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Azzurrina di Montebello, leggenda o verità?

Cari lettori, siamo rimasti alla nostra visita notturna tra le misteriose mura del castello di Montebello, che sovrasta la Valmarecchia in terra di Romagna. Dopo aver ascoltato la guida, che con la sua preparazione storica e recitativa, ha calato noi ospiti curiosi in quella che è l’atmosfera esoterica della rocca, giungiamo attraverso stanze anguste e stretti corridoi, alla parte della visita che maggiormente si ricorda. In un passaggio dalle volute basse e in apparenza privo di qualsiasi interesse, l’attenzione cade su di un quadro dai toni azzurri, raffigurante un volto di bambina. E’ un’opera dipinta dalla famosa pittrice romana Novella Parigini, pare durante uno stato di trance. E’ proprio in questa particolare stanza del castello che ci viene raccontata la leggenda di Azzurrina.

Una vicenda che investe una bassa e umida galleria, poco interessante se non fosse per gli episodi che qui accaddero nel 1375.  Per il momento ve li riporto così, come mi vengono raccontati dalla guida e trovati su scritti ufficiali che riguardano il maniero. L’epoca è quella medioevale, sotto la dominazione malatestiana e Uguccione,  feudatario del castello, ha una bambina di pochi anni dal nome presunto di Guendalina. Si narra che la sua particolarità sia stata quella di essere albina, un difetto enzimatico oggi conosciuto, di carattere genetico e piuttosto raro. All’epoca però era una vera eccezionalità e nascere albini significava essere, senza alcun dubbio, figli del demonio. Le terre di Romagna come ho già detto, erano permeate di superstizione e per i piccoli che nascevano albini, il destino era assai crudele.

Azzurrina Montebello leggenda

Questa però non era la sorte che Uguccione voleva per sua figlia, perciò decise di rinchiudere Guendalina nella fortezza miliare seguita da un abbate e da alcuni armigeri. La madre le applicava costantemente sui capelli delle tinture per renderli scuri, ma aimè la colorazione risultava azzurrata, da qui il suo soprannome: Azzurrina. Era il 21 giugno del 1375, il solstizio d’estate. Fuori imperversava un temporale e Uguccione era impegnato nell’ennesimo scontro tra la famiglia dei Malatesta e quella dei Montefeltro. Guendalina si trovava all’interno della fortezza, nella galleria e stava giocando con una palla di pezza, seguita da due armigeri.

La palla però cadde accidentalmente per le strette e ripide scale che conducevano alla ghiacciaia, ovviamente chiusa a chiave. La piccola andò a recuperarla, ma da quella scala non fece mai più ritorno. Gli armigeri cercarono la bambina ovunque. Inoltre il castello venne setacciato da cima a fondo per 7 giorni, dopo di che, si svolsero i funerali di Guendalina.

Il libro basato su di una storia vera

La storia che ho appena raccontato, è  stata tramandata oralmente per quasi due secoli per poi essere trascritta da un frate della Corte dei Guidi di Bagno. Il racconto, romantico e allo stesso tempo terrificante, non è esattamente la verità di ciò che più realisticamente è successo 600 anni fa. Ce ne parla in modo molto approfondito nel suo libro Leo Farinelli, edito da A. Car dal titolo Azzurrina di Montebello. Il ricercatore di Forlì studiò a lungo la storiografia della vallata e le vicende personali dei personaggi, smontando totalmente la versione romanzata che piace tantissimo ai turisti e ai profani. Quello di Farinelli è stato un lungo lavoro in cui ha dedicato anni a scoprire cosa si cela dietro il racconto tramandatoci nei secoli.

Autore di libri e di trasmissioni che riguardano il paranormale e in particolare, proprio il fantasma che abita la rocca di Montebello, Farinelli spiega che “della leggendaria Azzurrina, fino ad ora si è scritto e detto quanto era possibile, altro lo sarà perché la fantasia umana è sconfinata in positivo e negativo”. Per chi conosce la storia medioevale della mia zona, è più facile quindi credere ai fatti che vi racconterò. Partiamo quindi di nuovo dall’inizio, considerando che stiamo parlando del 1300, quindi di un’epoca lontanissima di cui abbiamo pochi scritti e dove ogni storia era tramandata solo oralmente. Il buon senso però è d’obbligo quando si racconta la Storia, quindi andiamo ad analizzare i fatti.

Azzurrina Montebello leggenda

Le vicende raccontate nel libro sono frutto di studi basati su ricerche storiche e oggettive, fatte di contatti psichico-fisici, di riscontri tangibili documentati e notificati. Leo Farinelli con sua moglie, andò per la prima volta al castello di Montebello nel settembre del 1995 per fare la classica visita turistica. I coniugi non conoscevano la leggenda che aleggia tra le sue mura se non per sentito dire. Dopo quella prima visita però, l’autore dice di aver iniziato ad avere contatti medianici con l’energia spirituale della piccola Guendalina. Contatti che nei primi giorni lo fecero quasi impazzire, essendo digiuno di tutto quello che riguardava il paranormale. Fu così che accompagnato nel percorso dai ricercatori del Centro Studi Parapsicologici di Bologna, iniziò la sua ricerca.

