pubblicazione originale, cattura nuove generazioni di lettori. Ci sono diverse traduzioni di Piccole Donne, io ne ho trovate due decisamente ottime, da poter leggere anche “da grandi”. Il mestiere di traduttore si muove spesso su di un filo sottilissimo ed è egli stesso che decide se un libro diverrà piacevole o al contrario, fastidioso. Nella traduzione che ho letto la struttura linguistica della Alcott è talmente immensa e ricca di sfumature che è un piacere perdersi in essa rendendo il concetto principale del libro estremamente attuale.

Piccole donne è canto alla femminilità che può essere vissuta pienamente e con libertà. Louisa May rende le quattro sorelle le più moderne che siano mai esistite.

Articolo di Lara Uguccioni

Fonti e citazioni:
newenglandwithlove.com

newengland.com
wikipedia.org
ph dal web
www.nps.gov
lacapannadelsilenzio.it
ph Orchard House dal sito magazine Roadtripper.com

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