Quando la verità è più dura di una triste leggenda

Siamo nel Medioevo e ci troviamo in una terra, quella di Romagna, controllata dal Papato. La famiglia dei Malatesta possedeva il vicariato di molte terre, che lo Stato Pontificio diede in cambio di una lauta pigione. Uno di questi territori era Montebello, assieme alla sua espugnabile fortezza. Malatesta consegnò il feudo ad Uguccione, che divenne così il Signore del castello, discendente di un famoso personaggio che in Valmarecchia è ben conosciuto: Uguccione della Faggiola. Questo spietato e sanguinario condottiero, era signore di molti terreni del circondario, tanto che  il suo busto si erge ancora oggi sulla terrazza del castello di Monte Cerignone.

Per ben entrare nel contesto delle vicende raccontate e per farvi capire chi era tale Uguccione, c’è da aggiungere che, il capostipite del casato, fu anche mecenate di Dante Degli Alighieri, al quale regalò l’idea di scrivere la Divina Commedia. Il Casato si chiamava Della Faggiola, perché il nome era preso dai territori faggiolani, posti sotto il monte Carpegna. Uguccione, feudatario di Montebello, anch’egli della Faggiola come il suo avo, venne unito in matrimonio, per volere del Papa Urbano VI, a Costanza Malatesta, figlia di uno dei più amati signori di Rimini. L’accordo venne suggellato in grande fretta. Si pensava infatti che con questa unione, i due casati terminassero di farsi guerra ampliando di conseguenza il loro potere e quello della Chiesa.

Azzurrina Montebello leggenda

Nell’anno 1375, nel “mese dei doni” cioè dicembre, i due sposi misero al mondo una bambina, chiamata probabilmente Guendalina Della Faggiola. La piccola non era nata albina, come vuole la leggenda riportata dal frate di Corte, ma era bionda a dispetto dei suoi familiari, tutti di carnagione mediterranea. Farinelli racconta: “Forse chi la descrisse albina lo fece per ingraziarsi le signorie di allora che adottarono quella menzogna molto volentieri. La bambina era bionda, con occhi azzurri e con intelligenza fuori del comune. Fin dalla tenera età aveva messo a disagio i due casati.”

Purtroppo le sue caratteristiche fisiche, tipiche del nord Europa, avevano fatto dubitare che fosse realmente figlia di Uguccione. Quelli erano anni in cui nella fortezza, si susseguivano armigeri di diverse nazionalità: irlandesi e francesi soprattutto. Il capo delle guardie Hubert Jean Joseph, francese, mandato al castello dal Papa Urbano VI, pare fosse l’amate di Costanza e presto divenne il simbolo di quell’adulterio. C’è da aggiungere che Costanza Malatesta era discendente di un forte casato, ma i suoi atteggiamenti libertini l’hanno sempre penalizzata, portandola ad essere assassinata da un suo stesso zio.

L’infedeltà di Costanza non era l’unica cosa a far infuriare il signorotto. La forte intelligenza di Guendalina si mostrava anno dopo anno tanto da diventare fonte non solo di stupore, ma di paura in chi la avvicinava. Pare infatti che cantasse in un francese perfetto, conosceva la musica, “sapeva conciare ogni specie di pianta erbacea e ottenerne oli, profumi, medicinali.” La sua unica compagnia era frate Gregorio che la introduceva nello studio, la sua tata Giorgianna e un cagnolino. Le rare volte che usciva dal castello, lo faceva accompagnata e in questi frangenti raccoglieva erbe per fare le tinture che usava sui capi di vestiario che confezionava da sè.

Foto scattata dal Team GHR (Ghost Hunters Roma)

Azzurrina Montebello leggenda

All’età di 7 anni, non prima, avevano iniziato a tingerle i capelli, non riuscendo più a nasconde la sua presenza come un tempo. La tinta azzurrognola non era comunque abbastanza, così le furono tagliati i capelli cortissimi e quello che rimaneva, nascosto sotto un ampio copricapo. Quando nacque un figlio maschio tra l’unione di Uguccione e di una sua amante, arrivò il momento di far tacere le voci che riguardavano Azzurrina. Studi approfonditi testimoniano che l’albinismo o comunque una diversità simile a quella di Guendalina, se di diversità si può parlare, non era sinonimo di stregoneria Infatti si pensa che, nel 1300 in questi territori, ancora non era presente la Santa Inquisizione. La piccola, così diversa dalla fisicità classica italiana, con ogni probabilità, era considerata pazza, data anche la sua incredibile intelligenza.

La scomparsa di Guendalina

Come è ben chiaro, la presenza di Guendalina dentro e fuori le mura, era palesemente scomoda. Leo Farinelli parla di un conciliabolo, cioè una riunione avvenuta tra i due casati Malatesta, Della Faggiola e il papato. Qui si decretò la fine della piccola che avrebbe dissipato ogni malalingua e ristabilito la tranquillità della situazione. Così nel dicembre del 1383, ma potrebbe anche essere il giugno del 1375, ricordiamoci che stiamo parlando di più di 600 anni fa, la bambina scomparve misteriosamente dal castello. La storia non porta a fatti plausibili, ma si pensa che lo stesso Uguccione abbia assoldato un sicario per far sparire il frutto dell’adulterio di Costanza e seppellire il corpo nella campagne circostanti.

Questo è ciò che conosciamo su una delle tante vicende sinistre avvenute nel castello di Montebello. Quello che possiamo intuire è che sicuramente la parola mamma, che pare di sentire in una delle tante registrazioni fatte tra queste mura, non è quella più cara a Guendalina. Costanza Malatesta infatti, non viveva qui, la piccola era seguita dal personale del maniero, dalle cuoche che la adoravano e dagli armigeri. Uno tra tutti, colui che sicuramente la amava, così la voglio pensare, era il capo delle guardie Hubert. Non a caso Guendalina cantava in francese, perchè sicuramente il soldato le insegnava canti di battaglia della sua terra natia.

Quegli occhi chiari e i suoi capelli biondi devono essere stati familiari al soldato, che l’avrà amata come una figlia, anche se per i pochi anni che è rimasta con lui. Quello che sappiamo con certezza è ciò che accade oggi al castello. Trasmissioni televisive, ricerche di enti e organizzazioni internazionali, film, registrazioni e le tante sedute medianiche sono atte a cercare contatti di presenze soprannaturali. Può essere suggestione oppure tempo perso, ma è evidente che il mondo dell’occulto affascina l’essere umano. Noi nel frattempo, ricordiamoci di Azzurrina, perchè così facendo chi ha vissuto un tempo, non muore davvero e perchè una vita unica ed irripetibile, non passi mai inosservata.

Articolo di Lara Uguccioni

Azzurrina Montebello leggenda

Qui trovate il racconto della visita notturna al castello e qui della visita diurna
Buona lettura!

6 Comments

  • Lucio

    Carissima Lara ….per un attimo il tuo cognome mi ha fatto sorridere per la somiglianza al nome Uguccione.
    Volevo chiederti se è fattibile trovare notizie più approfondite su Uguccione della Fagiola e costanza Malatesta .
    Ciao Lara buona giornata
    .. Lucio

    • lara_uguccioni

      Caro Lucio, il mio cognome è esattamente lo stesso di Uguccione della Faggiola, mio avo. Ora c’è una I come finale, ma la dinastia è quella. L’abbiamo scoperto tanti anni fa, quando mio padre si fece fare una sorta di albero genealogico, che non possedevamo perchè il nonno, morto da tempo, aveva rotto i rapporti completamente con la sua famiglia d’origine. Ci sono tanti scritti su Uguccione, parente e amico di Dante Alighieri, che ne parlò anche in un canto dell’Inferno. Durante le visite ai castelli qui nel mio entroterra mi è capitato spesso di sentirne parlare e drizzo sempre le orecchie, è un personaggio veramente interessante.
      Se ti capita di passare per Monte Cerignone (PU), uno dei territori della Faggiola (quindi di sua proprietà) e dove è nato, sulla terrazza del castello c’è un busto che lo raffigura. Il posto è stupendo e da lassù si vede tutta la vallata della Carpegna.

  • Lucio

    Sono stato al castello 5 volte ed è sempre una bella emozione per chi ama il medioevo.
    La storia di azzurrina è la classica leggenda da castella ma molto suggestiva e affascinante.
    Tornerei al castello altre 100 volte,anche perché è bellissimo e il borgo sottostante è meraviglioso come tutta la storia della Romagna

    • lara_uguccioni

      Verissimo Lucio, Montebello è un borgo veramente carino, curato, pulito, ancora molto simile a quello che era nel Medioevo. La cosa più bella della nostra Italia sono proprio questi piccoli borghi, con la loro storia da raccontare… e poi un castello senza un fantasma, che castello è?! 🙂

  • Libera

    Sono stata anche io a visitare il castello di Azzurrina e devo ammettere che la visita è davvero suggestiva soprattutto nella parte finale, quando ci hanno fatto ascoltare le registrazioni notturne di quelli che sarebbero i lamenti di Azzurrina.

    • lara_uguccioni

      Esatto Libera, sia che uno “creda” oppure no, è comunque una visita da fare, molto diversa dalle solite nei vari castelli italiani. PS: adoro comunque tutti i castelli, ovunque essi siano 🙂

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